Il governo prende tempo per la lotta all’inquinamento e ai gas serra. Buone notizie per le energie rinnovabili.
Il buon Dio e la variopinta sinistra parlamentare proteggano il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Sta compiendo sforzi per dare all’Italia una buona strategia ambientale ed energetica, ma ha preso tempo fino all’anno prossimo. Agli inizi del 2018 , infatti, dovremmo avere finalmente un programma organico di interventi per combattere inquinamento, emissioni di gas erra, terre dei fuochi e altri simili crimini alla salute pubblica. L’impegno è per un Piano Nazionale Clima ed Energia, documento con cui l’Italia intende raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi per la lotta al riscaldamento globale. Un disegno di ampio respiro, verosimilmente molto atteso nelle nostre città. In buona sostanza si tratta di contenere il riscaldamento del pianeta entro 2 o 1,5 gradi . A partire da basso, naturalmente, dalle abitudini di tutti i giorni. Ed era ora che lo si impostasse, con buona pace del nuovo Presidente Usa e di quanti non amano le sfide ambientali. A Roma si lavora e si studiano integrazioni con una nuova strategia energetica. Introdurre su larga scala i risparmi di energia, vuol dire tagliare i gas serra dell’80% rispetto al 1990. Oltre al traguardo del 27% di energia rinnovabile. L’Europa aspetta il Piano dell’Italia entro 2019, ma in caso di scioglimento anticipato delle Camere e di nuove elezioni, chissà. L’attenzione è massima, perchè in un anno tutto può accadere. Non piace che tra gli estimatori del new deal energetico di Trump ( rivedere le filosofie ambientaliste di Obama) ci siano i grillini nostrani. Le misure da approntare , ha ricordato ieri il Ministro Galletti alla Camera dei deputati, riguarderanno anche mobilità’ sostenibile ed economia circolare. I buoni propositi scontano un ritardo di 4 anni. Tanti sono quelli dall’ultimo piano energetico , peraltro con molte lacune. Mentre in tutta Europa crescevano le istanze per consumi ed approvvigionamenti più sapienti, noi abbiamo rallentato. Fatto sta che poco dopo l’annuncio di Galletti, sempre ieri abbiamo saputo che nel 2016 le energie rinnovabili hanno fatto breccia nelle abitudini e negli usi industriali. Che il consumo di gas continua a crescere, ma è materia di transizione , perché prima o poi utilizzeremo solo fonti rinnovabili. La voce è quello del Ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, impegnato a sua volta a dare una mano alla ripresa economica spingendo sull’abbattimento dei costi di energia. Come per le emissioni inquinanti, viene utile partire dal basso. Le scelte centrali con visione europea sono importanti, ma saranno i territori in ultima analisi a beneficiarne.
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