Home Cronaca Pompei, truffano anziano mediante finto affare con diamanti: arrestati 3 complici

Pompei, truffano anziano mediante finto affare con diamanti: arrestati 3 complici

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Il 6 maggio, a Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal GIP di Torre Annunziata nei confronti di 3 indagati ritenuti responsabili di truffa, aggravata dalla circostanza dell’avere approfittato della condizione di minorata difesa della vittima determinata dalla sua età avanzata.
Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di tutti gli indagati in ordine ad una truffa perpetrata il 12 settembre 2018 nei confronti di un anziano residente a Pompei.
Gli indagati hanno agito secondo un copione ben collaudato: l’anziano è stato raggirato con una finta trattativa per la vendita di diamanti da parte di un soggetto che l’ha avvicinato presentandosi come un marittimo finlandese temporaneamente in sosta al porto di Salerno e in possesso di un ingente quantitativo di pietre preziose da piazzare sul mercato a prezzo d’occasione. La vittima e il finto marinaio sono stati poi raggiunti da un secondo complice qualificatosi quale Intendente di Finanza -figura non più esistente competente in materia di gestione dei vari rami dell’amministrazione finanziaria delle Province- che ha simulato un concreto interesse per l’acquisto dei diamanti. L’autenticità delle pietre preziose è stata, infine, confermata dal terzo indagato che si è dichiarato esperto gemmologo e, alla presenza della vittima, ha attestato il rilevante valore dei gioielli.
La persona offesa è stata quindi indotta a prelevare in banca 1.200 euro a titolo di prestito a favore del presunto Intendente di Finanza che si era deciso all’acquisto e, in qualità di Pubblico Ufficiale, per la qualifica rivestita aveva guadagnato la sua fiducia in ordine alla serietà dell’affare e alla circostanza che il prestito sarebbe stato onorato.
Gli autori della truffa sono stati identificati grazie all’analisi del sistema di videosorveglianza comunale, alle dichiarazioni testimoniali assunte, nonché ai mirati servizi di osservazione e pedinamento svolti dai Carabinieri che hanno consentito anche di sequestrare le false pietre preziose.
Gli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.