
Don Ciccio D’Ascoli aveva avvisato i fedeli l’anno scorso, alla fine della consueta processione per onorare San Francesco Saverio. «Erano pochissimi, dissi che così si umilia la dignità dei Santi. Così quest’anno San Francesco è rimasto in chiesa». Il sindaco Abete: «Lo sapevo, non ho interferito». Il consigliere Alfonso Di Fraia interviene su Facebook: «Un parroco con tutto il massimo rispetto per l’Istituzione e per ciò che rappresenta, cioè la Chiesa, non può vietare che il Santo Patrono esca in processione a “salutare” i propri fedeli e viceversa».
Una festa del Santo Patrono molto insolita quella che ieri hanno vissuto gli anastasiani, in primis perché San Francesco Saverio non ha percorso le strade del paese. A decidere che la statua del patrono non sarebbe uscita in processione, il parroco di Santa Maria La Nova, don Ciccio d’Ascoli. Non un cartello, non un avviso ad annunciare che la consueta sfilata del Santo per le strade cittadine non sarebbe avvenuta, solo un passaparola al quale molti non volevano credere. Del resto don Ciccio lo aveva annunciato soltanto una volta, alla fine della processione dello scorso anno, il 3 dicembre 2015. «In processione con me c’erano pochissime persone, quando tornammo in chiesa io avvisai i presenti che l’anno successivo, se la partecipazione fosse stata ancora questa, non avrei fatto uscire il Santo». Infatti, dopo la messa delle 18,30 di ieri, presente anche il sindaco Lello Abete, don Ciccio ha dato la benedizione e ha mandato tutti a casa. In pace, ma a casa. «Ci eravamo sentiti ieri mattina con il parroco – spiega il sindaco Abete – mi aveva avvisato di aver preso questa decisione e io ho rispettosamente accettato il suo volere, non era il caso che invadessi un campo non mio». Mentre sui social network i cittadini stigmatizzano l’annullamento della processione, il parroco di Santa Maria La Nova ha le idee molto chiare in proposito. «La gente pensa che la Chiesa sia un’entità a sé – dice – estranea, diversa dalla popolazione. Ebbene, non è così. Non è il sacerdote che deve fare la processione, ma la gente». Parla di «ricatto», don Ciccio. «Il ricatto di chi ripete “si è sempre fatto così”. Io non ci sto, è una follia. Non ci sto ad umiliare la dignità dei Santi. La processione non c’è stata perché la gente non l’ha voluta». Stando alle parole di don Ciccio, dopo l’avvertimento dello scorso anno, non c’è stato un solo fedele che sia andato a chiedergli se parlava sul serio, se davvero la processione non ci sarebbe stata. Niente processione e niente fuochi d’artificio. Nemmeno un segno a ricordare che ieri si festeggiava San Francesco Saverio, pioniere delle missioni dei tempi moderni, patrono dell’Oriente. I «fedeli» non sono teneri con don Ciccio d’Ascoli, parroco che mai ha avuto timore di dire dal pulpito tutto quel che pensa, su facebook qualcuno lo ha apostrofato come «dittatore», ma nessuno dei «leoni da tastiera» a dire del parroco, si è presentato in Chiesa a domandare notizie della processione. «Se avessi deciso di fare come tutti gli anni, sarebbero state forse dieci o venti le persone al seguito del Santo, ho ritenuto che San Francesco Saverio non si meritasse un’offesa del genere». E ieri il paese alla falde del monte Somma era come spento, almeno lo era il centro storico. A piazza Cattaneo era in corso, e continuerà stasera, la sagra del capretto. La frazione di Madonna dell’Arco vive con le luci del Natale Mariano. Sola, nella chiesa di Santa Maria La Nova illuminata da luci cangianti, c’è la statua di San Francesco. Resterà lì, fino all’anno prossimo quando forse una folla di fedeli vorrà chiedere a gran voce che la processione si tenga, rispettando la tradizione sempre onorata nel corso degli anni. «Lo spero – dice don Ciccio – del resto quel che vorrei, come dovrebbe desiderare ogni cittadino di Sant’Anastasia – è che il patrono sia omaggiato da tutti. Non da pochissimi».
Il consigliere Alfonso Di Fraia ha scelto ieri di affidare il suo disappunto ai social, con un post nel quale esprime rammarico per la scelta di don Ciccio. «Tutto il nostro paese avrebbe dovuto festeggiare San Francesco Saverio ma oggi qualcuno ha deciso di non far uscire il Santo Patrono dalla chiesa. A mia memoria non era mai accaduto e nonostante lo scorso anno ci siano stati pochi fedeli – dice Di Fraia – la processione andava svolta comunque, per rispetto pure di quei pochi, me compreso, che ci sarebbero stati. Un parroco con tutto il massimo rispetto per l’Istituzione e per ciò che rappresenta, cioè la Chiesa, non può vietare che il Santo Patrono esca in processione a “salutare” i propri fedeli e viceversa. Con i tempi che corrono la gente, specialmente i più giovani, non entra più in Chiesa e il momento della processione sarebbe potuto essere un modo per avvicinare tutti».



