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Il Vesuvio ancora una volta in fiamme

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Più di una decina di ettari di macchia mediterranea distrutti dal fuoco. Le fiamme si sono diffuse dalla Strada Matrone fin sul versante meridionale del Gran Cono.

Nel pomeriggio di ieri una spessa coltre di fumo si alzava dal versante meridionale del Vesuvio, molto probabilmente, a detta di alcuni testimoni in zona Belvedere (quota 800 mslm), le fiamme si sarebbero sprigionate dalla strada Matrone, antica strada carrozzabile percorsa da una “busvia” che conduce i turisti da Trecase fino a quota 1000 sul versante Ottavianese. Nel tardo pomeriggio il fuoco si è propagato fin sopra il Cratere, sul suo lato sud e dove in serata erano evidenti, da Torre del Greco, almeno tre focolai.

Da una visione più panoramica della situazione era invece visibile una sorta di fronte igneo che abbracciava gran parte di quel versante del Vulcano, quello più rigoglioso. L’intervento dei Vigili del fuoco, interrotto con l’imbrunire, riprenderà domani con le prime ore del giorno, nella speranza che l’incendio non raggiunga la preziosissima pineta del Tirone, inserita nella riserva integrale Tirone/Alto Vesuvio.

Inutile sottolineare il danno inestimabile che subisce ancora una volta il fragile e già martoriato ecosistema del Parco Nazionale del Vesuvio; quest’ultimo evento oltre agli incendi scoppiati a fine agosto, mostrano la sua vulnerabilità di fronte all’azione dell’uomo e della natura. A tal proposito voci diffuse su facebook sosterrebbero senza dati probanti la tesi dolosa dell’incendio ma allo stato attuale riteniamo premature tali ipotesi non supportate da dati ufficiali; come da scartare anche l’altra voce che, sempre attraverso il social network, vorrebbe l’incendio frutto di fiamme appiccate ad una discarica. A quell’altezza, tra gli 800 e i 1.050 metri, non esistono discariche ma solo rocce e vegetazione.  foto