Per il terzo anno consecutivo, a San Vitaliano la maglia nera per l’inquinamento da polveri sottili. Ma, ad oggi, non si capisce ancora l’origine del problema e i provvedimenti stanno a zero.
“Sto aspettando che vengano validati gli studi che sono stati fatti sugli altri comuni vicini per convocare tutti e decidere insieme le misure da adottare”. Questo il prossimo passo del sindaco di San Vitaliano, Antonio Falcone, contro l’inquinamento da polveri sottili che attanaglia l’area compresa tra San Vitaliano, Acerra, Pomigliano d’Arco e Volla. “Il problema lo abbiamo sollevato noi, ma riguarda tutti. Il vento è democratico” precisa il primo cittadino. “Gli imprenditori, gli artigiani di San Vitaliano li ho costretti con un’ordinanza a installare impianti per l’abbattimento di emissioni di polveri sottili nell’aria. Ci vogliono circa 10mila euro di spesa”, aggiunge. Oltre all’ordinanza che ha imposto questi impianti non è stato fatto null’altro: “E’ venuto pure Bonavitacola, altri politici”, controbatte Falcone quando gli viene chiesto il perchè. Sono passati 3 anni, San Vitaliano “affoga” nello smog e ancora non se ne conosce la causa. “Stiamo studiando, è quello che mi ha detto il presidente della Regione Campania” ha affermato Falcone. Sulla base di quanto ha riferito il sindaco, al momento si sta aspettando l’esito di alcuni studi per capire cosa provoca questa nube di polveri sottili e come intervenire per ridurla. Ad oggi, a San Vitaliano gli sforamenti di pm10 mesi sono arrivati a 48 in quattro mesi: 35 sono quelli massimi tollerabili in un anno. I dati sono rilevati dalle centraline dell’Arpac e sono quelli aggiornati alla giornata di ieri. Non molto diversa la situazione a Pomigliano d’Arco, dove la media giornaliera è stata oltrepassata per 40 volte, 39 invece nel comune di Volla, 27 ad Acerra scuola Caporale e 17 ad Acerra zona Industriale.



