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Palazzinari d’agosto: giù il centro storico di Casalnuovo. Largo a nuovi condomini. L’accusa: “Licenze edilizie ai politici”

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E’ agosto e il rischio di una cementificazione selvaggia del territorio napoletano aumenta con la calura, l’aria vacanziera, le città che si svuotano gradualmente. Intanto a Casalnuovo, storico epicentro, con Acerra, Afragola e Giugliano, dei costruttori nostrani, è stato dato il via all’abbattimento di quel che resta del centro storico, già terribilmente sventrato 30 anni fa.
Le ruspe stanno radendo al suolo antichi edifici per fare posto a nuovi palazzi, a parità di volumetrie esterne e con un aumento di spazi interni di oltre il 30 per cento, una percentuale prevista dal piano casa, la legge regionale del 2011. Nel frattempo ci sono polemiche, tutte come al solito “affidate” ai social. Da queste parti infatti di proteste di piazza, fuori e dentro le sedi che contano, neanche l’ombra. Si parla di accuse “virtuali” che puntano su concessioni edilizie per abbattimento e ricostruzione nel centro storico rilasciate a società immobiliari di consiglieri comunali che una volta erano di opposizione ma che ora, come per miracolo, non lo sono più. E si parla pure di un’altra licenza ai cugini del papà di un assessore. Papà che sarebbe stato “sorpreso” a dirigere i lavori di distruzione di una storica masseria, in via Arcora, sacrificata per un condominio. Comunque l’assessore all’urbanistica, Salvatore Esposito, smentisce. “Non mi risulta che nessun consigliere comunale, meno che mai di maggioranza, sia direttamente interessato dalle vicende”, assicura l’esponente della giunta retta da Massimo Pelliccia, in carica dal 2015.
Per quanto riguarda poi l’aggressione del centro storico, con tanto di arterie vitali chiuse al traffico per i lavori, l’assessore Esposito scarica la colpa di questa scelta sulla precedente amministrazione comunale, quella dell’ex sindaco Antonio Peluso. “La legge regionale del 2011 – dichiara Esposito – dà la possibilità di ottenere permessi per abbattere e ricostruire con un “premio” di volumetria e dava la possibilità ai consigli comunali di individuare, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, zone in cui non sarebbe stato possibile eseguire interventi di abbattimento e ricostruzione. Ma il nostro consiglio comunale – la malizia dell’assessore – nel 2011 non adottò nessuna delibera, consentendo così alla legge regionale di essere vigente su tutto il nostro territorio, centri storici compresi”. Infine, la rassicurazione sul fronte della regolarità di cantieri . “Li controlleremo – conclude Esposito – ogni centimetro realizzato dovrà essere conforme a quanto autorizzato e sanzioneremo eventuali abusi”. A ogni modo sono amare alcune prese di posizione politiche per quanto sta accadendo nella città che nel 2007 finì sui giornali di tutto il mondo a causa di 74 palazzi abusivi sorti sui suoli agricoli senza licenza e per altri 300 manufatti frutto di concessioni “taroccate”. “Pare stia andando tutto giù… ad agosto….- scrive l’ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Nappi, del Pd – lavoro frenetico di abbattimento per poi ricostruire? No! Tutto previsto. Non so che dire…solo questo: forse sarà tutto legittimo ma povera la nostra città”. Duro Christian Cerbone, consigliere comunale M5S: “E’ il giorno più brutto per il patrimonio storico culturale di Casalnuovo. Viene giù la storia della mia città con il via libera alla nuova cementificazione. Non esisterà più un’identità: tutto raso al suolo !!! La storia muore a Casalnuovo per dare spazio alla brama di potere e denaro, con accordi alla luce del sole. Ma nella documentazione della delibera che ha permesso questo vengono omessi gli atti. Fortunatamente ho denunciato tutto. Intanto l’arroganza e l’indifferenza hanno vinto e Casalnuovo ha perso!!!”.

un altro palazzo storico abbattuto nel vecchio centro per far posto a un condominio
un altro palazzo storico abbattuto nel vecchio centro per far posto a un condominio