Stessa ora, pochi metri di distanza, il cittadino Umberto Saetta e il sindaco Luca Capasso aprivano le loro campagne elettorali. Con Saetta e i quindici candidati della lista M5S, attivisti e simpatizzanti oltre alla consigliera regionale Valeria Ciarambino e alla neo eletta deputata Silvana Nappi
«Ottaviano è un paese difficile per la storia che ha, confidiamo di poterla cambiare» è stato il chiaro riferimento della Ciarambino ai trascorsi che nei decenni passati identificavano la città come terra di camorra. Poi è passata, la battagliera consigliera regionale, agli avversari di Saetta di fronte al cui comitato c’è quello di Andrea Nocerino, attuale leader della minoranza e oggi a capo di sei liste civiche. Ed è su quei simboli che la Ciarambino aveva notato che è partito l’attacco: «Non ci mettono i simboli perché si vergognano, ma dietro le civiche c’è sempre un modo vecchio di fare politica, vi vogliono ingannare».
A chiudere, l’onorevole Nappi, preceduta da appassionati interventi di altri candidati al consiglio comunale.
Nel mezzo, Saetta, «candidato sindaco» per caso, così si è definito lui stesso. Ha letto un intervento già preparato, il candidato sindaco, prima presentandosi con le sue esperienze lavorative e di vita e poi raccontando come è nata quest’avventura che lo vede sfidante del sindaco uscente e di altri due avversari.
«La nostra lista non è – come qualcuno ha detto – raffazzonata. Sono sedici anime belle, me compreso, che ci mettono la faccia. Il progetto nasce una sera, con quattro amici, dinanzi ad un bicchiere di vino rosso. Avanzammo richiesta di ottenere il simbolo per poterci candidare dopo aver avuto notizia che qualcun altro, politico già navigato, stava cercando di fare lo stesso. Quanto a me, ho l’onore e l’onere di un pesante fardello insieme a quindici attivisti di portare avanti il nostro programma, l’idea di una città che metta al centro il cittadino e il suo spazio vitale, un ambiente salubre, una città dove la spazzatura non sia più un problema ma una risorsa, una Ottaviano che tragga la sua economia dal turismo, una città sostenibile dove regni l’onestà, anche quella intellettuale».



