Dalle carte dell’inchiesta emerge l’inquietante personalità di Pietro Di Marzo, giovane di Pomiglian, como capace di addestrare rapinatori seriali adolescenti.
Nascondono un retroscena davvero terribile i quattro ragazzi di quindici e sedici anni, tre dei quali studenti, tutti incensurati, che l’altro ieri sera sono stati arrestati dai carabinieri del capitano Tommaso Angelone, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, con l’accusa di aver messo a segno in meno di un mese ben undici rapine tra Pomigliano, Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Questo perché secondo quanto finora è trapelato uno di questi ragazzini ( tre sono di Sant’Anastasia, un altro è di Pomigliano ) avrebbe confessato ai carabinieri che un ragazzo più grande di loro, un certo Pietro Di Marzo, 21 anni, di Pomigliano, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe fatto da “Lucignolo”, li avrebbe cioè indotti a fare cose spiacevoli dopo averli reclutati nei luoghi della movida notturna locale. Di Marzo sarebbe stato in grado, sempre in base alla testimonianza dell’adolescente reo confesso, di convincere i quattro ragazzetti a commettere le rapine in serie, tra il mese di ottobre e i primi di novembre. Nel frattempo i giovanetti sono stati trasferiti dal tribunale dei minori in varie case di accoglienza per minori mentre Di Marzo si trova agli arresti domiciliari per una delle rapine contestate, o meglio, per una tentata rapina al negozio di casalinghi “Tutto per Tutti Perri” di via Nazionale della Puglie. Sempre secondo quanto emerso il ventunenne avrebbe messo in atto una sapiente opera di plagio psicologico per indurre i ragazzini a mettere a segno quell’impressionante serie di rapine. ” Se non sei in grado di farlo non sei un uomo “, la frase abitualmente adottata da Di Marzo per spingere gli adolescenti a delinquere. Il risultato di questa pressione è stato di quelli più che efficaci: undici rapine e il furto di alcuni veicoli per un totale di più di quattromila euro in contanti di bottino. Danaro che, ancora in base alle indiscrezioni investigative, sarebbe stato quasi tutto intascato dal maggiorenne di Pomigliano. Al gruppetto di ragazzini reclutati sarebbero andate solo poche briciole, giusto per pagarsi qualche serata nei bar e nei pub della movida pomiglianese. Resta il dramma che stanno vivendo i genitori dei quattro adolescenti, tutte persone perbene, tutti onesti lavoratori. Alcuni di loro, quando sono stati convocati in caserma, non hanno potuto fare a meno di scoppiare in lacrime davanti al capitano Angelone.




