Non è un’intervista classica. Non so intervistare, e se anche sapessi farlo, non riuscirei a restare nei termini della tecnica professionale:conosco Michele da troppo tempo, e da sempre nel segno dell’amicizia e del rispetto. Michele Andonaia, docente, sindacalista, è capolista di “Sinistra unita” e dunque rappresenta la Sinistra nel sostegno alla candidatura a sindaco di Ottaviano di Francesca Ambrosio.
Più che un’intervista è un confronto: chiederò a Michele quali sono le sue riflessioni sulla situazione di Ottaviano, che a me, pessimista di lungo corso, appare un complicato garbuglio. Si può cambiare il corso del fiume? Michele Andonaia mi dice che si può: si può “introdurre una radicale discontinuità negli uomini, nelle pratiche e nei metodi di governo della cosa pubblica”, si può scuotere “ un paese rassegnato”, in cui “questi ultimi anni hanno prodotto diseguaglianze e immiserimento, hanno frantumato il senso della parola “futuro” e hanno riempito di paura e di solitudine il nostro presente”. Dice Michele Andonaia che “bisogna smontare l’inganno “di chi ha la faccia tosta di raccontare, anche in questi giorni, “un paese che in questi anni avrebbe conosciuto solo sviluppo, crescita, ripartenze.”. La “fotografia” che “Sinistra unita” fa di Ottaviano è totalmente diversa: “Ottaviano ha visto crescere il numero dei disoccupati, di chi ha perso il lavoro, dei nostri giovani specializzati e laureati costretti a emigrare per non essere condannati a restare senza reddito. E’ un tentativo maldestro quello di mostrare un paese felice: lo sappiamo tutti, Ottaviano è un paese angosciato, piegato su se stesso, impaurito dall’incertezza che attraversa centinaia di famiglie, è un paese solo.
Gli chiedo se la candidatura di Francesca Ambrosio e il programma dello schieramento possono rappresentare una risposta realistica a tutti questi problemi. “ Per noi di “Liberi e Uguali” – dice Michele Andonaia- l’identikit intorno al quale costruire un candidato di centro- sinistra si è ritagliato alla perfezione su Francesca. Cercavamo un candidato che avesse nel contempo esperienza e novità, determinazione e coraggio. La Ambrosio rappresenta tutto questo con un punto di forza notevole: il suo essere donna è uno stimolo in più, un valore aggiunto data alla coalizione. Non ci nascondiamo, è stato un percorso difficile. Abbiamo assistito ai vecchi giochi della politica. Parte del PD ha cercato fino all’ultimo secondo utile di dirottare la coalizione su altre rotte. Un plauso va ai compagni del PSI, al Movimento democratico vesuviano e, soprattutto, a quella parte del Partito Democratico che, non senza danni, ha deciso di mantenere la barra dritta e supportare sino alla fine la candidatura di Francesca Ambrosio. “
Il programma viene così sintetizzato: “Noi proponiamo di investire nell’economia verde, nuove idee di sviluppo per garantire nuove prospettive di lavoro per tutti, che creino occupazione buona e qualificata, con investimenti pubblici capaci di stimolare quelli privati per la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, per la riqualificazione energetica degli immobili, per la cura del nostro paesaggio. Passa per questa via l’incremento delle nuove professioni verdi (i bio-architetti, gli esperti di riqualificazione energetica, di recupero dei centri storici, installatori, tecnici di progetto, manutentori, operai) e dei nuovi stili di vita (dagli orti urbani agli spazi a misura dei bambini). Così prevedere agevolazioni fiscali, come l’abbassamento delle imposte comunali, per chi insedia attività commerciali ed artigiane, può rappresentare un canale nuovo per la creazione di occupazione; così promuovere e sostenere le piccole imprese attraverso l’attivazione dello sportello unico per i servizi di assistenza alle stesse, come supporto tecnico e logistico per accedere a finanziamenti nazionali, regionali o europei, o come supporto nella partecipazione a bandi pubblici È necessario dare un futuro ad Ottaviano in termini di sviluppo economico e turistico. Bisogna puntare con forza sulla cultura e sulla scuola. Tutte cose che questo centro-destra non ha mai messo al centro dell’agenda politica..”.
Michele Andonaia ha fatto sempre parte della Sinistra: con una coerenza che, pur essendo rigorosa, non ha mai “velato” in lui la libertà dello spirito critico, la luminosa capacità di “leggere” i fatti, le persone e le cose nei termini del realismo: lui sa che solo chi parte dalla corretta interpretazione del mondo “come è” può progettare il mondo “come dovrebbe essere”, solo lo spietato realista può diventare un idealista credibile. Non posso non chiedergli una sua riflessione sui contrasti tra le varie anime della Sinistra, che risultano uno degli aspetti più complicati di questa campagna elettorale. Premetto che trascriverò la sua risposta senza commentarla, perché prima del 10 giugno esporrò, in un articolo specifico, quello che penso di questi contrasti. Mi dice Michele Andonaia: “Che la sinistra sia da sempre brava a dividersi è, purtroppo, un fatto storico. Noi di “LeU” abbiamo fatto di tutto affinché la Sinistra si presentasse unita in una battaglia fatta di valori e testimonianze intorno ad una candidatura di riferimento del centro-sinistra. Siamo stati accusati di autoreferenzialità, quasi che parlassimo a nome personale. In verità, i simboli di partito sono da questa parte. Da altre parti si presentano liste civiche alleate con l’ultra destra. Chi è autoreferenziale? Chi sceglie di stare, col proprio simbolo, col proprio nome e con la propria storia o chi si avventura in acque internazionali senza bandiere? Ma vogliamo, soprattutto, che su questa storia cali il silenzio. Confrontiamoci sui programmi e sulla politica. Il resto è solo gossip e inutile fumo negli occhi. L’avversario è altrove. È in un centro-destra che non ha saputo dare risposte alle reali esigenze di questo paese, abbarbicato in una isolata gestione del potere. E nel qualunquismo pericoloso dei Cinque Stelle. Ci vogliono scelte coraggiose e dirimenti.”.
Non mi resta che augurargli una “felice battaglia”.



