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Napoli, Leguminosa 2016: i legumi al centro del mondo

Napoli si prepara ad accogliere, per i giorni del 4, 5 e 6 marzo, la seconda edizione di Leguminosa 2016, l’evento che celebra i legumi, nell’anno dichiarato dalla FAO “anno internazionale dei legumi”. Appuntamento a Piazza Dante.

La manifestazione, che è l’unica in Italia nel calendario Internazionale FAO, ha lo scopo innanzitutto di “promuovere” i legumi come cibo energetico e sano, partendo dalla tradizione gastronomica partenopea che, nei secoli, ha visto sempre tra i protagonisti dei suoi piatti questi piccoli tesori dell’alimentazione.

Noi de Ilmediano.it, per l’occasione, abbiamo voluto incontrare il Dott. Giuseppe Orefice – Presidente di Slow Food Campania e Basilicata, che organizza questa importante iniziativa – per farci guidare sia verso l’evento Leguminosa 2016, sia verso l’utilizzo migliore di questi alimenti nella nostra cucina.

D: Presidente in questi giorni io che seguo il suo lavoro, l’ho vista impegnato in prima persona nel controllo dei prodotti che parteciperanno a Leguminosa. Può brevemente parlarci delle caratteristiche nutrizionali dei legumi presidio Slow Food campani?

“Si più che di un controllo, le mie sono state visite nelle aziende che producono legumi per sincerarmi soprattutto della diponibilità di legumi freschi. All’inizio di marzo ci dovrebbero già essere fave e piselli e questo è significativo per una manifestazione che ha un mercato di agricoltori tra i suoi punti centrali.
I Presidi Slow Food della Campania sui legumi sono 5: Lupino gigante di Vairano, Cece di Cicerale, Cannellino dente di morto di Acerra, Fagioli di Casalbuono, Fagiolo di Controne. Con il progetto dei Presidi, Slow Food intende valorizzare le produzioni locali fragili, quelle che rischiano di scomparire a causa dell’omologazione del gusto e della scarsa attenzione del mercato.
Dal punto di vista nutrizionale i legumi secchi sono una importante fonte di proteine nobili; nella dieta mediterranea rappresentano la principale fonte proteica e, dunque, andrebbero consumati quotidianamente da qui il concept della manifestazione “Scegli il tuo legume quotidiano”.”

D: In generale possiamo dire che i legumi rispondono alle caratteristiche care a Slow Food, tanto da divenirne baluardo, di “buono, pulito e giusto”?

“Certamente i legumi si prestano a tantissime preparazioni tutte molto gustose molte delle quali sarà possibile provare a Piazza Dante nei giorni dell’evento, sia nel corso dei laboratori del gusto che durante le cene e le altre occasioni di assaggio che per Slow Food è sempre un assaggio guidato, proprio per dare le informazioni necessarie a comprendere meglio il valore del prodotto. I legumi sono anche amici dell’ambiente perché essendo azoto fissatori riducono il ricorso all’utilizzo di concimi chimici nei terreni e infine sono giusti perché danno opportunità e prospettive all’agricoltura soprattutto delle aree più interne del nostro territorio, quelle dove maggiormente si concentra il rischio di abbandono delle campagne con tutte le conseguenze che ne derivano.”

D: In Italia, il Paese con il maggior numero di eccellenze agro-alimentari, quanto è diffusa la cultura del “buon mangiare” ovviamente inteso come sana alimentazione?

“Molto diffusa, ma ancora molto c’è da fare per evitare la colonizzazione da parte di culture meno attente a questi principi. Faccio un esempio: per noi italiani il modo migliore di mangiare è insieme ai propri cari, familiari o amici mentre si stanno diffondendo sempre più modelli alimentari dove la convivialità, il prendersi il tempo di un pasto in compagnia, è considerato irrilevante o addirittura controproducente.
All’estero devo dire che all’Italia viene data una grossa rilevanza nel dibattito culturale e nel definire gli stili alimentari; noi italiani invece siamo stranamente attratti dalle sirene provenienti dall’estero si veda ad esempio la grande diffusione delle catene di patate olandesi sui corsi e nelle piazze dei nostri centri storici.”

D: Eventi come Leguminosa sono i benvenuti, ma, nel nostro quotidiano, quanti e quali passi possono essere fatti verso una maggiore diffusione della cultura alimentare?

“Informarci, conoscere, creare relazioni con chi produce e vende il nostro cibo, per fare questo c’è bisogno di tempo che, come sappiamo, è una risorsa di cui si dispone sempre meno. E’ per questo che Slow Food propone uno stile più lento e magari anche più sobrio. Abbiamo creato a questo scopo la rete degli amici di leguminosa fatta da osti, cuochi, titolari di piccole botteghe che si prendono il tempo di spiegare ai propri clienti che dietro un sacchetto di ceci o di lenticchie ci può essere tanto altro e che ogni volta che si mangia si determina la direzione in cui il nostro pianeta e la nostra società andrà.”

D: E’ più importante rivolgersi ai piccoli consumatori e partire, quindi, dalla scuola oppure rivolgersi agli adulti?

“La scuola e gli adulti dovrebbero essere alleati nell’educazione alimentare delle giovani generazioni, mi piace citare l’esempio di un comune del salernitano, Caggiano, gli alimenti della mensa scolastica sono prodotti dai genitori degli alunni che hanno piccole aziende agricole. Molti potrebbero obiettare che non si può fare, che è un sistema troppo complesso, invece si fa già ed è pure conveniente.
Quei genitori saranno un po’ più ricchi, spenderanno ciò che guadagnano sul territorio e la comunità tutta ne gioverà. I bambini mangeranno prodotti locali appena raccolti e che seguono la stagionalità, staranno meglio e saranno più felici.
Ma ci sono anche situazioni diametralmente opposte con genitori e dirigenti scolastici che invitano ad andare a mangiare da McDonald’s per raccogliere punti e vincere il concorso indetto dalla catena di fast food che promette di regalare attrezzature didattiche alla scuola. E’ necessario tenere la guardia alta e scegliere quale futuro vogliamo costruire per i nostri figli.”

D: Spesso, a mio avviso troppo spesso, si innescano polemiche sugli elevati costi della sana alimentazione. Quanto costa mangiare sano? Possono farlo tutti? Dobbiamo forse imparare a fare i giusti acquisti in ambito alimentare?

“Il troppo o il troppo poco sta nelle misure che prendiamo come riferimento, ad esempio a mio avviso è troppo poco remunerare un agricoltore 20 € per 8 ore di lavoro a raccogliere pomodori sotto il sole, ancora è troppo poco voler pagare 30 centesimi le pesche o il latte. E’ troppo alto invece il costo delle intermediazioni che poi portano il costo al consumatore di questi prodotti tra 1,50 e 2,00 €.
Tornando ai nostri legumi se il paragone lo facciamo con un chilo di legumi prodotti in nord Africa o in America latina, dove la manodopera viene sfruttata e l’utilizzo della chimica è incontrollato, allora qualsiasi legume prodotto in Italia sarà caro. Se invece ci riferiamo, come invito a fare, ad un chilo di carne, visto che nutrizionalmente i legumi sono proteine proprio come la carne, i miei legumi di grandissima qualità saranno non solo economici ma anche gustosi e sani.”

D: Lei insegna nelle scuole il rapporto tra l’uomo e l’ambiente; come si passa dal seme al frutto e quale lavoro la natura e l’uomo compiono in simbiosi per arrivare al frutto. Come si mostrano i bambini di fronte al miracolo della natura?

“I bambini ci mostrano in maniera evidente tutte le sfumature delle reazioni umane rispetto alla relazione con la natura, mi capita perciò di incontrare bambini timorosi che scappano al primo insetto, bambini aggressivi che invece rompono o uccidono esseri indifesi, bambini sensibili che se ne prendono cura e capiscono che l’uomo fa parte della natura e che da essa dipende. Quello che spesso si dimentica è che, come per gli animali, gli uomini imparano per imitazione, si diventa grandi giocando a fare i grandi e se i grandi che imitiamo sono prepotenti e tendono a risolvere tutto con la violenza, i bambini imiteranno questo atteggiamento; se i grandi invitano all’osservazione a all’ascolto avremo bimbi più equilibrati e disponibili all’apprendimento.
Ritornando a Leguminosa il gruppo educazione di Slow Food Campania sta preparando tanti laboratori ed attività divertenti per le famiglie e per i bambini e un libro di storie legati ai legumi sarà regalato a tutti i piccoli visitatori.”

Grazie per la collaborazione alla redazione di questo articolo; siamo lieti di averla ospitata sul nostro quotidiano on-line. Ci faremo portavoce del messaggio che ha saputo trasmetterci.

Leguminosa è quindi un evento per tutti, da condividere coinvolgendo grandi e piccoli. Una finestra su un mondo che è per molti sconosciuto, ma per tutti interessante.
Buon Leguminosa 2016!

Per tutte le info sull’evento ed il programma: http://leguminosa.it/

 

Leguminosa 2016
Leguminosa 2016
La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

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