Un intervento mirato per prevenire il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel delicato settore dei rifiuti. È quanto disposto dal prefetto nei confronti di una società con sede legale a Somma Vesuviana, attiva nella raccolta, messa in sicurezza, trasporto e recupero di materiali e rifiuti solidi.
Il provvedimento adottato è quello della cosiddetta “prevenzione collaborativa”, previsto dall’articolo 94 bis del Codice Antimafia. Si tratta di una misura alternativa all’interdittiva antimafia, applicata nei casi in cui emergano elementi di possibile condizionamento da parte della criminalità, ma non tali da giustificare un blocco totale dell’attività imprenditoriale.
In sostanza, le verifiche effettuate avrebbero evidenziato situazioni di agevolazione ritenute occasionali e non strutturali, tali da consentire un percorso di monitoraggio e risanamento dell’azienda piuttosto che un provvedimento più drastico. La prevenzione collaborativa, infatti, prevede una serie di controlli e prescrizioni finalizzate a riportare l’attività su un piano di piena legalità, senza interrompere il ciclo produttivo.
L’obiettivo principale resta quello di tutelare il mercato e impedire che interessi illeciti possano alterare la concorrenza tra imprese, soprattutto in un comparto strategico e storicamente esposto a pressioni criminali come quello della gestione dei rifiuti.
L’azione avviata dalla Prefettura si inserisce in un più ampio quadro di prevenzione, volto a garantire il rispetto delle regole, la trasparenza nei rapporti economici e il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione.
Un lavoro che punta a bilanciare due esigenze fondamentali: da un lato contrastare ogni forma di infiltrazione camorristica, dall’altro salvaguardare le attività produttive sane, evitando ripercussioni occupazionali e garantendo continuità ai servizi essenziali per il territorio.



