Ci sono momenti nella vita in cui il silenzio diventa complicità. Questo è uno di quei momenti.
Come redazione de Il Mediano sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente la nostra vicinanza e solidarietà a Monica Cito, collega e donna che da anni combatte con una malattia difficile e dolorosa, e che oggi si trova a dover affrontare non soltanto le angosce della situazione, ma anche gli attacchi meschini provenienti da Brusciano, da chi vorrebbe trasformare il suo dolore in un’arma politica.
È inaccettabile. Non solo perché offende una persona che sta lottando con coraggio, ma perché ferisce l’intera comunità. “Il dolore condiviso diventa più leggero”, scriveva Goethe: Monica ha scelto di raccontare la propria battaglia non per esibizione, ma per donare a chi legge una speranza, un esempio, una testimonianza di verità.
Definire “vittimismo” la sua scelta è non soltanto ingiusto, ma disumano. È segno di una politica che smarrisce il senso più autentico dell’impegno pubblico: l’umanità. “Non si governa una città senza cuore” – lo dimostrano queste parole che pesano più di mille programmi elettorali.
Monica non chiede pietà. Chiede rispetto. E noi siamo con lei e con tutte le persone che trovano forza nei suoi scritti. Raccontare la malattia non è mai un atto di debolezza: è semmai un atto di straordinario coraggio.
A chi l’ha insultata, resta soltanto la miseria delle proprie parole. Alla comunità civile resta invece un esempio luminoso: quello di una donna che continua a lottare, che non rinuncia alla verità, che trasforma la sofferenza in un messaggio d’amore.
E a Monica vogliamo dire: “Continua a scrivere. Non smettere mai. La tua voce è un bene per tutti noi”.



