Una Legge per i diversamente abili: finalmente

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Finalmente è giunta al punto di arrivo per  migliaia di famiglie e milioni di persone la legge per il ‘Dopo di noi’, destinata ai disabili gravi che restano senza genitori.

Si tratta di una legge nuova per il nostro Paese e di un provvedimento concreto e con fondi certi, che conta sugli stanziamenti della legge di stabilità destinati ai disabili. E’, questo, un problema molto serio,  per il futuro delle persone disabili, quando i loro genitori non ci saranno più. Proprio tale è la più grande paura di tante famiglie. Sono stati stanziati 124 milioni in due anni : 57 milioni per il primo anno e 67 il secondo.  L’obiettivo  di questo provvedimento è quello di evitare la ‘sanitarizzazione’ dei casi più gravi nel momento in cui vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti, consentendo loro di continuare a vivere nelle proprie case o in case-famiglia con supporti tecnologici ad hoc e attraverso regimi fiscali agevolati. Previsto un fondo per l’assistenza e l’istituzione di fondi di sostegno attraverso la tutela del patrimonio familiare che si vuole destinare al futuro dei disabili.  La legge, poi, prevede iniziative volte ad agevolare la sottoscrizione di polizze previdenziali e assicurative con le indicazioni specifiche di progetti che abbiano come obiettivo prioritario la vita indipendente delle persone disabili, integrando le risorse a cui hanno diritto. E, ancora, si prevede una progettazione della vita quotidiana dei disabili gravi privi di sostegno familiare, con progetti mirati alla creazione di famiglie-comunità e di case-famiglia in cui inserire le persone che lo desiderano. Insomma, con la legge del ‘Dopo di noi’ il welfare assume una nuova forma e si aiutano di più le famiglie che devono assistere un familiare con disabilità e c’è un  coinvolgimento di più, in questo processo, del privato sociale. E, così, anche per rispondere al principio di sussidiarietà, tanto caro  alla dottrina sociale  della Chiesa.  Io credo che, questa, sia una legge buona. Per la prima volta si sostiene un’ accoglienza diffusa , si va oltre gli istituti e ci si avvia verso un sistema misto, prendendo finalmente in considerazione il peso sostenuto dalla famiglia, per garantire una vita dignitosa ai figli e il potenziamento dell’autonomia. Importanti, in tal senso, anche gli sgravi fiscali, che danno un grande aiuto ai parenti più prossimi. E, finalmente, si offre una risposta alle ansie di tanti genitori con figli da assistere. A tal proposito ho letto un’intervista ad un papà che  a mettere il suo ragazzo in un istituto non ci pensa neppure, perché, ha detto: «mio figlio sta bene, suona la batteria, fa mille attività ». E allora perché dedicare molti fondi ai centri di ricovero (costano allo Stato centinaia di euro al giorno) e riservare invece somme residuali al sostegno delle stesse persone a casa propria? Ecco, questa legge va in questa direzione. Certo, ci sono tantissimi altri problemi da risolvere per chi vive  drammaticamente queste situazioni. Ma, finalmente, la politica, timidamente, dà qualche risposta concreta a problemi concreti. Io credo che, se i nostri politici pensassero davvero al bene comune (di tutti e di ciascuno), la nostra società sarebbe più bella e piena di speranza. Ma quando ancora dobbiamo aspettare, per avere altre leggi che tutelino i più deboli?

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