Il 71esimo compleanno del maestro James Senese: strepitoso concerto al Vulcano Buono dei Napoli Centrale

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Il grande musicista napoletano con la sua band storica ha entusiasmato il pubblico accorso ieri sera nel centro commerciale di Nola.  

“O nonno mio teneva sittant’anne quann murett: è una canzone nostra, dei Napoli Centrale. Ma…pensate un po’: tra poco, a mezzanotte, compirò 71 anni”. La battuta dal sapore agrodolce del maestro James Senese fa scaturire all’istante un mare di applausi. Il compleanno del grande sassofonista, mitica voce dei Napoli Centrale, è dietro l’angolo, ormai di lì a pochi minuti, a mezzanotte, e il pubblico accorso per vederlo ieri sera al Vulcano Buono (concerto gratuito ndr) gli tributa la standing ovation. E’ un grande concerto quello che il vecchio-giovane James regala alla gente nella cornice insolita del centro commerciale di Nola. Del resto con lui suonano musicisti di prima categoria, dei veri fuoriclasse: Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere e Fredy Malfi alle percussioni. Sul palco c’è tutto il cuore pulsante dei Napoli Centrale, il mitico gruppo del neapolitan sound anni Settanta, nel quale fece qualche apparizione anche il re dei re di questo magico suono partenopeo, Pino Daniele, del quale proprio in questi giorni cade il primo anniversario dalla sua scomparsa. Nel concerto al Vulcano Buono si sente la sua presenza. E’ forte. Si sentono anche i suoni del primo Daniele, che alla fine sono stati i suoni di tutto quel movimento musicale di quegli anni del quale, non a caso, i Napoli Centrale erano riferimento di punta. Quando infatti James e i suoi passano dalla “mio nonno murett a sittant’anne” alla più dinamica  “acquaiò, l’acqua è fresc” ritornano prepotentemente, ma in una versione giustamente attualizzata, le suggestioni della stella polare Miles Davis e dei migliori Weather Report, quelli dell’incredibile album Black Market, quei Wayne Shorter, Joe Zawinul e Jaco Pastorius al cui concerto tenuto al Palapartenope, negli anni Ottanta, James, star ormai consolidata dalle parti italiche, era seduto in prima fila (gli strappai un autografo su un biglietto della circumvesuviana, che all’epoca era grosso, ndr). La serata a Nola prosegue intanto tra le fantastiche perfomance del sax del maestro, come al solito limpido e potente, della tastiera magica e geniale di Vitolo, del basso perfetto ed eclettico di De Rienzo e della fantasiosa quanto travolgente batteria di Malfi. Ma alle undici e trenta i Napoli Centrale si fermano. Sono sfiniti. Sembra che stiano per andare via. Ora però tocca alla gente a sorprendere i nostri musicisti d’eccezione: scatta un inatteso “tanti auguri a te”. Lo cantano tutti. Fredy Malfi ci scerza sopra: “Ma lo sapete che porta sfortuna cantare gli auguri prima della mezzanotte? E poi se aspettiamo che il Vulcano Buono ci porti lo champagne….”. E’ a questo punto che James ci ripensa. Contrordine: tutti di nuovo ai posti di combattimento. C’è il bis, travolgente e sensuale come la musica di pochi minuti prima. Ancora qualche canzone e poi tutti a casa. Tutti a dormire col ricordo di un suono che le nuove generazioni proprio non riescono a bissare, restando impantanate nella palude del neo melodico di turno. Ma, si sa: è il segno dei tempi.

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