Un decreto per infrastrutture per combustibili alternativi. Recepita una direttiva europea che abbassa le emissioni.
Riprende con passo più svelto la “linea verde” del governo. Riparte dopo segnalazioni di ritardi dell’Unione europea sull’applicazione di normative sulle infrastrutture per i combustibili alternativi. Da pochi giorni, finalmente, c’è un testo di legge su cui discutere. E ci sono anche le prime reazioni positive nel mondo industriale e dell’ambientalismo. Nel giro di qualche anno l’Italia avrà a disposizione reti per il trasporto di fonti non inquinanti. Il Consiglio dei ministri, su proposta di Renzi e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato in via preliminare il decreto che recepisce, appunto, una direttiva UE a favore di combustibili alternativi nel settore dei trasporti. Si vogliono ridurre le dipendenze dal petrolio e abbassare gli impatti ambientali. I trasporti sono, da sempre, la pecora nera delle emissioni inquinanti. Le zone a traffico limitato di molte città sono nate dal bisogno di frenare le emissioni in atmosfera da auto e mezzi. Più che i singoli Paesi, è stata l’Unione europea a stabilire i requisiti minimi per costruire le nuove reti di trasporto. In un quadro strategico nazionale, però. Nessun intervento potrà essere concepito per soddisfare esigenze particolari o di lobby. Quando i ministri italiani si sono trovati a dover approvare il testo presentato da Delrio hanno dovuto condividere lo spirito delle norme, un pacchetto, che renderà più omogeneo il sistema nazionale. Il decreto, per esempio, stabilisce come obbligatori alcuni obiettivi per elettricità e gas naturale. Non c’è la stessa obbligatorietà per idrogeno e gas liquefatto dal petrolio. Per l’idrogeno sono previste , addirittura, misure solo sperimentali. Ma si sa che il suo utilizzo ha una quota di mercato poco significativa. Per la soddisfazione dei consumatori il testo approvato, dedica ampio spazio alla loro tutela. Nella fase applicativa le aziende saranno tenute a fornire informazioni chiare sui combustibili trattati e venduti. Sono allo studio misure per limitare danni e truffe. Norme per far capire bene quali combustibili e in quali condizioni possono essere utilizzati nei veicoli. C’è da sperare che lungo il cammino del decreto, sulla etichettatura dei prodotti, sulle indicazioni al pubblico nei punti di rifornimento e sulla trasparenza qualitativa, non sorgano polemiche tra associazioni e produttori, come accaduto per altri comparti industriali.









