I cinema di cinquanta – sessanta anni fa erano delle vere palestre in cui si confrontavano le singole personalità. Andare al cinema era come assistere ad uno spettacolo di umanità varia. Ai contenuti espressi dalla proiezione cinematografica, infatti, si aggiungevano le performance espressive degli spettatori che partecipavano attivamente.
Nella sala, solitamente affollata all’inverosimile, tra nugoli di fumo e lancio di cicche accese verso gli spettatori delle prime file, spesso qualcuno aggiungeva ad alta voce battute a commento del film in corso. Molti interventi erano sarcastici, ironici e puntuali. Provocavano più risate che il film stesso. C’erano applausi o fischi a sottolineare la scena del film, il gradimento o il disgusto verso qualche protagonista. Quando arrivavano i nostri a contrastare gli indiani o a salvare le carovane dei coloni si sentivano commenti ad alta voce. La gente interveniva ed era parte del film. Sembrava quasi che ognuno volesse ritagliarsi una particina nella trama della pellicola. Altri, invece, si soffermavano e commentavano l’atteggiamento degli spettatori. Ricordo che una volta quanto Totò in un famoso film pronunciò la frase “Voi non sapete cosa significhi”, molti credendo che ci fosse un errore scoppiarono in una sonora risata. Dalla prima fila si alzò un signore e con la voce grossa redarguì il pubblico: “Ignoranti non ridete ed imparate i congiuntivi”. Insomma, in una dimensione pubblica e di fronte ad un’arte agli albori la gente ha espresso il meglio. Non a caso Charles Bukowski ha detto “Lo spettacolo più straordinario è la gente”. Molti ricorderanno, poi, quello che succedeva al cinema Arlecchino quando nella serata popolare, a 40 e 60 lire, venivano proposti i film di Totò o i cosiddetti ‘musicarelli’ con Gianni Morandi, Albano e compagnia cantando. Nella sala stracolma trovavano rifugio i fidanzati, vestiti a festa, che potevano finalmente abbracciarsi stretti, stretti. Folla delle grandi occasioni durante la proiezione dei ‘filmoni’ di cappa e spada, delle storie religiose e dell’antica Roma. Noi bambini e ragazzi assistevamo con il naso all’insù e spesso portavamo da casa una merenda. I più fortunati comperavano gelati, popcorn o patatine nelle pause della proiezione. Qualcuno vedeva i film due o tre volte. Arrivò, poi, l’epoca delle grandi sale cinematografiche di Portici e di Napoli a fu tutta un’altra storia. Nei cinema tornò il silenzio. In seguito si sono affermate le Multisale. Adesso la gente preferisce osservare comodamente i film in tv a pagamento. Si è perso molto dell’antica socialità. E’ il segno dei tempi che cambiano.
(FONTE FOTO: CORRIERE.IT)








