Non c’è limite al peggio

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Non c’è limite al peggio. Non c’è limite al peggio. Dopo gli spiragli di continuità, dopo aver fatto due passi in avanti, il Napoli ne fa 4 indietro.

Non c’è limite al peggio, mai modo di dire fu più azzeccato per una squadra che, rovinata dalla precedente gestione, fatica a ritrovare la sua normalità. Con il Frosinone va tutto male. Mazzarri ha le sue resonsabilità, perché applica un turnover scriteriato. E ve lo scrive uno che ha sempre auspicato l’impiego intelligente dell’intera rosa, da quando Benitez ci spiegava il suo turnover scientifico. Se nemmeno una squadra all’altezza come quella di Spalletti è stata capace di gestire turnover così massici, per questo Napoli deficitario risulta impossibile solo pensarlo. Il primo posto in campionato non è più un obiettivo, la Coppa Italia poteva rappresentare il contentino, un obiettivo fattibile, da raggiungere mentre le altre dedicavano energie fisiche e mentali al campionato. E invece, Mazzarri fa una scelta azzardata, fa il passo troppo più lungo della gamba. E il Napoli paga le sue scelte. Potrebbe anche farcela nel primo tempo. ma le meccaniche della squadra sono chiaramente non rodate. E la fortuna non aiuta, perché il gol di Simeone viene annullato per fallo di mano di Lindstrom ad inizio azione.

Qualcuno mi potrebbe dire che la partita l’abbiamo poi persa quando i titolari sono entrati in campo. Ma una partita è spesso come fare una pizza. Se l’impasto non è buono, potrai ricoprire la pizza con tutti i prodotti di maggiore qualità, ma la pizza sarà sempre scadente. E quindi, invece di risolvere la partita con i titolari e poi sostituirli, Mazzarri ha buttato nella mischia i titolari a partita in corso, con l’affanno di dover recuperare una partita che stava andando su binari tortuosi. Il Napoli è una squadra sterile nel secondo tempo, subisce, e muore anche per mano di uno di quelli che non ha mai sbagliato, quel Di Lorenzo che vive la sua peggior giornata in maglia azzurra. Finisce sullo 0 – 4, che sfracelo.

Pensavamo di aver ingranato, di aver ritrovato una normalità. Ma non c’è limite al peggio, e spero che sia l’ultima volta che dovremo scriverlo, leggerlo e dirlo, ma la mia è forse una vana speranza.

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