Si è svolta negli Emirati Arabi Uniti la 3ª Conferenza Internazionale sul Dialogo delle Civiltà e la Tolleranza (IDCT 2026), promossa dall’Emirates Scholar Center for Research and Studies (ESCRS) insieme alla Casa della Famiglia Abramitica, all’Associazione dei Giornalisti degli Emirati, alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e a numerose organizzazioni pubbliche e private provenienti da decine di Paesi.
L’iniziativa, inserita nell’ambito dell’Anno della Famiglia 2026 proclamato dagli Emirati Arabi Uniti, ha riunito esponenti istituzionali, accademici, leader religiosi, innovatori e rappresentanti della società civile per discutere le sfide poste dall’intelligenza artificiale, dai nuovi media e dalle profonde trasformazioni che stanno interessando le comunità e le famiglie in tutto il mondo.
Tra gli interventi di maggiore rilievo quello di George Guido Lombardi, Presidente del Republican Liberty Caucus ed ex consigliere del Presidente Donald Trump, che ha affrontato uno dei temi più delicati dell’era digitale: il rapporto tra intelligenza artificiale, verità ed etica.
Nel suo intervento, Lombardi ha sostenuto la teoria della natura relazionale della verità, affermando che la verità non debba essere considerata come un’entità assoluta e indipendente, ma come il risultato di una relazione tra un’affermazione e un fatto oggettivamente verificabile. Secondo questa visione, la verità emerge dall’allineamento tra percezione e realtà e si configura come una relazione dinamica tra ciò che viene affermato e ciò che può essere dimostrato.
Lombardi ha inoltre evidenziato come questo principio sia particolarmente importante nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. In assenza di una corretta comprensione della relazione tra fatti, significati e realtà condivisa, il rischio è quello di sviluppare sistemi artificiali incapaci di distinguere adeguatamente tra realtà, interpretazione e manipolazione dell’informazione.
Nel corso della sua relazione, il relatore ha sottolineato che la verità non coincide semplicemente con l’accuratezza di un’affermazione, ma rappresenta la corretta relazione tra persone, significati, fatti e mondo vissuto. Una riflessione che si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla necessità di garantire uno sviluppo dell’intelligenza artificiale fondato su principi etici, trasparenza e responsabilità.
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Alla conferenza ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, Lorenzo Fanara, la cui presenza ha confermato l’attenzione delle istituzioni italiane verso i temi del dialogo interculturale, della cooperazione internazionale e della governance delle nuove tecnologie.
La conferenza ha rappresentato ancora una volta un importante momento di confronto tra culture, religioni, istituzioni e mondo accademico, consolidando il ruolo di Abu Dhabi come centro internazionale di riferimento per la promozione della tolleranza, della convivenza pacifica e della cooperazione tra i popoli nell’era digitale.






