Il sindacato di base Si Cobas ha annunciato un presidio per lunedi mattina, davanti all’Itis Barsanti di Pomigliano, dove arriverà il vicepremier Luigi Di Maio per il varo di un’iniziativa scolastica. Intanto nell’attesa, appena stamane, hanno affisso un manifesto che suona come un ironico sberleffo i militanti di questo sindacato antagonista, che nella città delle fabbriche è guidato dai licenziati della Fiat, cinque operai estromessi dal lavoro per aver manifestato contro l’ormai defunto amministratore delegato del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne. “Caro Di Maio: le chiacchiere se le porta via il vento…”, hanno scritto i licenziati sul manifesto, sotto la foto che ritrae uno di loro, Mimmo Mignano, in un letto d’ospedale mentre al suo capezzale c’è proprio il vicepremier, accorso per dargli conforto. Era una sera di giugno, quando cioè Mignano tentò di darsi fuoco sotto la casa di Pomigliano in cui vive il giovane ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Un gesto plateale deciso subito dopo la sentenza definitiva della Cassazione, che ha ritenuto legittimo il licenziamento voluto dalla Fiat. Licenziamento che però l’anno scorso era stato annullato dalla Corte di Appello di Napoli, che invece lo aveva giudicato un provvedimento eccessivo. << Quando è accorso in ospedale – lamenta nel frattempo Mimmo Mignano – Di Maio ci ha promesso che noi licenziati Fiat non saremmo rimasti soli, che lui ci avrebbe aiutato in tutto i modi. Ma finora non ha fatto niente, come del resto nulla ha fatto per risollevare effettivamente le condizioni dei lavoratori. Il decreto dignità è solo una pillola palliativa spacciata come efficace cura anticancro, il cancro dello sfruttamento che è sempre più forte e che nessuno al governo osa sfidare >>.



