Home Memoria e Presenza Il rifornimento idrico di Somma Vesuviana: storia e memoria

Il rifornimento idrico di Somma Vesuviana: storia e memoria

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Dopo secoli di attesa il sogno dei cittadini sommesi diventò realtà. Domenica 4 agosto 1912 le prime quattro fontanine pubbliche furono inaugurate con una solenne cerimonia alla presenza del Sindaco Michele Troianaiello, autorità civili, religiose e militari. Nella città tutta imbandierata e allietata dalle musiche della banda musicale cittadina, il popolo manifestò immensa gioia.

Nel 1861 le risorse idriche del Comune di Somma – come riferisce il compianto studioso Giorgio Cocozza – dipendevano unicamente dalla Divina Provvidenza. Infatti, lungo tutti i secoli della sua storia, il popolo sommese per approvvigionarsi d’acqua aveva fatto ricorso alle cisterne private e pubbliche esistenti sul territorio. Tra le cisterne più antiche, che fornirono l’acqua ai cittadini di Somma, ricordiamo quella del convento di San Domenico, quella del convento di Santa Maria del Pozzo, quella della contrada Seggiari e infine la più grande costruita in piazza Trivio tra il 1862 e il 1864. Per la loro importanza sono da menzionare l’antichissimo pozzo sorgivo della Villa Paradiso di Santa Maria del Pozzo e i due pozzi anch’essi sorgivi della grancia gesuitica di San Sossio.  L’acqua delle cisterne, scarsamente igienica e spesso veicolo d’infezioni epidemiche, non dava la necessaria sicurezza specie nei mesi estivi. Tale situazione spinse nel 1892 i Comuni di Cercola, San Sebastiano, Massa di Somma, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Ottaviano a consorziarsi per affrontare unitariamente la soluzione del problema. La sede del consorzio fu fissata nel Comune di Cercola. A rappresentare gli interessi di Somma in seno al neo-consorzio furono chiamati il Sindaco Michele Troianiello e l’assessore avv. Francesco Auriemma, ai quali fu anche concesso l’incarico di redigere un regolamento interno e di stabilire i contatti con le ditte che avevano il compito di costruire un acquedotto capace di addurre circa 4500 mc di acqua al giorno dalla collina di Cancello ai sopra citati Comuni. L’incarico di redigere il progetto di massima per la realizzazione dell’opera fu affidato all’ing. Benedetto Marzolla, esperto in costruzioni idrauliche. Purtroppo, le difficoltà finanziarie delle singole municipalità e la complessità dei rapporti tra gli enti interessati non consentirono la realizzazione della progettata opera. Mentre si dibatteva del problema in seno al consorzio, l’ing. Petot Henry, direttore dell’acquedotto vesuviano, società satellite della “Compagnie d’Enterprises des Conduites d’Eau” di Liegi, con autonoma decisione iniziò la costruzione di una conduttura da Cancello a Sant’Anastasia, volgendola verso San Giorgio a Cremano, Portici e Torre, disgregando in tal modo l’unità dei Comuni già consorziati. Il Comune di Somma Vesuviana, rimasto ormai isolato rispetto al nuovo acquedotto, per far fronte al problema acquistò dal Comune di Napoli negli anni 1894-1895 acqua di Serino per distribuirla alle famiglie povere del centro abitato. L’acqua giungeva a Somma in vagoni cisterna con la ferrovia Napoli – Ottajano. Non mancarono nel tempo studi e proposte per valorizzare le sorgenti d’acqua della zona di proprietà della Provincia di Napoli. Fu esaminata, inoltre, di derivare l’acqua del Serino dai vicini comuni di Sant’Anastasia, Marigliano, Piazzolla di Nola, che erano già serviti da un acquedotto. Si cercò di consorziarsi con il Comune di Ottaviano, che era alle prese con il medesimo problema. All’improvviso, però, sopraggiunse la spaventosa eruzione del Vesuvio del 1906, che costrinse gli amministratori dei Comuni interessati ad accantonare l’iniziativa per mancanza di fondi necessari. In conseguenza dei gravissimi danni provocati dall’eruzione, lo Stato emanò una legge speciale – n°390 del 19 luglio 1906 – per aiutare le popolazioni maggiormente colpite. Tra le provvidenze vi era la concessione ai Comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Boscotrecase, Somma Vesuviana e San Gennaro di Palma (ora Vesuviano) di mutui di favore per la provvista d’acqua potabile, ammontanti complessivamente a 800.000 lire. La costituzione del nuovo Consorzio – continua Giorgio Cocozza –  per l’Acquedotto Vesuviano fu formalizzata con decreto prefettizio del 18 aprile 1908 e la sua sede fu fissata nel Comune di Ottaviano. Ognuno dei cinque Comuni, però, nel tempo cercava di far prevalere le sue ragioni e propri interessi in particolare per la decisione riguardante la qualità d’acqua da prescegliere e il progetto tecnico da adottare. La scelta, dopo varie polemiche, cadde sul progetto della menzionata “Compagnie d’Enterprises des Conduites d’Eau” che fu valutato il più adatto allo scopo e dava inoltre maggiore garanzia per la canalizzazione dell’acqua del Serino. Le trattative con la Compagnia di Liegi terminarono con un compromesso stipulato il 28 settembre 1908 che in sostanza s’impegnava a eseguire l’intera opera senza eccedere la somma di 800,000 lire stanziata dallo Stato. Tale compromesso fu approvato definitivamente dal Regio Commissario prefettizio con atto del 16 gennaio 1909. Seguì il contratto del 6 agosto 1910 che prevedeva la derivazione dell’acqua del Serino dalla collina di Cancello mediante una condotta di ghisa di 400 mm di diametro che si allacciava, in quella località, con l’acquedotto napoletano che alimentava la Città di Napoli e in seguito la costruzione di reti interne per la distribuzione nei cinque Comuni consorziati, con relativi serbatoi, apparecchiature e macchine per l’elevazione dell’acqua.

Il Comune di Somma dovette però superare un altro inconveniente dovuto al fatto che l’attuazione del progetto tecnico della Compagnia di Liegi dell’ottobre 1908 negava l’acqua di Serino a importanti frazioni sommesi tra cui S. Maria del Pozzo, Alaia, Termini di Nola, Seggiari e Reviglione. Grazie all’interessamento degli Onorevoli Gargiulo e Guarracino, la ditta assuntrice dei lavori elaborò un progetto suppletivo per eliminare gli inconvenienti. Intanto il tempo passava e la costruzione della tubazione interna non progrediva. Neanche il colera del 1911 riuscì a imprimere un ritmo più sostenuto ai lavori. Purtroppo di ritardi se ne accumularono ancora tanti. Finalmente dopo secoli di attesa il sogno dei cittadini sommesi diventò realtà. Domenica 4 agosto 1912 le prime quattro fontanine pubbliche furono inaugurate con una solenne cerimonia alla presenza del Sindaco Troinaiello, autorità civili, religiose e militari. Nella città tutta imbandierata e allietata dalle musiche della banda musicale cittadina, il popolo manifestò immensa gioia. Le fontanine furono installate una nel Rione Casamale, una in via Trivio (dove era ubicato il corpo della polizie municipali), uno all’angolo di via Margherita ed una nel Rione Costantinopoli (all’angolo tra la vecchia Chiesa e la vecchia via di Nola).  Dopo tutti gli sforzi compiuti per portare l’acqua potabile a Somma Vesuviana, non tutti i cittadini ebbero la possibilità di allacciare le proprie abitazioni alla rete idrica interna. Soltanto poche agiate famiglie poterono inizialmente vantare l’acqua di Serino. Nel 1932 gli utenti privati erano appena 198. Diventarono 210 nel 1935. Tra le cause vi erano il monopolio degli allacciamenti privati e i forti costi per le “prese d’acqua” non sopportabili dai cittadini di modeste condizioni economiche. L’Amministrazione Comunale, inteso ciò, decise di ampliare, a sue spese, la rete di distribuzione interna per offrire il desiderato servizio.  A tal fine fu progettata la canalizzazione di ben altre 16 vie (Formosi, Giudecca, Piccioli, via Nuova, Dogana Vecchia, Macello Vecchio (Tirone), Annunziata, S. Croce, San Filippo, Paradiso, Sant’Anna, Cerciello, Bosco, Seggiari e Reviglione). In realtà l’utenza privata si sviluppò rapidamente solo nel trentennio 1951 – 1981 e per corrispondere alla crescente domanda di acqua furono costruiti tra il 1976 ed il 1987, altri grandi serbatoi nelle seguenti località: uno nei pressi del Castello De Curtis, uno lungo la strada panoramica di castello ed uno a S. Maria a Castello, nei pressi del Santuario. Il resto è storia attuale.