Giovedì 5 marzo, sul bus C32 diretto al Vomero, una donna è stata vittima di un violento episodio: uno sconosciuto l’ha aggredita con un coltello causandole lesioni anche sul viso.
Fortunatamente, prima che intervenissero le forze dell’ordine, è stata salvata dal conducente dell’autobus. L’eroe in questione è Davide Pecoraro, era stato intimato di far uscire tutti, ha poi affrontato con le parole l’aggressore faccia a faccia guadagnando tempo in attesa dei soccorsi.
Successivamente, ha ricevuto una telefonata dal sindaco Manfredi, il quale si è complimentato dicendo che gli verrà consegnato un riconoscimento particolare.
La vittima è Alessia Viola, penalista di 32 anni, che dichiara: “Ho solo difeso la mia dignità”. Ha aggiunto che in quei 15 minuti le è passata davanti tutta la sua vita, ha pensato a tutte le persone che amava ripetendo a se stessa di farcela. Si racconta infatti che abbia tentato di disarmare l’uomo senza cedere ai colpi subiti.
A seguire il caso è il pm Roberto Pirro Balatto, accompagnato dal procuratore Antonio Ricci. Secondo le prime ricostruzioni, il colpevole Antonio Meglio (anche laureato in giurisprudenza) racconta di essere stato vittima di un tranello amoroso da parte di un’escort e di aver deciso di prendersela con una donna qualsiasi. Dopo averla puntata sull’autobus, si è infatti posizionato alle sue spalle e ha aspettato che uscissero tutti.
Le accuse sono: lesioni gravissime, sequestro di persona e deturpamento del viso, un’accusa ricondotta a una nuova fattispecie giuridica che colpisce chi danneggia il volto. Dopo l’accaduto, Antonio Meglio ha tentato l’autolesionismo con una pen-drive che aveva a portata di mano ed è stato trasportato all’Ospedale del Mare.
Attualmente è in cella e si attende l’interrogatorio e tutti gli aggiornamenti.
Intanto proseguono le indagini, nel suo “covo” sono stati ritrovati manifesti ideologici, ritagli di codice penale, armi e fucili che attualmente sono sotto screening dei militari.



