l'antica città romana di Acerra emersa dal campo sportivo, allo spalle il palazzo del Comune
Lo stadio comunale è stato già in gran parte abbattuto per far posto alla prima villa municipale: verde ma anche tanto cemento “attrezzato”. Lavori milionari che stava eseguendo il Comune di Acerra grazie a un accordo di programma stipulato con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che aveva garantito buona parte del finanziamento dell’opera. Ma il progetto è saltato. Il ministero ha deciso che la villa non s’ha da fare. Ha appena revocato l’accordo con il Comune. La revoca è stata decisa a causa del rinvenimento di un tesoro lasciatoci in eredità dalla nostra gloriosa storia: un tempio romano spuntato a ottobre dello scorso anno mentre le ruspe inviate dal Comune demolivano quel po’che restava dello stadio. Qui infatti, appena alle spalle del municipio, non c’è più il campo della tanto amata Acerrana. Non c’è più nemmeno la pista di atletica leggera ed è sparita anche parte degli spalti. A ogni modo le ruspe si sono dovute improvvisamente fermare a ottobre perché dal campo di calcio municipale è affiorata l’antica città romana di Acerrae. Un’importante pagina di storia dell’hinterland partenopeo sta venendo alla luce proprio sotto il profilo bianco e moderno del municipio, ubicato al di là del recinto dello stadio ormai quasi sparito. Ora però le polemiche si sprecano. Sindaco e giunta hanno deciso di affidare a un legale la stesura di un parere sulla faccenda. Nella determina di affidamento della consulenza il Comune di Acerra scrive che il progetto della villa comunale ha ottenuto il placet della Soprintendenza ai beni culturali. Ma c’è già chi nell’opposizione afferma che l’amministrazione, prima di firmare la convezione con il ministero e di far redigere il progetto della villa, avrebbe dovuto fare i carotaggi per capire cosa effettivamente nascondesse il sottosuolo dello stadio. Fatto sta che ora non si sa come si procederà. Gli archeologici continueranno a scavare ma la sistemazione finale dell’area rimane mistero fitto. Intanto la scoperta di ottobre è probabilmente il ritrovamento archeologico più importante fatto finora in questo territorio dopo quello, risalente all’inizio del secolo scorso, dei resti di Suessola, la città prima osca e poi etrusca ubicata quattro chilometri a nord di Acerra. A ottobre la soprintendenza archeologica ha dichiarato “il fermo lavori” nell’area del cantiere in cui si sta procedendo al rinvenimento dei reperti. Poi è successo quello che è successo. Il ministero delle Infrastrutture ha preso atto che l’area archeologica, automaticamente protetta da leggi molto restrittive in materia, dovrà rimanere tale.