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Somma Vesuviana, i consiglieri di opposizione: «Il nostro ricorso al Tar va avanti»

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Pasquale Piccolo
Umberto Parisi
Lucia Di Pilato
Salvatore Rianna

In merito al ricorso (leggi qui) presentato al Tar Campania da sei consiglieri di opposizione, Lucia Di Pilato, Salvatore Rianna, Pasquale Piccolo, Celeste Allocca, Vincenzo Piscitelli e Umberto Parisi, gli stessi fanno sapere – con una nota stampa – di aver aggiunto ulteriori motivazioni a sostegno di esso. Il ricorso, presentato dopo l’approvazione del bilancio di previsione dell’Ente il 29 dicembre 2017, adduceva violazioni nei termini per l’esame dei consiglieri comunali (segnatamente, la relazione dei revisori dei conti fu allegata alla documentazione quel giorno stesso). «La deliberazione è evidentemente illegittima» – annotava nel testo del ricorso l’avvocato Orazio Abbamonte, rappresentante legale dei sei consiglieri. In seguito, il 16 marzo scorso, il bilancio di previsione – senza che ne fosse cambiata una virgola – fu riportato nell’aula di Palazzo Torino e rivotato con la presenza della sola maggioranza.

Vincenzo Piscitelli

 

 

 

I sei consiglieri, intenzionati a far valere le proprie ragioni, hanno integrato il ricorso con motivazioni aggiuntive contro il successivo provvedimento adottato con la delibera di consiglio comunale numero 20 del 16 marzo 2018. Di seguito, il testo della nota fattaci pervenire dai consiglieri Di Pilato, Rianna, Piccolo, Parisi, Piscitelli, Allocca.

 

«La rinuncia alla domanda di sospensiva – per quei pochi amministratori che non lo sapessero – non è una rinuncia al ricorso, che rimane pendente presso il Tar Campania e per cui presto sarà fissata la data di una nuova udienza cautelare dopo la proposizione dei motivi aggiunti. Piuttosto è bene rammentare come l’adozione di delibere che vadano a rettificare, chiarire o comunque completare atti precedenti, denoti la tardiva volontà di provare a riparare macroscopici errori che hanno leso il diritto partecipativo dei consiglieri. Per cui ribadiamo la nostra ferma intenzione di portare avanti il ricorso e teniamo a sottolineare come spesso la vittoria corra sul filo di lana e talvolta finisca per disilludere, e accecare, chi per primo la canta».