Nola – Dopo anni di abbandono e un episodio di saccheggio, la chiesa di Sant’Angelo in Palco, parte dell’antico convento dei Frati Minori, vede finalmente una prospettiva di recupero grazie ai fondi del PNRR. Le risorse messe a disposizione permetteranno la valorizzazione e la salvaguardia del sito, con lavori di restauro, consolidamento e adeguamento impiantistico già avviati. L’intervento nasce dalla collaborazione tra la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, il Provveditorato Interregionale per la Campania e l’ufficio beni culturali della diocesi di Nola.
L’obiettivo è restituire alla comunità un edificio sacro di grande valore storico, costruito nel 1445 e rinnovato in stile barocco dopo il terremoto del 1631. “L’apertura del cantiere rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela e la valorizzazione di un luogo di enorme importanza storica e identitaria. Restituire la chiesa di Sant’Angelo in Palco alla città di Nola significa restituire un pezzo della sua anima e della sua memoria”, ha dichiarato a Il Mattino Mariano Nuzzo, soprintendente Abap.
Il lungo iter per il recupero
Prima di dare il via ai lavori, è stato necessario risolvere una disputa sulla proprietà dell’immobile tra il Comune di Nola e il Fondo Edifici di Culto. “Grazie a un’accurata istruttoria”, spiega Antonia Solpietro, direttrice dell’ufficio beni culturali della diocesi di Nola, “nel 2021 la chiesa è stata ufficialmente ricondotta al patrimonio del Fondo Edifici di Culto, dopo essere stata erroneamente considerata di proprietà comunale”. Un’operazione analoga ha riguardato anche altri edifici religiosi della zona, tra cui i Camaldoli di Nola e le chiese di Santa Chiara Nuova, San Domenico a Somma Vesuviana e San Gennaro a San Gennaro Vesuviano.
Il restauro è stato accolto con entusiasmo dagli studiosi e dai cittadini di Nola, che da tempo chiedevano interventi per restituire splendore al complesso, voluto da Raimondo Orsini e situato sulla collina di Cicala. Nel corso degli anni, molte sono state le iniziative per cercare di preservare il sito, con particolare attenzione al chiostro, all’antico refettorio e alla preziosa biblioteca, custode di testi rari e di inestimabile valore.
Un nuovo inizio dopo il saccheggio
L’interesse per la riapertura della chiesa è ancora più forte dopo il grave episodio del 2020, quando un gruppo di ladri d’arte approfittò dello stato di abbandono del convento per saccheggiarlo. Furono danneggiati marmi, riggiole e altri elementi di grande valore storico, e solo l’intervento tempestivo di un fiduciario dei frati evitò che il furto avesse conseguenze ancora più devastanti.
Ora, con l’avvio dei lavori, si apre una nuova fase per Sant’Angelo in Palco: un simbolo culturale che, dopo anni di degrado, potrà tornare a essere un punto di riferimento per la comunità nolana.



