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Lo stabilimento napoletano in attesa di nuove missioni. E a Poggioreale si profila l’addio.  

 

Le previsioni sono di quelle davvero buone: tra veicoli commerciali e automobili il gruppo delle fabbriche italiane guidate da Sergio Marchionne quest’anno raggiungerà la quota di 1 milione di pezzi prodotti. Intanto nello stabilimento ciociaro di Cassino, ubicato peraltro in un’area poco popolata, la produzione della nuova Alfa Romeo Giulia ha già toccato le 5mila unità mentre la Giulietta quest’anno promette di battere il suo record di vendita. E con la prossima introduzione dell’Alfa Romeo Stelvio, vettura che è una via di mezzo tra una berlina e un suv sportivo, l’impianto situato al confine con la Campania si avvia alla saturazione occupazionale entro il prossimo gennaio. Di Melfi, poi, sembra quasi superfluo parlarne. I 6mila addetti della fabbrica lucana, anch’essa posizionata in una zona spopolata, sono tutti al lavoro già da un pezzo grazie alle produzioni Grande Punto, 500 X e Jeep Renegade. Ma nella Napoli del record demografico europeo ( 4milioni di abitanti tra città capoluogo e area metropolitana ) si resta fermi al palo. Pomigliano è finora l’unico grande impianto automobilistico nazionale rimasto privo di nuove missioni. Finanche a Torino e a Grugliasco sono state appena introdotte produzioni aggiuntive. Ma nella terra di Partenope Marchionne esita. Risultato: oltre tremila lavoratori sono in contratto di solidarietà, quasi un migliaio dei quali, tra fabbrica madre e impianto logistico di Nola, patiscono frequenti stop in cassa integrazione. La sola Panda, nonostante i dati di vendita in crescita e al top della classifica nazionale, non può garantire vero sviluppo industriale. Quindi c’è da giurarci che alla ripresa autunnale sindacati e opinione pubblica torneranno a farsi sentire da Napoli. Intanto la grande fabbrica di Pomigliano riaprirà i battenti dopo la breve pausa estiva il prossimo 22 di agosto. Dulcis in fundo c’è la questione della Magneti Marelli di Poggioreale, 700 addetti flagellati dalla cassa integrazione da ormai 6 anni. Probabilmente sarà uno degli impianti che Marchionne vuole cedere alla coreana Samsung. Cosa che determinerebbe l’uscita definitiva della Fiat dalla città capoluogo della Campania.