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Licenziamenti Simav Pomigliano: tutti uniti per Tiziana. Il vescovo di Acerra: “Ritirare il provvedimento”

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Si stanno mobilitando praticamente tutti per Tiziana, la mamma della Terra dei Fuochi licenziata dalla Simav/Siram di Pomigliano insieme ad altri quattro colleghi dopo essere rientrata dal congedo per la scomparsa del figlioletto di 13 anni, portato via da un tumore. Intanto scende in campo la Chiesa mentre Tiziana e gli altri lavoratori che hanno ricevuto l’avviso di estromissione forzata dal ciclo produttivo restano saldamente asserragliati da venerdi sul tetto dello stabilimento. L’altro giorno sul posto, in via ex aeroporto, si è recato a portare la sua solidarietà don Peppino Gambardella, il “prete operaio” parroco della chiesa madre di Pomigliano, San Felice in Pincis. E ieri si è fatto sentire attraverso un comunicato anche il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna. << Ho accompagnato il figliolo di Tiziana insieme alla famiglia nel lungo calvario – scrive il prelato – auspico pertanto – la speranza del vescovo – il ritiro della procedura di licenziamento e invito tutti i soggetti coinvolti, in particolare l’azienda Simav/Siram, presente sul territorio nazionale e regionale con un numero elevato di dipendenti, e l’indotto di Leonardo ex Finmeccanica, a creare le condizioni per scongiurare i licenziamenti >>. La Simav/Siram è un’azienda, controllata dalla multinazionale francese Veolia, che si occupa della manutenzione degli impianti industriali. In Campania ha 172 dipendenti impegnati nella manutenzione delle fabbriche Leonardo ed FCA. Ma la Simav serve anche altre grandi aziende. Nel frattempo oltre ai cinque impiegati di Pomigliano la ditta vuole licenziare anche altrettanti colleghi della sede di Roma. Alla base della decisione c’è la volontà del gruppo di conferire a imprese esterne il lavoro finora svolto dagli impiegati finiti in esubero. Immediata è scattata la reazione dei sindacati. Per oggi Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno indetto uno sciopero nazionale di 8 ore in tutti i siti Simav/Siram. Domani poi confronto tra sindacati e azienda al ministero dello Sviluppo Economico sulla procedura di licenziamento avviata nei giorni scorsi. Nel frattempo ieri si è tenuto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico. Il tentativo era di scongiurare lo sciopero di oggi, che si è comunque fatto e che sta creando ripercussioni sulle fabbriche Leonardo.