Dietro la misteriosa scomparsa di Francesco Vorraro potrebbe nascondersi una vicenda fatta di investimenti, denaro affidato da terzi e rapporti economici deteriorati. È questa la pista che gli investigatori stanno seguendo dopo il fermo di quattro persone ritenute coinvolte nel presunto sequestro dell’imprenditore, svanito nel nulla lo scorso 9 febbraio.
Secondo la ricostruzione emersa dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Vorraro avrebbe gestito consistenti somme di denaro provenienti da alcuni investitori privati. La cifra emersa dalle indagini si attesterebbe sui 250mila euro. Parte di queste risorse sarebbe stata destinata ad attività commerciali e operazioni di import-export con società attive nell’Est Europa, attraverso un sistema di compravendite e trasferimenti economici che oggi è al centro degli accertamenti.
Gli inquirenti ipotizzano che proprio la gestione di questi capitali possa aver generato tensioni e contrasti. Vorraro avrebbe accumulato una situazione debitoria nei confronti di diversi soggetti che gli avevano affidato denaro, aspettandosi rendimenti o la restituzione delle somme investite. Tra questi figurerebbero anche persone finite successivamente sotto la lente della magistratura.
L’ipotesi investigativa è che il 9 febbraio l’imprenditore sia stato attirato a un incontro con alcuni ex soci o conoscenti. Da quel momento sarebbe stato condotto in una zona isolata, dove sarebbe stato interrogato e costretto a fornire informazioni sui movimenti di denaro, sulle attività economiche gestite e sull’ubicazione delle somme investite.
Gli investigatori ritengono che l’obiettivo iniziale fosse quello di recuperare il denaro ritenuto perduto. La morte dell’uomo, tuttavia, non sarebbe stata prevista nel piano originario ma sarebbe sopraggiunta durante o dopo il sequestro. Una circostanza che resta ancora tutta da chiarire.
Il corpo di Vorraro non è mai stato ritrovato. Proprio per questo il procedimento resta incentrato su una presunta lupara bianca, mentre proseguono le ricerche in terreni e aree rurali del Vesuviano alla ricerca di elementi che possano confermare definitivamente la ricostruzione accusatoria.






