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L’inizio di tre grandi Civiltà: Sumeri, Babilonesi e Assiri

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Benvenuti al nono appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi la nostra narrazione inizia con i Sumeri, i fondatori delle prime città-stato, la cui architettura è dominata dalla ziggurat, una colossale struttura a gradoni in mattoni che funge da fulcro religioso e amministrativo, concepita come una montagna sacra per unire il cielo alla terra.

 

 

In ambito scultoreo, i Sumeri svilupparono una produzione votiva molto peculiare, dove le figure umane presentano grandi occhi sbarrati realizzati con intarsi di lapislazzuli, simbolo di una devozione eterna e di uno stupore reverenziale di fronte alla divinità.

Proseguendo nell’analisi della statuaria sumera, emerge la figura di Gudea, governatore di Lagash, rappresentato in numerose sculture di diorite che abbandonano parzialmente l’astrazione per assumere una compostezza regale e raccolta, pur mantenendo una forte simbologia legata alla saggezza e alla fertilità, spesso resa attraverso un ampolla da cui sgorgano acque vitali.

Dopodiché passiamo alla civiltà  Babilonese che mette in luce la grandiosità della loro capitale e l’importanza del diritto. La Stele di Hammurabi è presentata come un documento fondamentale non solo giuridico ma anche artistico, dove il sovrano viene raffigurato a colloquio con il dio del sole Shamash, legittimando così l’origine divina delle leggi. L’architettura della Nuova Babilonia tocca vertici scenografici con la Porta di Ishtar, caratterizzata da un rivestimento di mattoni ceramici invetriati di un blu intenso, decorata con bassorilievi di animali totemici come tori e draghi che avevano la funzione di proteggere simbolicamente l’ingresso della città. 

Infine, lo sguardo si sposta sugli Assiri, un popolo guerriero la cui arte è intrinsecamente legata alla celebrazione del potere militare e della ferocia regale. Le loro città-fortezza, come Dur-Sharrukin, erano protette dai Lamassu, mostruose divinità alate con testa umana e corpo di toro o leone, scolpite con cinque zampe per apparire immobili se viste di fronte e in cammino se osservate di lato. I palazzi assiri erano decorati con cicli infiniti di bassorilievi che descrivono con un realismo quasi brutale scene di caccia al leone e battaglie sanguinose. In queste opere si nota un’attenzione straordinaria per l’anatomia animale e la resa dinamica del movimento, volta a sottolineare la supremazia del sovrano non solo sugli uomini ma anche sulle forze della natura, trasformando la sofferenza della preda in un tributo alla forza del cacciatore.

 

💡 L’Angolo dell’Esperto: Uno dei reperti più preziosi della civiltà Sumerica- Lo Stendardo di Ur:

L’Ur-Nammu (o più correttamente lo Stendardo di Ur) è uno dei reperti più preziosi e affascinanti della civiltà sumerica, risalente al periodo Protodinastico III (circa 2500 a.C.). Fu rinvenuto negli anni ’20 dall’archeologo britannico Sir Leonard Woolley all’interno delle Tombe Reali di Ur (nell’attuale Iraq). Lo Stendardo non è un vero “vessillo”, ma una cassetta di legno a forma di trapezio, lunga circa 47 cm e larga 20 cm. La sua funzione originale è ancora dibattuta: potrebbe essere stata la cassa di risonanza di uno strumento musicale o un contenitore per oggetti preziosi.

I materiali utilizzati testimoniano l’estensione delle rotte commerciali sumere:

  •  Lapislazzuli: Pietra blu proveniente dall’Afghanistan per lo sfondo.
  •  Conchiglie: Originarie del Golfo Persico per le figure bianche.
  •  Calcare rosso: Proveniente dall’India per i dettagli.
  •  Bitume: Usato come collante per fissare i tasselli al legno.

Inoltre, lo Stendardo è decorato su quattro facce, ma le due principali sono conosciute come il “Lato della Guerra” e il “Lato della Pace”. Entrambi si leggono dal basso verso l’alto e da sinistra a destra.

  • Il Lato della Guerra

Questo lato celebra la potenza militare della città-stato di Ur:

  •  Registro inferiore: Mostra quattro carri da guerra trainati da onagri (asini selvatici). Notiamo una sequenza “cinematografica”: i carri partono al passo e finiscono al galoppo, travolgendo i nemici.
  • Registro mediano: Una falange di soldati sumeri in uniforme (con mantelli di cuoio e lance) scorta i prigionieri di guerra nudi e feriti verso il re.
  • Registro superiore: Al centro troneggia il re (più grande degli altri per la gerarchia delle proporzioni). La sua testa rompe la cornice superiore, sottolineando la sua maestà mentre riceve i prigionieri catturati.
  • Il Lato della Pace

Questo lato descrive la prosperità e i festeggiamenti successivi alla vittoria:

  •   Registri inferiori: Raffigurano il popolo e i servitori che portano bottino di guerra e tributi: sacchi di grano, pesci, buoi e pecore.
  •  Registro superiore: Rappresenta un banchetto reale. Il sovrano siede a sinistra, rivolto verso i suoi nobili. Sulla destra, un musico suona un’arpa (simile a quelle ritrovate nelle stesse tombe) e un cantante allieta i commensali.
  •  Convenzioni Stilistiche

L’opera segue regole artistiche precise che ritroveremo per millenni nell’arte mesopotamica ed egizia:

  •  Gerarchia delle proporzioni: L’importanza di un personaggio è determinata dalla sua dimensione fisica.
  •  Isocefalia: Le teste dei personaggi dello stesso rango sono poste alla stessa altezza.
  • Visione simultanea: I corpi sono rappresentati con il volto e le gambe di profilo, ma l’occhio e il busto sono visti frontalmente, per mostrare ogni parte nel modo più chiaro possibile.
  •  Significato Storico e Sociale

Lo Stendardo è un documento storico eccezionale perché:

  • Testimonia la stratificazione sociale: Vediamo chiaramente la divisione tra re, nobili/sacerdoti, soldati e lavoratori/schiavi.
  •  Mostra l’evoluzione militare: È una delle prime rappresentazioni del carro da guerra a ruote piene e della fanteria organizzata.
  •  Celebra il dualismo del potere: Il re sumero è sia un guerriero implacabile (lato guerra) sia il garante dell’abbondanza e del culto (lato pace).
  • Oggi l’originale è conservato al British Museum di Londra, dove rimane uno dei pezzi più visitati della collezione mesopotamica.

Ed eccoci arrivati alla fine cari artiste e artiste, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire sempre di più questo nostro fantastico discorso.

P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

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