Nella città simbolo del mondo operaio e industriale napoletano la segreteria locale del Partito Democratico ha organizzato per stasera un dibattito sulle fabbriche. Ma senza la Fiom. Proprio così. Nella locandina che pubblicizza l’evento fissato per le 18 nel salone della ex Distilleria di Pomigliano si possono distinguere tra gli invitati i nomi del sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore e dei segretari nazionali e regionali delle organizzazioni sindacali di categoria di Fim Cisl, Uilm e Fismic, Marco Bentivogli, Antonello Accurso e Roberto Di Maulo, cioè di quasi tutti i sindacati metalmeccanici maggiormente rappresentativi di Fiat, Avio, Alenia,Tiberina, La Gatta, ex Hitachi, Dema, questi i nomi di alcuni dei grandi stabilimenti della zona. La Fiom, però, non c’è. Non è stata invitata. Apriti cielo. Ne è nata una polemica esplosiva a pochi giorni da queste delicatissime elezioni per il Pd, dato nei sondaggi in netto svantaggio. Ieri il segretario nazionale della Fiom per il settore auto, Michele De Palma, ha diramato un comunicato circa la manifestazione di stasera organizzata dal segretario cittadino del Pd di Pomigliano, Vincenzo Romano. “Discriminati dal Pd, dopo essere stati discriminati dalla Fiat” – critica De Palma – ” questa esclusione ci ha particolarmente colpito perché noi quando abbiamo organizzato delle iniziative a Pomigliano abbiamo invitato tutte le forze politiche senza alcun pregiudizio. Constatiamo che invece il Partito Democratico ha un pregiudizio nei confronti della Fiom. Non ci hanno contattato né a livello nazionale né a livello territoriale”. “Comunque i lavoratori faranno le loro valutazioni- avverte il dirigente dei metalmeccanici Cgil – ma è chiara la scelta che fa il Pd, che è quella di escludere il più grande sindacato dei metalmeccanici da un confronto sui temi del lavoro: discrimina un’ organizzazione sindacale rispetto alle altre in campagna elettorale”. Certo è che le divisioni nel sindacato sono evidenti. “Noi – replica però il dirigente Fiom – abbiamo posizioni molto chiare sull’articolo 18 e sul Jobs Act ma il punto è che in un luogo simbolico come Pomigliano, dove abbiamo subito una discriminazione da parte della Fiat, tutto ci aspettavamo tranne che di subire lo stesso trattamento da un partito che si chiama democratico. Con la differenza che l’azienda, dopo la sentenza, ci ha riconosciuto…”. “Nell’ambito dei rapporti interpersonali – replica intanto a distanza Vincenzo Romano – avevamo invitato un esponente della Cgil, che però non ha dato la sua disponibilità. Noi siamo aperti a tutti per cui non vedo la polemica. Per me non esiste: chiunque vorrà venire all’evento sarà ben accetto”. Romano non vuole rivelare il nome dell’esponente della Cgil. “Cosa c’entra la Cgil ? – rintuzza Francesco Percuoco, segretario provinciale della Fiom di Napoli e provincia – noi stiamo parlando dei sindacati di categoria, dei metalmeccanici, e noi della Fiom assolutamente non siamo stati contattati dal Pd di Pomigliano per l’evento nella ex Distilleria”. Percuoco afferma che molti lavoratori delle grandi fabbriche lo hanno chiamato per esprimere tutta la loro contrarietà alla linea assunta da Romano, che è alla guida del Pd di Pomigliano da novembre, ma che non viene riconosciuto da una fetta consistente del partito, fronda che ha ormai assunto il nome de “l’altro Pd”. Una componente che ha tra i suoi leader Giovanni Russo, consigliere comunale. “Il mio Pd – la stoccata di Russo – avrebbe sicuramente invitato per primo il segretario della Fiom o della Cgil”.



