Napoli. I piccoli pazienti dell’Ospedale pediatrico Santobono hanno sostenuto gli esami di terza media grazie al progetto “La Scuola In Ospedale”, frutto della collaborazione tra le scuole dei bambini ricoverati e la Fondazione Santobono Pausilipon.
La fine di una determinata fase del percorso scolastico rappresenta sempre un traguardo importante per la vita di bambini e ragazzi. Ogni esame, che sia quello di terza media o la maturità, costituisce per gli studenti un momento di grande crescita personale, nonché un bel ricordo che resterà per sempre nei loro cuori. In questi giorni anche alcuni bambini ricoverati nell’Ospedale Santobono di Napoli, “piccoli grandi eroi” che ogni giorno lottano contro gravi patologie, hanno potuto sostenere hanno potuto sostenere gli esami e conseguire la licenza media.
Un momento di gioia
La Fondazione Santobono Pausilipon ha voluto condividere attraverso i social questo momento di gioia per i piccoli pazienti, con alcuni scatti in cui i ragazzini hanno ricevuto la licenza media insieme al cappello e alla pergamena. Un momento di gioia per i bambini in un clima di festa volto a celebrare il lavoro svolto e la grande forza di questi piccoli “guerrieri”: “Quando gli esami si è costretti a sostenerli in ospedale, questi traguardi hanno un valore ancora più importante. Testimoniano che non esiste ostacolo che non si possa superare e che, con il giusto aiuto, non c’è obiettivo che non si possa raggiungere”. Queste le parole della Fondazione nel post pubblicato sulla propria pagina Facebook.
La Scuola In Ospedale
La Fondazione Santobono Pausilipon lavora attivamente per rendere l’ospedale pediatrico di Napoli uno dei migliori centri italiani per la cura e l’assistenza pediatrica. Inoltre, per il miglioramento della vita in ospedale dei piccoli pazienti e dei loro familiari, la Fondazione si adopera ogni giorno per rendere gli ambienti ospedalieri accoglienti possibili. Proprio per questo a partire dalla metà degli anni ’90 esiste il progetto “La Scuola In Ospedale”: “Grazie a questa collaborazione i nostri pazienti hanno la possibilità di proseguire le loro attività scolastiche e soprattutto di mantenere un filo di continuità con la propria vita “normale”. Le insegnanti, dall’asilo alle superiori, si aggirano instancabili per i corridoi dell’ospedale per esaudire la curiosità di conoscenza dei piccoli e dei grandi”, ha dichiarato la Fondazione.
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