POMPEI – Nuovi elementi finiscono al vaglio della Procura di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulle recenti elezioni amministrative di Pompei. Come riportato da Il Mattino, agli atti dell’indagine sono stati acquisiti alcuni file audio contenuti in una pen drive recapitata agli inquirenti insieme a una lettera anonima nella quale vengono descritti presunti episodi di compravendita di voti e attività riconducibili a possibili forme di corruzione elettorale.
Tra i messaggi vocali consegnati alla magistratura ce n’è uno particolarmente delicato. Una donna racconta di aver assistito alla consegna di 20 euro a un elettore che avrebbe dichiarato di non aver ancora votato. Secondo il contenuto dell’audio, il destinatario del denaro sarebbe stato invitato a esprimere precise preferenze sulla scheda elettorale.
La documentazione sarà ora esaminata dagli investigatori che dovranno verificarne autenticità, provenienza e attendibilità. L’inchiesta era già stata aperta nei giorni successivi al primo turno delle amministrative dopo alcuni controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’interno dei seggi.
Al centro degli accertamenti vi sono tre episodi distinti di elettori sorpresi ad aver fotografato la propria scheda elettorale. In due casi, secondo quanto emerso, le immagini avrebbero mostrato la preferenza per la stessa candidata. Circostanza che ha spinto la Procura ad approfondire la vicenda per comprendere se si sia trattato di semplici violazioni delle norme sulla segretezza del voto oppure di comportamenti collegati a un possibile sistema di controllo delle preferenze espresse dagli elettori.
I cellulari sequestrati sono stati affidati ai consulenti incaricati delle analisi tecniche. Secondo quanto riferito da Il Mattino, su uno dei dispositivi sarebbero stati individuati anche appunti e riferimenti a presunti compensi economici che variavano da 20 a 50 euro per voto.
Le verifiche proseguono nel massimo riserbo. Al momento non risultano contestazioni definitive e sarà l’attività investigativa a stabilire se dietro gli episodi segnalati si nasconda un vero sistema di voto di scambio oppure singole condotte prive di rilevanza penale.







