Il provvedimento in questione coprirà gran parte territorio cittadino, dalle principali strade e piazze fino anche alle zone più periferiche.
Inaspettate e indesiderate, arrivano anche a Pollena Trocchia le strisce blu. Lo ha stabilito la delibera di Giunta Comunale n. 84 del 30.09.2016, approvata all’unanimità da tutti gli Assessori Comunali, e pubblicata in data 21.10.2016 che ha ad oggetto proprio “L’attivazione in via sperimentale del servizio di aree sosta a pagamento comprensivo di fornitura, installazione e gestione convenzionata di parcometri e servizio ausiliari del traffico”. Il provvedimento in questione coprirà gran parte territorio cittadino, dalle principali strade e piazze fino anche alle zone più periferiche.
“La notizia piomba tra capo e collo ai cittadini, senza che nessun esponente di questa amministrazione si sia mai degnato di coinvolgere la popolazione prima, durante e tantomeno dopo che è stata compiuta questa assurda scelta – affermano dalla sezione GD locale. “Come Giovani Democratici di Pollena Trocchia non possiamo che essere contrari nel metodo, dunque, ma anche nel merito – continuano gli esponenti della giovanile, spiegando che “in un territorio dove la maggior parte delle persone in transito sono gli stessi abitanti, non turisti o persone provenienti da paesi limitrofi attratti dal nostro Comune, pagare il parcheggio in aree pubbliche significa di fatto imporre una nuova tassa ai cittadini”.
Se l’istituzione delle strisce blu è dettata dalla sola logica di consentire all’Amministrazione un surplus d’entrate per l’erario, noi non ci stiamo e chiediamo di trovare nuovi modi che non gravino sulle tasche dei cittadini onesti: si investa di più sui progetti europei, si ricerchino finanziamenti regionali, si risparmi sugli sprechi smettendo di conferire incarichi pubblici a pioggia e gestendo in maniera più oculata gli appalti pubblici.
“Diciamo con forza all’Amministrazione che non vanno dimenticati i bisogni dei cittadini – concludono i GD, chiosando – Il territorio va rilanciato con proposte concrete per il commercio in un’ottica sostenibile e con processi democratici. Bisogna attirare gli investimenti per non lasciar morire questo paese e costringere i suoi giovani a trasferirsi altrove!”.



