La maggioranza di centrodestra boccia la mozione dei democratici. Che annunciano: ” Non saremo nelle commissioni “. Il M5S: ” Rinunceremo alle indennità di presenza “.
Costi della politica: è bagarre in consiglio comunale. Un’assemblea cittadina infuocata, durata per tutto il giorno di martedi, alla fine della quale la maggioranza di centrodestra ha bocciato la mozione del Pd di ridurre da sette a tre le commissioni consiliari e di effettuare tutte le riunioni delle commissioni al di fuori dell’orario di lavoro, cosa che avrebbe impedito alla municipalità di rimborsare di tasca propria i consiglieri comunali. Una riduzione che, se attuata, secondo quanto affermato dai democrat, avrebbe drasticamente ridotto il costo mensile del gettone di presenza per i 24 esponenti dell’assemblea locale. Non è finita. Dopo questa bocciatura i quattro consiglieri comunali del Partito Democratico hanno abbandonato il consiglio comunale annunciando che ” non entreranno in nessuna commissione consiliare “. Successivamente la maggioranza ha approvato un ordine del giorno, lo schema di composizione delle sette commissioni, che però non è stato digerito dal Movimento Cinque Stelle, che ha accusato la maggioranza di ” imposizioni arroganti “. Schema che, prima di essere approvato, ha determinato un altro “Aventino”, quello appunto degli altri quattro consiglieri pentastellati. Esponenti del M5S che in consiglio hanno a loro volta annunciato che ” rinunceranno in toto al gettone di presenza “. Il gettone ammonta a 36 euro lordi. Mediamente i lavori delle commissioni di un comune con 24 consiglieri portano a una spesa media di circa 5mila euro lordi al mese. C’è inoltre la questione del rimborso dei consiglieri comunali che lavorano nelle aziende e che si devono assentare da queste per partecipare ai lavori del comune. Per legge questi consiglieri vengono rimborsati dalla municipalità. Ma la convocazione dell’assemblea cittadina di martedi ha conosciuto un momento di grande tensione. ” Meglio un assessore pagato con un’indennità pubblica che un assessore che si prende le tangenti “, ha detto il capogruppo Pd, Michele Tufano, facendo riferimento agli arresti per tangenti avvenuti nel 2011 e che coinvolsero un assessore e un consigliere comunale della precedente consiliatura retta dal sindaco Russo. Una frase che ha scatenato l’indignazione del consigliere comunale di maggioranza Domenico Leone. ” Tufano soffre di desertificazione cerebrale “, la sua risposta piccata. Scintille a distanza anche tra le stesse opposizioni, quella Pd e quella del M5S. ” I pentastellati – l’accusa di Tufano – hanno votato contro la nostra mozione di riduzione dei costi, hanno votato insieme alla maggioranza di centrodestra “. ” Si – replica Dario De Falco, leader dei pentastellati in consiglio – perché per ridurre i costi dei consiglieri basta fare quello che abbiamo fatto noi e cioè rinunciare al gettone di presenza “. Rimane la questione dello schema di composizione delle commissioni. Stando così le cose c’è la prospettiva che tutti e sette gli organismi municipali vengano occupati quasi esclusivamente da esponenti della maggioranza di centrodestra capeggiata da Forza Italia. ” Che senso avrà – si chiede Tufano – costituire delle commissioni prive di rappresentanti dell’opposizione ? Chiederemo poi conto di quanto queste commissioni giorno per giorno producono “. Infine l’appello del capogruppo democrat al M5S: ” Invitiamo le altre opposizioni a non entrare nelle commissioni, per non vanificare l’abbandono dell’aula di ieri . Noi andiamo fino in fondo”.







