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Somma al voto, equità fiscale e revisione del Puc: la parola ai tre candidati sindaco

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Con l’approvazione del nuovo PUC e della delibera sui valori delle aree edificabili ai fini IMU, molti cittadini proprietari di terreni periferici privi di servizi, urbanizzazione e reali possibilità edificatorie hanno subito aumenti molto elevati dell’imposta.  Ai candidati alla carica di sindaco  Antonio Granato, Peppe Nocerino e Silvia Svanera abbiamo chiesto:
Ritenete equo che terreni periferici senza servizi vengano valutati come aree ad alto valore edificatorio con conseguente aumento esorbitante dell’IMU? Se sarete eletti sindaci, intendete rivedere il PUC e i criteri di valutazione approvati dall’ultima amministrazione? In che modo?”
Ecco le risposte

Antonio Granato: ” La gestione del territorio non può essere ridotta a un mero esercizio contabile volto a fare cassa sulle spalle dei cittadini. Per questo, il nostro impegno parte da una riforma profonda dello strumento urbanistico principale: il PUC va integrato, corretto e migliorato. Non intendiamo procedere con interventi a compartimenti stagni, ma attraverso una pianificazione che individui in modo omogeneo le zone che meglio rispondono alle reali esigenze del nostro tessuto imprenditoriale. La nostra strategia prevede un coraggioso decentramento della zona industriale, liberando il centro urbano da pesi non più sostenibili e spostando il baricentro produttivo verso aree idonee e modernamente attrezzate.

Questa riorganizzazione è il presupposto necessario per affrontare il tema della giustizia fiscale. Riteniamo profondamente iniquo che terreni periferici, privi di servizi essenziali e infrastrutture, vengano valutati con parametri ad alto valore edificatorio. È un paradosso amministrativo che si traduce in un aumento esorbitante dell’IMU, una tassa che oggi grava come un macigno su proprietà che, nei fatti, non hanno alcuna potenzialità immediata.
Se saremo eletti, interverremo con decisione sui criteri di valutazione approvati dall’ultima amministrazione per rivalutare i parametri fiscali e renderli finalmente aderenti alla realtà dello stato dei luoghi. Intendiamo tutelare concretamente i proprietari agricoli delle zone periferiche, che non possono e non devono essere tassati con indici industriali laddove mancano ancora i servizi primari. Siamo pienamente consapevoli dei problemi della città e delle distorsioni ereditate: la nostra amministrazione risponderà alla richiesta di equità dei cittadini con una politica urbanistica che non sia solo un disegno sulla carta, ma un atto di rispetto verso chi vive e lavora nel nostro territorio“.

Peppe Nocerino: “ Innanzitutto è necessario fare chiarezza: esistono terreni agricoli e aree che il PUC ha rivalutato in maniera discutibile, con criteri che a nostro avviso non risultano coerenti né con la reale capacità edificatoria né con gli estimi catastali.

Negli ultimi anni si è assistito a un incremento indiscriminato della tassazione, frutto di una gestione poco trasparente dell’area finanze e tributi. Basta ricordare che, ben prima della dichiarazione di dissesto, l’amministrazione parlava di pre -dissesto e annunciava un piano di riequilibrio fondato soprattutto sull’aumento delle imposte locali. L’idea era quella di coprire il disavanzo portando le aliquote IMU al massimo consentito e prevedendo di recuperare milioni di euro nell’arco di dieci anni caricando il peso sui cittadini.
Noi abbiamo una visione diversa. Un Comune non può pensare di risanare i conti esclusivamente aumentando le tasse. Prima si tagliano sprechi, privilegi e spese inutili, poi si chiede eventualmente un sacrificio ai cittadini. In questi anni, invece, abbiamo visto crescere le spese senza che migliorassero i servizi.
Noi procederemo a una revisione seria del PUC e dei criteri di valutazione dei terreni, coinvolgendo tecnici, professionisti e cittadini. L’obiettivo sarà distinguere in modo corretto le aree realmente edificabili da quelle che non hanno caratteristiche, servizi o mercato tali da giustificare valori così elevati. Serve equilibrio, buon senso e soprattutto giustizia fiscale”.

Silvia Svanera:”Il PUC di Somma Vesuviana nasce su una normativa urbanistica ormai superata e oggi va adeguato alla nuova visione introdotta dalla Regione Campania, che mette al centro tutela del territorio, rigenerazione urbana, servizi, sostenibilità e qualità della vita. La nuova legge regionale punta infatti a limitare il consumo di suolo, rafforzare le infrastrutture, migliorare i servizi e rendere più equilibrato lo sviluppo urbano. È esattamente la direzione che intendiamo seguire per Somma Vesuviana.

Per questo riteniamo necessario rivedere il PUC e correggere distorsioni che negli anni hanno penalizzato cittadini e proprietari delle aree periferiche, spesso tassati come zone ad alta edificabilità pur in assenza di servizi e infrastrutture adeguate.
La nostra idea di urbanistica è chiara: meno speculazione, più vivibilità; meno pressione fiscale ingiusta, più equità; meno consumo di territorio, più programmazione e ascolto dei cittadini. Se i cittadini ci accorderanno fiducia, lavoreremo a un piano urbanistico moderno, sostenibile e coerente con la nuova normativa regionale, mettendo al centro le reali esigenze della città e delle imprese”.
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