CONDIVIDI

Al comizio di chiusura della campagna elettorale il candidato a sindaco M5S e il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, hanno attaccato lancia in resta il sindaco Russo: “ E’ stato accompagnato da Gigino “la polpetta” e da Nick ‘o merican ”.                

L’attacco sferrato nella serata di ieri da piazza Primavera è stato, come dire, “bipartisan”. Dario De falco e Luigi Di Maio hanno preso di mira sia l’attuale sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo, che quello precedente del Pd, Michele Caiazzo. Ma le allusioni sul conto di  Russo sono state quelle più pesanti. Lo conferma uno dei momenti dell’arringa di De Falco che hanno strappato più applausi. “Questa è gente – ha detto il candidato pentastellato – , questo Caiazzo e questo Lello Russo, che si è ricandidato a 76 anni ( complimenti per la grinta ! ), che non crede ai giovani. Abbiamo una politica che si riempie la bocca con i giovani. Poi quando i giovani si affacciano alla politica vengono attaccati, derisi. Gli viene chiesto: ma tu quanto guadagni al mese ?.  Io invece chiedo a loro: quanto, voi, guadagnate al mese ? Quanto avete sottratto alle tasche dei cittadini ? Quanto prendete di vitalizi e di pensioni ? Non avete nessuna credibilità”.

“Il centrodestra Ha creato una coalizione con otto liste – il veleno aggiunto da Di Maio  – solo per assicurare un appalto a ogni capobastone di lista ”. La parte dedicata alla questione morale e all’antimafia è stata quella che ha infervorato di più la folla. “ In questi cinque anni – l’abbrivio di De Falco – non è stato possibile che cittadini pomiglianesi lavorassero per i cittadini pomiglianesi perché questo sindaco era accompagnato da due personaggi: uno si chiama Gigino Cesaro detto “la polpetta” e l’altro si chiama Nicola Cosentino detto Nick  ‘o mericano,  il terminale dei casalesi in Parlamento. Noi abbiamo le mani pulite ma questi signori sono stati manovrati come dei burattini da questi personaggi. Noi dobbiamo dotarci di una politica libera ma lo possono fare solo uomini liberi come noi ”. Anche il riferimento del candidato a sindaco al progetto del digestore anaerobico di rifiuti ha fatto scaturire raffiche di applausi: “Siamo fratelli nella mancanza di lavoro, nella precarietà di questa terra, siamo fratelli perché siamo nel triangolo della morte, in quella Terra dei fuochi dove questo sindaco ci vuole portare l’ennesima centrale che produce nanoparticelle che ci avveleneranno”.

Quindi la proposta del reddito di cittadinanza comunale. “Ci sono stati tanti sprechi accompagnati da tanta indifferenza – l’ennesima stoccata di De Falco –  le persone che hanno chiesto aiuto non sono state nemmeno ricevute dal sindaco: le ha mandate all’assistenza sociale. E lui intanto hai un bilancio da 50 milioni di euro ma non hai i soldi per aiutare le famiglie ? Allora che significa la politica ? Perché se non è l’interesse dei cittadini allora che  cos’è ? Te lo dico io, sindaco, non ci vuole tanto per arrivarci: è interesse personale, di centri di potere, di personaggi che concorrono solo per un posto di potere. Questa è la differenza tra noi e loro.  E allora: reddito di cittadinanza comunale”. E il riferimento ai fondi europei: “Rilanceremo Pomigliano con quei fondi europei di cui il sindaco Russo non si è dotato  per incapacità manifesta: lui invece ha preferito farci indebitare a vita presso le banche”.

Di Maio ha poi rigirato il coltello nella piaga dei ricordi legati al difficile rapporto con il Pd. “Lì, a pochi passi – ha raccontato – c’era la loro sede, dove gli chiedemmo di poterci rendere utili alla città attraverso le nostre proposte. Ma ci hanno sempre mandato per le terre. Anche attraverso la menzogna, come quando a ogni campagna elettorale Michele Caiazzo ci diceva che la Cittadella Scolastica era pronta. Invece è la Cittadella è rimasta un progetto, dal 2003”.  La questione industriale. Anche in questo caso la chiarezza è stata di quelle da schiaffone sulla faccia. Dovremo salvare l’Alenia – l’attacco di De Falco – da quella testa di legno di Moretti ( ad di Finmeccanica, ndr ), un parafulmine  da un milione e mezzo di euro all’anno”. Sulla Gori,  infine, il candidato M5S, ha strappato consensi in sei parole: “Votare me significherà uscire dalla Gori”. Molto seguito pure il discorso sul fiore all’occhiello del Movimento Cinque Stelle, vale a dire il taglio drastico degli stipendi e degli sprechi . “ Luigi Di Maio – ha detto De Falco rivolto al suo amico da quando era un adolescente  –  si è tagliato lo stipendio di 17mila euro ( ancora applausi ) e con questi soldi e quelli dei 160 parlamentari del Movimento stiamo creando nuove imprese”.

Proprio quella di ieri sera è stata l’occasione per presentare ai cittadini presenti i 25 piccoli neoimprenditori di Pomigliano che hanno avviato per la prima volta una nuova attività grazie al fondo creato con gli stipendi dei parlamentari penstastellati. Uno di questi piccoli artigiani ha chiamato “ troglodita”, dal microfono, il sindaco Russo. Presenze importanti. Accanto a Di Maio e a De Falco c’erano la candidata alla presidenza della giunta regionale, Valeria Ciarambino, e i parlamentari Salvatore Micillo, ispiratore della legge sugli ecoreati, e Nunzia Catalfo, prima firmataria della proposta di legge sul reddito di cittadinanza. “ Prima gli altri – l’analisi di Valeria Ciarambino –  non ci rispondevano perché ci ritenevano un Movimento senza consenso. Ora però ci rispondono sempre e ci contrattaccano subito. Sapete perché ? Perché adesso hanno paura …..”.

 

Pomigliano, il comizio del m5s