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Duro colpo per il sistema sanitario convenzionato campano 

 

Sanità in bolletta, sanità allo sbando: la clinica Trusso è fallita. Il tribunale di Nola ha respinto la richiesta di concordato del debito optando per il fallimento della nota società vesuviana, proprietaria di uno dei più grandi presidi sanitari convenzionati della provincia di Napoli. La sentenza che stabilisce il crack del grande impianto è uscita l’altro pomeriggio. E ora scatta l’allarme rosso nei sindacati e tra i 110 dipendenti della struttura dotata di pronto 8soccorso. Un grande edificio abbarbicato sulla pendice settentrionale del Vesuvio. Eppure appena un anno fa qui era scattato il piano di salvataggio. La proprietà aveva infatti comunicato la cessione della struttura. Si era parlato dell’arrivo all’ombra del Vesuvio di Neuromed, società specializzata nella ricerca sanitaria e che fa capo ad Aldo Patriciello, europarlamentare molisano di Forza Italia. Nel frattempo in quel periodo la Trusso aveva subito l’occupazione  a causa di una serie di licenziamenti avviati dall’azienda. Che non ha revocato i licenziamenti.  ” E ora è arrivato il fallimento – spiega Lenina Castaldo, della Cgil sanità – vuol dire che Neuromed non ha rispettato i termini dell’accordo che ne ha consentito l’ingresso “. Neuromed è un grande gruppo specializzato nella ricerca e che fa capo all’ex vicepresidente della Regione Molise, Patriciello appunto. La nuova azienda subentrante era stata anche presentata alle maestranze. L’anno scorso la clinica Trusso era stata occupata dai lavoratori scesi sul piede di guerra contro i licenziamenti, poi attuati. Appena un anno fa gli organici della clinica ammontavano infatti a 180 addetti, che si sono poi ridotti agli attuali 110. Intanto resta irrisolta la questione dei tanti stipendi arretrati e della valanga di debiti con Equitalia, l’azienda di riscossione delle insolvenze che non dà scampo e che troppo spesso ha determinato, con i suoi provvedimenti, il fallimento di molte realtà con il conseguente carico di suicidi. E c’è caos anche nei reparti. Molti pazienti ricoverati nella Trusso hanno progressivamente abbandonato la struttura. Ma si spera ancora nella mediazione delle istituzioni. Tensioni e accuse. I lavoratori hanno sempre attribuito questa drammatica situazione a una serie di errori gestionali dell’azienda commessi con la responsabilità dell’Asl Napoli 3 sud e della Regione Campania. Quando la Trusso si è ingrandita ha ricevuto dalle autorità pubbliche tutti i permessi necessari per cui, evidentemente, qualcosa dev’essere saltato in questo meccanismo, basti pensare che l’Asl non riconosce più alla struttura le coperture in convenzione per una serie di attività importanti. C’è dunque paura a Ottaviano. La paura di perdere una grande realtà sanitaria, moderna e confortevole, e, ovviamente, la paura di perdere tanti posti lavoro e cospicue attività imprenditoriali. Ma nemmeno l’arrivo di Neuromed ha tolto queste preoccupazioni. Nel frattempo l’allarme occupazionale e produttivo nell’ambito della sanità convenzionata sta coinvolgendo praticamente tutte le cliniche ricadenti nella giurisdizione dell’Asl Napoli 3 Sud. Le difficoltà finanziarie sono all’ordine del giorno mentre la sanità regionale non riesce a far fronte al buco miliardario del sistema convenzionato.