mercoledì, Aprile 22, 2026
16.8 C
Napoli

Sant’Anastasia, il sindaco Abete: «Se il presidente del consiglio comunale vuole fare la voce critica passi all’opposizione».

Luigi Corcione, Lello Abete, Antonio Marino
Luigi Corcione, Lello Abete, Antonio Marino

Alla presentazione della neonata associazione «Fare Futuro», Lello Abete usa il suo intervento per replicare agli ultimi attacchi e lo fa senza mai fare nomi. Gli obiettivi sono però, con evidenza, l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex sindaco Carmine Esposito, l’ex vicesindaco Armando Di Perna e l’attuale presidente dell’assise Mario Gifuni.

 

Il suo doveva essere un saluto alla nuova associazione «Fare Futuro» che vede quale presidente Antonio Marino e, nel ruolo di segretario, Luigi Corcione. Il sindaco Abete che ha preso la parola subito dopo il benvenuto del presidente e il saluto del consigliere comunale Alfonso Di Fraia, ne ha invece approfittato per replicare a quasi tutti gli attacchi degli ultimi giorni: dai post più o meno sibillini sui social a firma del presidente Mario Gifuni, fino alle critiche mosse alla sua gestione da Ciro Pavone e Carmine Esposito in un recente convegno sul tema dell’urbanistica e sviluppo. Così, al microfono della sede di Fare Futuro in via D’Auria, ha esordito chiarendo dal suo punto di vista che i patti ventilati da più parti con le attuali opposizioni non ci sono. E lo ha fatto con, in prima fila, il consigliere di minoranza Paolo Esposito e l’esponente del Pd Giovanni Barone, noto fautore della necessità di un governo di «salute pubblica».

«Io non ho fatto patti con nessuno, solo con gli elettori e solo sul programma elettorale – ha detto Abete – un programma con il quale siamo anche a buon punto e credo infatti che a metà mandato dovremo rivederlo giacché abbiamo realizzato gran parte delle cose dette in campagna elettorale. Intanto dico a tutti questi professori di politica, etica e morale che ci sono in giro e sono sempre pronti a puntare il dito che io di etica e morale ne ho da vendere. Saranno gli elettori, a fine consiliatura, a giudicare se avremo fatto bene o male e se sarò nuovamente io il candidato, come accade in tutte le democrazie del mondo».

Poi, chiara replica all’ex sindaco Esposito il quale aveva più volte sottolineato come Abete, nipote e successore, dovesse ringraziarlo, come pure a Ciro Pavone, coordinatore della sua campagna elettorale che lo aveva definito «sindaco per grazia ricevuta», rimarcando il successo popolare sulla scia della continuità.  «Credo che bisognerebbe ringraziare anche me, giacché c’ero io a capo della squadra che ha vinto le elezioni – ha proseguito Abete – ed a chi dice che farei il sindaco per grazia ricevuta rispondo che è vero: sono un graziato come tutte le persone che vivono un bel momento e vincono una battaglia. Sono sindaco per grazia ricevuta dalla Madonna dell’Arco. La grazia? L’ha ricevuta lui perché l’ho nominato capostaff con un lauto stipendio e ha disonorato il suo compito, parassitando, offendendo centinaia di giovani anastasiani che vengono da me a chiedere lavoro quando non ho la possibilità di dargliene. La grazia l’abbiamo ricevuta tutti».

Già annunciato da voci di corridoio era l’affondo su Mario Gifuni, presidente dell’assise che, infatti, è giunto puntuale: «Fa battutine, scrive post sui social network, gioca sul detto e non detto, parla di rapporti ibridi con le opposizioni, destabilizza la parte sana del consiglio comunale: io a questo gioco non ci sto più –ha detto il sindaco – se vuole fare la voce critica passi all’opposizione perché non tollererò più e sono pronto, da domattina, ad aprire un confronto serio per una nuova fase a Sant’Anastasia. Una fase che possa dare al Comune la stabilità che merita. Se ci saranno le condizioni meglio, se non ci saranno ciascuno si prenderà le sue responsabilità. Basta con i ricattini, con le verifiche del numero legale, io andrò in consiglio con serenità cercando una convergenza, focalizzandomi sui punti cruciali a favore dei cittadini».

Come da copione, ma sempre senza far nomi e cognomi, Abete tira in ballo il voto all’ultimo bilancio di previsione, quello di agosto, varato il giorno prima che decidesse di azzerare la giunta. Il bilancio, dunque, e di conseguenza l’ex vicesindaco Armando Di Perna. «Stiamo operando con un bilancio che mi prendo la responsabilità di aver votato e devo fare mea culpa, non sono certo un tecnico ma devo dire che è un bilancio povero, magro».

In un convegno di venerdì scorso, l’ex sindaco Esposito aveva esordito sottolineando la mancata decisione dell’amministrazione comunale in carica in merito al dimensionamento scolastico e Abete ha replicato anche sull’argomento dando peraltro una notizia che farà discutere: la probabile destinazione dell’attuale plesso della scuola elementare di via Sodani quale Caserma dei Carabinieri. «Abbiamo ricevuto una nota dalla Regione Campania il 5 novembre scorso, da quel momento le scuole dovevano dare indicazioni che, precisiamo, sono obbligatorie ma non vincolanti per l’amministrazione comunale. Le proposte sono arrivate a fine novembre, abbiamo valutato e ragionato, ci siamo confrontati anche con i consiglieri e alcuni di loro avevano idee diverse ma poi hanno avuto la ragionevolezza di soprassedere e hanno convenuto con me che sarebbe stato meglio lasciare tutto com’è. Faremo soltanto una cosa che avremmo deciso a prescindere: il plesso di via Sodani finalmente sarà chiuso e le classi trasferite al I comprensivo, restando aperti a qualsiasi confronto che c’è sempre stato e ci sarà. Perché quel plesso ci occorre per un’altra cosa, altrettanto importante e che riguarda la sicurezza giacché lo destineremo, probabilmente, a sede della caserma dei carabinieri».

Quindi, Puc, Pip, considerazioni sulla Zona Rossa, sviluppo, periferie e, in prima fila, l’assessore Stefano Prisco. «Arriviamo al 2015 con i Pip scaduti nel 2011 ma con il Puc siamo in dirittura d’arrivo – ha detto Abete – e ora c’è un nuovo assessore a sostituire il precedente che comunque ringrazio, perciò vorrei spingermi ad annunciare che lo adotteremo in giunta, se possibile, entro il 31 dicembre di quest’anno. Questo vuol dire che non appena esauriti tutti gli adempimenti, Sant’Anastasia sarà dotata di uno strumento di sviluppo che darà al paese nuova linfa almeno nei settori in cui possiamo incidere. Con i vincoli della legge 21 e della zona rossa noi non possiamo costruire residenze ma abbiamo la possibilità di spingerci e guardare alle realizzazioni commerciali, artigianali – e qui entrano in gioco i Pip – industriali, aprire alle opportunità di sviluppo urbano con strutture ricettive nei dintorni del Santuario di Madonna dell’Arco. Perché la Legge 21, sia chiaro, è stata restrittiva non solo con il nostro paese ma con i tutti i comuni dell’area che sono oggi ventiquattro. Bisogna cogliere le opportunità che questa legge offre tenendo conto che sui rischi evidenziati dalla stessa, vulcanici e idrogeologici, non possiamo far finta di nulla».

Sulle periferie? Non ha accennato, il sindaco Abete, alla questione dei fondi RFI per la quale la consigliera Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, insieme a tutti gli altri ex alleati che hanno abbandonato l’amministrazione comunale, ha promosso una petizione popolare chiedendo di non dirottare i fondi delle Ferrovie destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza sul progetto di riqualificazione della centralissima via Marconi. Ha però replicato sulla sua ipotetica «distrazione» rispetto alle problematiche delle zone periferiche della città. «Hanno detto che sono disattento, che sono distratto, io non credo – ha continuato Abete – è la parola “periferie” che non condivido. Siamo un unico paese, un unico centro. Il primo intervento varato in giunta con il mio governo è stato quello della costruzione della rotonda in via Starza all’incrocio con via Santa Chiara. Quella rotonda ha dato un pochino di decoro alla zona ma soprattutto ha evitato tantissimi incidenti oltre che i consequenziali debiti per “insidie e trabocchetti”. E dei debiti fuori bilancio parlerò ampiamente prima di Natale in una conferenza pubblica. Dirò cosa sono, cosa stiamo pagando e cosa ha prodotto la mia amministrazione, anzi lo dico ora: la mia amministrazione ha prodotto zero debiti fuori bilancio».

Il sindaco ha poi annunciato di aver ricevuto delle «buone rassicurazioni» e di avere «ottime possibilità» di intercettare il finanziamento di un milione e ottocentomila euro per il progetto passato di recente in consiglio e relativo all’illuminazione di via De Filippo e via Macedonia ma anche a via Castiello, via Guadagni, la riqualificazione urbanistica e sociale della zona di via Romani lato via Boccaccio. «I tempi sono stretti ma l’assessore Prisco è stato celerissimo, del resto è così che deve fare un assessore. Come si può in questo caso non ringraziare l’ufficio tecnico e il funzionario Gino Coppola, i suoi collaboratori, l’ufficio politiche sociali? Sono i funzionari che ci danno la possibilità di andare avanti e varare questo tipo di progetti».

Infine, l’appello alla pace, alla serenità, a cessare un clima che ha definito «velenoso». Non senza frecciatine, però, né senza sottintesi che fanno intravedere un nuovo assetto di maggioranza. «Sant’Anastasia non ha bisogno di sapere chi ha ragione e chi ha torto, alle persone non interessa sapere chi ha sbagliato. I cittadini hanno bisogno di serenità e di una amministrazione stabile: a questo mi riferivo parlando di un confronto serio per un percorso anche diverso in consiglio comunale. La nostra città merita ben altro perché, se le condizioni restano queste attuali, io lavoro male e i cittadini ne pagano le conseguenze. Invito perciò ad abbassare i toni, anche in prossimità del Natale che quest’anno vedrà a Sant’Anastasia la trentacinquesima edizione del Presepe Vivente preparato da Luigi De Simone, con l’integrazione di comunità straniere».

Pace e serenità, dunque. Ma anche un affondo: «Sembra un clima da campagna elettorale, ma non ci sono elezioni alle porte, non ne vedo a meno che non precipiti la situazione, cosa che non credo. Ma se è così che credono di affrontare una campagna elettorale, per quella poca esperienza che ho, ritengo, a mio modesto avviso, che si avviino a perdere».

In evidenza questa settimana

Muore travolto dall’auto durante riparazione, tragedia nell’officina ad Acerra

Dramma nel pomeriggio di ieri ad Acerra, dove un...

Cambio nella giunta Bene, Giova succede a Casolaro

Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, annuncia un avvicendamento all’interno della...

Caivano, La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto Morano

Riceviamo e pubblichiamo La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto...

Cimitile, riapre il Municipio dopo oltre vent’anni: restituita alla comunità la “casa dei cittadini”

  Dopo oltre vent’anni di attesa, Cimitile ritrova uno dei...

Pomigliano D’Arco, 25 Aprile: L’ ANPI promuove la manifestazione “Percorso della Memoria”

Riceviamo e pubblichiamo “Il Fiore del Partigiano”: Pomigliano in cammino...

Argomenti

Cambio nella giunta Bene, Giova succede a Casolaro

Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, annuncia un avvicendamento all’interno della...

Caivano, La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto Morano

Riceviamo e pubblichiamo La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto...

Pomigliano D’Arco, 25 Aprile: L’ ANPI promuove la manifestazione “Percorso della Memoria”

Riceviamo e pubblichiamo “Il Fiore del Partigiano”: Pomigliano in cammino...

Ritirata la licenza della sala scommesse: è troppo vicina a una chiesa

Il Tar Campania conferma la validità del provvedimento della Questura di Napoli che...

Related Articles

Categorie popolari

Adv