Il suicidio è l’ipotesi più accreditata.
Cosa può spingere un essere umano a tagliarsi prima la gola e immediatamente dopo, pur di essere certo di farla finita, a gettare, il collo ormai sanguinante, un asciugacapelli acceso nella vasca da bagno allagata in cui ha scelto di morire ? Probabilmente nessuno potrà mai dare una risposta univoca a questa domanda. A ogni modo quel che è la terribile ipotesi più accreditata è che ieri sera, intorno alle sette, Patrizia Martone, dolce e brava mamma quarantenne, ha pianificato e attuato il folle gesto nel suo appartamento di Acerra, in un palazzo di via Clanio, zona centrale della città, accanto alla piscina comunale. Quello di Patrizia è stato un atto che resterà a vita impresso nella memoria della sua famiglia e di chi l’ha conosciuta. Il marito, rimasto pesantemente scioccato, aveva tentato inutilmente di contattarla al telefono proprio mentre – ma lui che poteva saperne ? – Patrizia si stava ammazzando o forse si era già uccisa. L’uomo ha poi chiamato i vigili del fuoco. I pompieri sono accorsi sul posto, hanno forzato la porta di casa e una volta nel bagno si sono trovati davanti alla scena terrificante. Sul posto sono accorsi gli agenti del commissariato di polizia di Acerra.



