Le fiamme sono divampate lunedì nel plesso centrale del liceo scientifico e delle scienze umane “Salvatore Cantone”. Hanno incenerito la portafinestra di un bagno riservato alle donne al primo piano. L’intervento del personale scolastico ha evitato conseguenze peggiori. Per scoprire il possibile colpevole i docenti hanno chiesto agli studenti di lasciare messaggi anonimi nelle cassette della posta interne.
Erano circa le 10,45 quando è divampato l’incendio. Nelle aule le classi erano nel pieno delle lezioni, ma, per fortuna, il fuoco è rimasto circoscritto ed è stato spento prima che creasse altri danni. Per i professori il rogo è stato appiccato da qualcuno. E lo scrivono chiaramente nel verbale redatto al termine di una riunione convocata nei giorni scorsi per discutere dell’accaduto, un documento nel quale accusano gli studenti di omertà, per non aver contribuito a svelare i possibili vandali. «È risultato totalmente vano individuare i responsabili del fatto, per l’atteggiamento omertoso degli studenti», hanno affermato gli insegnanti. Per rompere il presunto muro di silenzio che si sarebbe venuto a creare sulla vicenda, hanno pensato di utilizzare le cassette della posta installate nell’edificio per raccogliere messaggi anonimi che possano essere utili a risalire agli eventuale responsabili. Un blocco delle gite scolastiche potrebbe essere lo scotto che dovranno pagare gli iscritti per quanto è accaduto: «Questi episodi – hanno asserito i professori – minano il rapporto di fiducia che deve instaurarsi tra docenti e alunni» e, dopo quello che è successo, in molti tra di loro avrebbero espresso delle perplessità sulla possibilità di fare da accompagnatori nei viaggi d’istruzione. L’auspicio dei docenti è che ora nei propri ragazzi si possa risvegliare la coscienza e che si possa «innescare un positivo confronto perché, una volta per tutte, si comprenda nei fatti cosa significhi cultura della legalità» Molti degli studenti, intanto, non hanno accolto con favore i metodi e le parole dei professori, respingendo l’accusa di omertà ai mittenti.
a cura di Agata Marianna Giannino



