Riceviamo e pubblichiamo
Ringrazio con il cuore tutta la mia comunità, le forze politiche, i cittadini e tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato vicinanza e affetto alla mia famiglia per il grave lutto che ci ha colpiti. La perdita di mio figlio segna per sempre la nostra vita. È un dolore immenso, che porterò dentro ogni giorno della mia esistenza. Da oltre dieci anni combatto per la giustizia sociale, per chi non ha voce, per chi si è sentito solo davanti alla burocrazia, all’indifferenza e alle false promesse. In questo lungo percorso ho incontrato persone in difficoltà, famiglie dimenticate, cittadini che chiedevano soltanto rispetto, diritti e dignità. Molti sanno che per questa battaglia ho sacrificato tempo alla mia famiglia. L’ho fatto perché credevo — e continuo a credere — che nessuno debba essere lasciato indietro. E proprio la mia famiglia è sempre stata la mia forza, il mio sostegno, la mia motivazione. Oggi il dolore che vivo è immenso e chiedo che resti, per quanto possibile, nella sfera più privata. Ma allo stesso tempo sento ancora più forte il dovere morale e civile di continuare il mio impegno pubblico. Da questo dolore nasce anche una nuova responsabilità: l’associazione che porterà il nome di Giuliano Cefalo, che camminerà accanto al mio impegno politico e sociale, nel segno dei valori che hanno guidato la nostra vita. Se ieri ho combattuto contro la burocrazia, contro le false professionalità e contro chi ha preferito il silenzio o la complicità, oggi quella battaglia sarà ancora più determinata. Non ci saranno più scuse. Non ci saranno più rinvii. Chi ha responsabilità dovrà dare risposte chiare, immediate e trasparenti. Il tempo del pressapoco è finito. Continuerò ad esserci. Sarò presente, sarò voce e sarò azione. Oggi più che mai. Maria Pangiroli Segretario PSI – Somma VesuvianaBoscofangone, rimossi i rifiuti lungo la SP87 dopo la diffida del Comune
Riceviamo e pubblichiamo
Sono stati rimossi i rifiuti abbandonati nell’area di Boscofangone, lungo l’Alveo Gaudo e la bretella della SP87. Un intervento che ha permesso di restituire decoro a una zona più volte segnalata per la presenza di sversamenti abusivi.
La pulizia dell’area effettuata dalla SMA, per conto della Regione Campania, è stata avviata dopo la diffida formale del Comune di Nola, che ha imposto agli enti competenti di intervenire per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza del sito. L’iniziativa è stata portata avanti in sinergia con la dirigente dell’area tecnica del Comune di Nola, Annunziata Lanzillotta.
Il tratto stradale negli ultimi tempi era diventato un punto critico per l’abbandono di rifiuti di ogni genere, con evidenti conseguenze di degrado ambientale e di disagio.
Nel frattempo la strada è stata completamente chiusa al traffico, proprio per evitare nuovi sversamenti e impedire che l’area possa essere nuovamente utilizzata come discarica abusiva.
La chiusura della strada non ha carattere definitivo, ma rappresenta una misura temporanea, adottata per evitare nuovi sversamenti di rifiuti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Ruggiero sta infatti lavorando, di concerto con Città Metropolitana di Napoli e Regione Campania, al ripristino della strada e alla conseguente riapertura della circolazione, trattandosi di una bretella di collegamento di fondamentale importanza per il territorio.
“Era una situazione che non potevamo più tollerare. Grazie alla nostra netta presa di posizione – dichiara l’assessore all’Ambiente Vincenzo Scolavino – abbiamo ottenuto la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell’area. Parliamo di uno scempio ambientale che offende il territorio e crea disagi ai cittadini”.
“L’operazione di pulizia è un primo importante passo, ma – aggiunge Scolavino – è necessario intervenire anche sulle cause che determinano l’allagamento della strada, per fare in modo che torni ad assolvere la propria funzione e soprattutto per strapparla definitivamente al degrado”.
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Pomigliano D’Arco, Il Liceo Imbriani trionfa al Certamen di Greco a Molfetta
Si è svolta il 26 febbraio la competizione del Certamen di Greco a Molfetta “Cia Vangi Drago – Apò Skenés”. Le vincitrici sono Giusy Terracciano e Linda Carbone, due studentesse di Pomigliano d’Arco, in particolare della 5ª A Classico del Liceo Vittorio Imbriani, diretto dalla preside Iervolino e seguite dalla docente Luisa Campana, che ha raccontato a caldo le emozioni legate a questo importante risultato.
Che cosa rappresenta per il liceo Vittorio Imbriani questo traguardo?
Il primo e il secondo posto in un Certamen nazionale di greco antico rappresentano un traguardo luminoso. Luce candidiorenota, scriverebbe Catullo, ossia “Segna questo giorno col segno più luminoso”. La vittoria di Giusy e di Linda, le mie alunne di VAc, è il successo di due studentesse motivate e studiose, ma è anche la conferma della ‘mission’ educativa dell’Imbriani, una scuola che crede nella cultura come condicio sine qua non nella costruzione del futuro dei suoi ragazzi. Un riconoscimento particolare va alla Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Iervolino, che è il motore di queste iniziative e che, soprattutto, crede nell’impatto della formazione classica della generazione 2.0.
Come si sono preparati gli studenti per affrontare questa prova?
Il tema prescelto dalla Commissione per la seconda edizione del Certamen Apò Skenés è stato la Medea, l’immortale tragedia di Euripide, composta nel 431 a.C., mentre le fosche nubi della guerra del Peloponneso si addensavano su Atene. Per concorrere al Certamen abbiamo cercato prima di ‘vertere’ il testo dal greco, verso dopo verso, per coglierne le sfumature, per ascoltare quello che Euripide continua a dirci, a chiederci. Questa è la magia dei classici: fanno domande scomode e profonde, come gli amici veri. Per questo da secoli continuiamo ad amarli.
Come si è svolta la competizione? Quanti erano i partecipanti totali? Provenivano da tutta Italia?
La competizione si è svolta nella splendida cornice di Molfetta, dove si tiene il Certamen in onore di un’insigne professoressa di Latino e Greco, Cia Vangi Drago. Hanno gareggiato studentesse e studenti dei licei italiani, provenienti da tutta la penisola. Tutti si sono cimentati con la traduzione e il commento di un passo tratto dall’ultimo episodio della tragedia. A presiedere la commissione di grecisti il prof. Franco Montanari, autore del vocabolario GI.
Avete in programma altre iniziative o competizioni a cui intendete partecipare?
In questo momento l’Imbriani è una fucina di studenti che si preparano per nuove sfide. Tra qualche giorno parteciperemo al Certamen Senecanum e poi al Sallustianum a L’Aquila. Spesso sono gli alunni stessi a chiedermi di partecipare e tutti si impegnano con passione, superando difficoltà e puntando a nuovi orizzonti di consapevolezza, all’insegna del sapere aude, dell’avere il coraggio di sapere. In questi ultimi anni abbiamo realizzato molti successi, riportando spesso il primo posto nelle competizioni nazionali ed internazionali, con cui i nostri studenti sono entrati nell’albo delle eccellenze nazionali: il CertamenHoratianum, il Nolanum, le Olimpiadi classiche, il prestigioso Certamen Ciceronianum. Competizioni e certamina ci avvicinano ai classici e a quelle pagine che, quanto più sono lontane nel tempo, tanto più vibrano della nostra stessa modernità. Come Medea, un’outsider, un’extracomunitaria, una donna sola, un’esule prima ancora che una donna tradita e terribilmente vendicativa. Fin qui il mio lavoro. Penso che un bravo docente sia come Dedalo: si limita a forgiare le ali dei suoi alunni e ad assisterli nel volo.
Alla luce di questo risultato, cosa risponderebbe a chi sostiene che il liceo classico sia un indirizzo ormai superato, viste le statistiche che dimostrano il calo delle iscrizioni?
Rispondo che il liceo classico è non solo vivo, ma pronto ad accogliere le sfide più disparate della modernità. Perché da sempre al liceo classico applichiamo il metodo del problem solving: decodificare un testo greco o latino, scegliere con pazienza il significato migliore, fare ipotesi, ricodificare in italiano significa abituarsi a risolvere problemi, a intus legere, a leggere dentro le cose, prima ancora dell’AI.
A questo proposito si è espressa la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Maria Iervolino, presente alla Cerimonia di premiazione a Molfetta, che ha sottolineato come iniziative di pregio quale il Certamen Apò Skenés – Premio Cia Vangi Drago contribuiscano a dare risalto alla modernità delle lingue classiche, capaci di sviluppare anche il pensiero logico, come confermato dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo. Inoltre, sostiene che le tragedie greche sono “lievito per la contemporaneità”: la Medea in particolare ci porta a riflettere su temi di scottante attualità.Il successo di Giusy Terracciano e Linda Carbone rappresenta quindi non solo un importante riconoscimento personale, ma anche una testimonianza della vitalità e dell’attualità della formazione classica. In un contesto in cui spesso si discute del futuro del liceo classico, risultati come questo dimostrano come lo studio dei testi antichi continui a formare menti critiche, capaci di interpretare il presente con profondità e consapevolezza. Infatti, qualche giorno fa hanno incontrato il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo che ha consegnato loro un riconoscimento sostenendo: “Studio serio e appassionato continua a produrre eccellenza e talento”
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Lavoro e divario di genere: in Italia 7,7 milioni di donne fuori dal mercato
Il peso della cura familiare
Le differenze tra uomini e donne emergono anche nelle motivazioni che portano a restare fuori dal mercato del lavoro.
Tra gli uomini, quasi la metà dei casi di inattività (48,2%) è legata allo studio. Per le donne, invece, la situazione è molto diversa: il 34,2% resta inattivo per dedicarsi alla cura di figli o familiari, mentre tra gli uomini questa percentuale si ferma appena al 2,5%.
Un dato che evidenzia come il lavoro di cura continui a ricadere in gran parte sulle donne, riflettendo un sistema di welfare che spesso delega alla famiglia e in particolare alla componente femminile la gestione dell’assistenza domestica.
Il lavoro invisibile
Va inoltre considerato che i dati sull’inattività non includono chi lavora in modo irregolare.
Molte persone, soprattutto nel settore domestico, svolgono attività senza contratto e quindi non risultano occupate nelle statistiche ufficiali. In questo ambito il tasso di irregolarità è molto elevato e raggiunge circa il 47%.
Il momento più critico: la nascita di un figlio
Il divario tra uomini e donne diventa ancora più evidente con l’arrivo dei figli.
Quando in famiglia c’è un bambino sotto i cinque anni, il tasso di occupazione delle madri scende al 58,3%, mentre quello dei padri sale fino al 92%.
Il fenomeno emerge anche dai dati sulle dimissioni volontarie. Nel 2024 il 69,5% dei genitori che hanno lasciato il lavoro con figli sotto i tre anni erano madri, per un totale di oltre 42mila dimissioni.
Le ragioni sono diverse: mentre gli uomini spesso cambiano lavoro per migliorare la propria carriera, quasi la metà delle madri si dimette a causa della difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, spesso per la mancanza di servizi adeguati.
Contratti part-time e salari più bassi
Anche quando riescono a entrare nel mercato del lavoro, le donne si trovano più frequentemente in condizioni di precarietà.
Secondo i dati sulle nuove assunzioni del 2025, quasi il 48,7% dei contratti femminili è part-time, spesso non per scelta ma per mancanza di alternative.
Questa situazione contribuisce ad alimentare il fenomeno del cosiddetto “low pay”, cioè il lavoro a bassa retribuzione. In Italia il 17,6% delle lavoratrici dipendenti percepisce un salario orario inferiore ai due terzi della mediana nazionale.
Un divario ancora aperto
Per molte donne questa non è una fase temporanea della carriera, ma una condizione che può incidere a lungo sulla stabilità economica e sull’autonomia personale.
I numeri mostrano come la disparità nel lavoro non dipenda soltanto da scelte individuali, ma da fattori strutturali legati ai servizi, all’organizzazione del lavoro e alle politiche familiari.
Secondo molti osservatori, colmare questo divario richiede interventi concreti: servizi per l’infanzia più accessibili, congedi parentali più equilibrati tra madri e padri e politiche strutturali di sostegno all’occupazione femminile.
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Marigliano, lotta all’abusivismo al mercato del lunedì: sequestri e sanzioni da 5mila euro
Proseguono le operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale nell’area del mercato settimanale del lunedì a Marigliano. Nella mattinata di oggi la Polizia Locale è intervenuta con un nuovo servizio mirato per porre fine a una situazione di illegalità che, secondo quanto spiegato dal comando, si trascinava da anni.
L’operazione rientra in un piano più ampio avviato dall’amministrazione e dagli uffici comunali per ripristinare il rispetto delle regole nell’area mercatale, dove alcuni commercianti continuavano a svolgere attività nonostante la revoca dei posteggi disposta negli anni scorsi.
Nel corso dei controlli effettuati questa mattina dagli agenti della Polizia Locale è stato sanzionato un commerciante che risultava privo di autorizzazione valida. L’uomo, infatti, aveva il posteggio revocato già dal 2024 ma, nonostante il provvedimento amministrativo, continuava a occupare lo spazio e a vendere merce all’interno del mercato.
Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro della merce in vendita, circa 8 chilogrammi di prodotti, e alla contestazione di sanzioni amministrative per un totale di circa 5.000 euro.
Dal comando della Polizia Locale spiegano che l’operazione rappresenta solo uno dei primi passi di un’attività di controllo destinata a proseguire anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di riportare piena legalità nell’area mercatale.
“Venditori regolari e cittadini chiedono il rispetto delle regole – fanno sapere dal comando – e gli uffici stanno lavorando con determinazione proprio in questa direzione”.
L’intervento di oggi si inserisce infatti in un percorso che punta a cancellare una situazione irregolare che, secondo gli uffici comunali, si trascinava da decenni.
L’operazione è stata significativamente ribattezzata “La legalità non è un optional”, un messaggio chiaro con cui l’amministrazione intende ribadire che il mercato deve tornare a essere uno spazio regolato, dove tutti gli operatori lavorano nel rispetto delle norme e delle autorizzazioni previste.

