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Traffico caotico, a tratti ingovernabile, e una popolazione ormai stanca. E che molti residenti della città delle grandi fabbriche in crisi abbiano i nervi a fior di pelle lo testimoniano i recenti commenti sull’avvistamento di topi, alcuni di grosse dimensioni, proprio a pochi metri dalla casa del sindaco, Raffaele Russo. I topoloni sono stati fotografati e filmati l’altro ieri nel salotto più o meno buono di Pomigliano, all’incrocio tra via Ercole Cantone e viale Terracciano. Ieri sono stati avvistati sui marciapiedi di via Roma. Dunque, animali che salgono dalle fogne in pieno giorno, pure nelle scuole. Ma non solo. In questa fase sono soprattutto il traffico automobilistico infernale, la costruenda pista ciclabile e la movida notturna a guastare l’esistenza dei pomiglianesi. A dannare la gente è la cosiddetta “rotonda-fagiolo”, chiamata così per la sua contestata quanto architettonicamente ardita forma. Si trova all’incrocio tra via Roma, cioè l’antico tratto della nazionale delle Puglie, via Napoli e le arterie che portano a Casalnuovo. Qui ogni giorno è blocco totale, soprattutto nelle ore di punta. L’altro ingorgo “dominante” si forma tra via Manzoni, via Passariello e via Leopardi (foto), vale a dire nella zona moderna e centralissima della città. In questo caso è la costruenda pista ciclabile a mettere gli automobilisti, ma anche i residenti, in assetto da bestemmia. La struttura ha un cordolo di cemento largo e molto basso, almeno per il momento non opportunamente segnalato. Sta restringendo strade già anguste per cui sono cambiati diversi sensi di marcia e varie arterie sono diventate a senso unico. Aumenta l’insicurezza. Contro il cordolo della pista hanno cozzato varie automobili. Ci sono stati feriti trasportati in ambulanza. Per non parlare della movida notturna, favorita dal brulicare di locali spuntati come funghi negli ultimi anni. “Locali che peraltro – denuncia Felice Romano, dell’associazione civica P Greco – a piazza Mercato hanno invaso tutta la parte storica rendendo di fatto impossibile la vita ai cittadini del posto, rimasti senza un’adeguata sorveglianza da parte della polizia municipale e delle forze dell’ordine”. L’associazione P Greco sta mobilitando centinaia di persone a Pomigliano. Nelle ultime due domeniche qui ha organizzato altrettante marce di protesta molto partecipate: la “marcia del silenzio”, per contestare tutto l’andamento amministrativo della città, e “la marcia degli ombrelli”, con ombrelli aperti per rappresentare la pioggia di pericoli che incombe su Pomigliano, inquinamento, roghi tossici, criminalità. “E domenica prossima faremo la marcia delle pile accese – preannuncia Romano – per chiedere di fare luce su tanti fatti poco chiari avvenuti in questi anni: cemento, appalti, assunzioni, autorizzazioni commerciali, abbandono delle periferie”.Resta una situazione ambientale difficile. Con 68 giorni di sforamento dall’inizio dell’anno (il limite di legge è di 35) Pomigliano rimane al secondo posto nella triste classifica regionale dei comuni più colpiti dalle polveri sottili. Al primo, con 79, c’è come sempre San Vitaliano. Al terzo, con 56, Acerra, città confinante con Pomigliano, dove resta il provvedimento della circolazione a targhe alterne. “I nostri negozi, anche quelli che vendono prodotti alimentari, si riempiono di smog”, raccontano Mimmo e Nunzio Cervone, commercianti della zona Ponte, dove c’è la “rotonda-fagiolo”. L’appello che proviene da più parti consiste nel dare il via a provvedimenti più efficaci e a controlli a tappeto di quelle che si sospetta possano essere le vere grandi fonti inquinanti del territorio.