Somma Vesuviana, Maria Pangiroli : “Continuerò la mia battaglia per la giustizia sociale”

Riceviamo e pubblichiamo

Ringrazio con il cuore tutta la mia comunità, le forze politiche, i cittadini e tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato vicinanza e affetto alla mia famiglia per il grave lutto che ci ha colpiti. La perdita di mio figlio segna per sempre la nostra vita. È un dolore immenso, che porterò dentro ogni giorno della mia esistenza. Da oltre dieci anni combatto per la giustizia sociale, per chi non ha voce, per chi si è sentito solo davanti alla burocrazia, all’indifferenza e alle false promesse. In questo lungo percorso ho incontrato persone in difficoltà, famiglie dimenticate, cittadini che chiedevano soltanto rispetto, diritti e dignità. Molti sanno che per questa battaglia ho sacrificato tempo alla mia famiglia. L’ho fatto perché credevo — e continuo a credere — che nessuno debba essere lasciato indietro. E proprio la mia famiglia è sempre stata la mia forza, il mio sostegno, la mia motivazione. Oggi il dolore che vivo è immenso e chiedo che resti, per quanto possibile, nella sfera più privata. Ma allo stesso tempo sento ancora più forte il dovere morale e civile di continuare il mio impegno pubblico. Da questo dolore nasce anche una nuova responsabilità: l’associazione che porterà il nome di Giuliano Cefalo, che camminerà accanto al mio impegno politico e sociale, nel segno dei valori che hanno guidato la nostra vita. Se ieri ho combattuto contro la burocrazia, contro le false professionalità e contro chi ha preferito il silenzio o la complicità, oggi quella battaglia sarà ancora più determinata. Non ci saranno più scuse. Non ci saranno più rinvii. Chi ha responsabilità dovrà dare risposte chiare, immediate e trasparenti. Il tempo del pressapoco è finito. Continuerò ad esserci. Sarò presente, sarò voce e sarò azione. Oggi più che mai. Maria Pangiroli Segretario PSI – Somma Vesuviana

Boscofangone, rimossi i rifiuti lungo la SP87 dopo la diffida del Comune

Riceviamo e pubblichiamo

Sono stati rimossi i rifiuti abbandonati nell’area di Boscofangone, lungo l’Alveo Gaudo e la bretella della SP87. Un intervento che ha permesso di restituire decoro a una zona più volte segnalata per la presenza di sversamenti abusivi.

La pulizia dell’area effettuata dalla SMA, per conto della Regione Campania, è stata avviata dopo la diffida formale del Comune di Nola, che ha imposto agli enti competenti di intervenire per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza del sito. L’iniziativa è stata portata avanti in sinergia con la dirigente dell’area tecnica del Comune di Nola, Annunziata Lanzillotta.

Il tratto stradale  negli ultimi tempi era diventato un punto critico per l’abbandono di rifiuti di ogni genere, con evidenti conseguenze di degrado ambientale e di disagio.

Nel frattempo la strada è stata completamente chiusa al traffico, proprio per evitare nuovi sversamenti e impedire che l’area possa essere nuovamente utilizzata come discarica abusiva.

La chiusura della strada non ha carattere definitivo, ma rappresenta una misura temporanea, adottata per evitare nuovi sversamenti di rifiuti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Ruggiero sta infatti lavorando, di concerto con Città Metropolitana di Napoli e Regione Campania, al ripristino della strada e alla conseguente riapertura della circolazione, trattandosi di una bretella di collegamento di fondamentale importanza per il territorio.

“Era una situazione che non potevamo più tollerare. Grazie alla nostra netta presa di posizione – dichiara l’assessore all’Ambiente Vincenzo Scolavino –  abbiamo ottenuto la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell’area. Parliamo di uno scempio ambientale che offende il territorio e crea disagi ai cittadini”.

“L’operazione di pulizia è un primo importante passo, ma – aggiunge Scolavino –  è necessario intervenire anche sulle cause che determinano l’allagamento della strada, per fare in modo che torni ad assolvere la propria funzione e soprattutto per strapparla definitivamente al degrado”.

Il punto sulla corsa Champions

A 10 giornate dal termine del campionato e dopo la vittoria sul Torino dell’ultimo weekend, il Napoli si ritrova terzo in classifica con un cuscinetto di 5 punti su quarta e quinta posizione, occupate rispettivamente da Como e Roma. Nonostante il Milan abbia vinto il derby ieri sera, risulta comunque piuttosto irrealistico pensare ad un rientro nella lotta per lo scudetto: l’Inter mantiene un vantaggio considerevole e, a differenza dell’anno scorso, anche in caso di (improbabile) crollo dei nerazzurri, c’è la presenza di un avversario in più, uomini di Allegri a rendere più complessa la situazione. Tuttavia, il “sogno” rimonta potrebbe servire come stimolo per allungare sulle inseguitrici e mettere entrambe le mani sulla fondamentale qualificazione in Champions. In tal senso, gli impegni fino alla sosta di fine mese potrebbero rivelarsi molto importanti. Il Napoli affronterà Lecce e Cagliari (alla portata per quanto non scontate), la Juventus invece Udinese e Sassuolo; nel prossimo fine settimana ci sarà inoltre lo scontro diretto tra Como e Roma, che potrebbe consentire ai partenopei di mettere ulteriore distanza tra sé e il quinto posto, accumulando un distacco difficile poi da colmare. Questo vale in particolare per la squadra di Gasperini che, oltre ad aver perso molte partite nell’arco del campionato, sembra aver perso smalto e fiducia dopo la rimonta subita all’ultimo dalla Juventus la scorsa giornata.

Si toglie la vita in ospedale dopo l’aggressione sul bus

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  Si conclude con un drammatico epilogo la vicenda dell’uomo accusato della violenta aggressione avvenuta su un autobus a Napoli. Antonio Meglio, arrestato dopo l’accoltellamento della penalista napoletana Alessia Viola, è morto dopo aver compiuto un gesto estremo mentre era ricoverato in ospedale. L’episodio che aveva portato al suo arresto risale a giovedì scorso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe attaccato la donna con un coltello mentre si trovavano a bordo di un autobus in via Simone Martini. L’aggressione, avvenuta senza un apparente motivo, aveva provocato grande allarme. Fermato dai carabinieri poche ore dopo, Meglio era stato accusato di lesioni gravi, sequestro di persona e deturpamento di luogo di culto. Successivamente era stato trasferito all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per essere sottoposto a cure a causa di evidenti problemi psichiatrici. Nella mattinata precedente alla morte aveva partecipato all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, durante il quale aveva provato a spiegare la propria versione dei fatti. In quell’occasione aveva parlato apertamente del suo stato di fragilità psicologica, sostenendo di essere vittima di una presunta congiura organizzata da persone non identificate. La sua difesa è affidata all’avvocato Gianluca Sperandeo, che ha già annunciato l’intenzione di depositare un esposto per chiarire le circostanze della morte. Secondo quanto emerso finora, Meglio era ricoverato in un reparto psichiatrico dell’ospedale. Nonostante ciò, durante la notte sarebbe riuscito a togliersi la vita impiccandosi con le lenzuola del letto. L’uomo aveva già manifestato comportamenti autolesionistici subito dopo l’arresto, tentando di ferirsi con un oggetto che aveva con sé. Il decesso è stato registrato alle 21.40. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della salma per consentire ulteriori accertamenti e ricostruire con esattezza quanto accaduto.

Pomigliano D’Arco, Il Liceo Imbriani trionfa al Certamen di Greco a Molfetta

Si è svolta il 26 febbraio la competizione del Certamen di Greco a Molfetta “Cia Vangi Drago – Apò Skenés”. Le vincitrici sono Giusy Terracciano e Linda Carbone, due studentesse di Pomigliano d’Arco, in particolare della 5ª A Classico del Liceo Vittorio Imbriani, diretto dalla preside Iervolino e seguite dalla docente Luisa Campana, che ha raccontato a caldo le emozioni legate a questo importante risultato.

 

Che cosa rappresenta per il liceo Vittorio Imbriani questo traguardo?

Il primo e il secondo posto in un Certamen nazionale di greco antico rappresentano un traguardo luminoso. Luce candidiorenota, scriverebbe Catullo, ossia “Segna questo giorno col segno più luminoso”. La vittoria di Giusy e di Linda, le mie alunne di VAc, è il successo di due studentesse motivate e studiose, ma è anche la conferma della ‘mission’ educativa dell’Imbriani, una scuola che crede nella cultura come condicio sine qua non nella costruzione del futuro dei suoi ragazzi. Un riconoscimento particolare va alla Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Iervolino, che è il motore di queste iniziative e che, soprattutto, crede nell’impatto della formazione classica della generazione 2.0.

Come si sono preparati gli studenti per affrontare questa prova?

Il tema prescelto dalla Commissione per la seconda edizione del Certamen Apò Skenés è stato la Medea, l’immortale tragedia di Euripide, composta nel 431 a.C., mentre le fosche nubi della guerra del Peloponneso si addensavano su Atene. Per concorrere al Certamen abbiamo cercato prima di ‘vertere’ il testo dal greco, verso dopo verso, per coglierne le sfumature, per ascoltare quello che Euripide continua a dirci, a chiederci. Questa è la magia dei classici: fanno domande scomode e profonde, come gli amici veri. Per questo da secoli continuiamo ad amarli.

Come si è svolta la competizione? Quanti erano i partecipanti totali? Provenivano da tutta Italia?

La competizione si è svolta nella splendida cornice di Molfetta, dove si tiene il Certamen in onore di un’insigne professoressa di Latino e Greco, Cia Vangi Drago. Hanno gareggiato studentesse e studenti dei licei italiani, provenienti da tutta la penisola. Tutti si sono cimentati con la traduzione e il commento di un passo tratto dall’ultimo episodio della tragedia. A presiedere la commissione di grecisti il prof. Franco Montanari, autore del vocabolario GI.

Avete in programma altre iniziative o competizioni a cui intendete partecipare?

In questo momento l’Imbriani è una fucina di studenti che si preparano per nuove sfide. Tra qualche giorno parteciperemo al Certamen Senecanum e poi al Sallustianum a L’Aquila. Spesso sono gli alunni stessi a chiedermi di partecipare e tutti si impegnano con passione, superando difficoltà e puntando a nuovi orizzonti di consapevolezza, all’insegna del sapere aude, dell’avere il coraggio di sapere. In questi ultimi anni abbiamo realizzato molti successi, riportando spesso il primo posto nelle competizioni nazionali ed internazionali, con cui i nostri studenti sono entrati nell’albo delle eccellenze nazionali: il CertamenHoratianum, il Nolanum, le Olimpiadi classiche, il prestigioso Certamen Ciceronianum. Competizioni e certamina ci avvicinano ai classici e a quelle pagine che, quanto più sono lontane nel tempo, tanto più vibrano della nostra stessa modernità. Come Medea, un’outsider, un’extracomunitaria, una donna sola, un’esule prima ancora che una donna tradita e terribilmente vendicativa. Fin qui il mio lavoro. Penso che un bravo docente sia come Dedalo: si limita a forgiare le ali dei suoi alunni e ad assisterli nel volo.

Alla luce di questo risultato, cosa risponderebbe a chi sostiene che il liceo classico sia un indirizzo ormai superato, viste le statistiche che dimostrano il calo delle iscrizioni?

Rispondo che il liceo classico è non solo vivo, ma pronto ad accogliere le sfide più disparate della modernità. Perché da sempre al liceo classico applichiamo il metodo del problem solving: decodificare un testo greco o latino, scegliere con pazienza il significato migliore, fare ipotesi, ricodificare in italiano significa abituarsi a risolvere problemi, a intus legere, a leggere dentro le cose, prima ancora dell’AI.

A questo proposito si è espressa la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Maria Iervolino, presente alla Cerimonia di premiazione a Molfetta, che ha sottolineato come iniziative di pregio quale il Certamen Apò Skenés – Premio Cia Vangi Drago contribuiscano a dare risalto alla modernità delle lingue classiche, capaci di sviluppare anche il pensiero logico, come confermato dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo. Inoltre, sostiene che le tragedie greche sono “lievito per la contemporaneità”: la Medea in particolare ci porta a riflettere su temi di scottante attualità.

Il successo di Giusy Terracciano e Linda Carbone rappresenta quindi non solo un importante riconoscimento personale, ma anche una testimonianza della vitalità e dell’attualità della formazione classica. In un contesto in cui spesso si discute del futuro del liceo classico, risultati come questo dimostrano come lo studio dei testi antichi continui a formare menti critiche, capaci di interpretare il presente con profondità e consapevolezza. Infatti, qualche giorno fa hanno incontrato il sindaco di Pomigliano d’Arco,  Raffaele Russo che ha consegnato loro un riconoscimento sostenendo: “Studio serio e appassionato continua a produrre eccellenza e talento”

20 medaglie per la Fitness Trybe: si punta alla fase interregionale

Nella giornata di ieri, 9 marzo, si è svolta la competizione del Campionato Regionale Gold presso il Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco.   Grande successo per la società Fitness Trybe, guidata dalla direttrice tecnica Serena Piccolo, che si conferma una delle realtà più numerose della Campania per quanto riguarda gli atleti impegnati nel circuito Gold. Le atlete hanno conquistato ben 20 medaglie: 8 d’oro, 6 d’argento e 6 di bronzo, a cui si aggiungono alcuni quarti posti, le cosiddette “medaglie di legno”, frutto di finali combattute fino all’ultimo e di prestazioni comunque di grande valore. Grazie a questi risultati, le ginnaste hanno ottenuto l’accesso alla prossima fase interregionale, che si terrà nel mese di aprile. La direttrice tecnica Serena Piccolo ha dichiarato di essere molto soddisfatta dei risultati ottenuti, sottolineando anche l’alto livello tecnico raggiunto dalle atlete, frutto di impegno costante e di un lavoro quotidiano in palestra. Ha inoltre voluto ringraziare il suo team, formato da Diana Buonocore, Dalila Piccolo, Reiden Duran e Valeria Perris, che ,come sempre, si dimostra all’altezza quando si tratta di preparare gli atleti per competizioni importanti come questa. Nonostante i risultati raggiunti, la direttrice ha ribadito la volontà di non fermarsi qui, continuando a motivare atleti e tecnici a migliorarsi sempre di più e a puntare a traguardi sempre più ambiziosi. Ancora una volta la società dei fratelli Serena e Graziano Piccolo, insieme ai genitori Giovanni Piccolo e Raffaella Lanza, si conferma una realtà di grande valore: prima eccellenza del territorio, e sempre più punto di riferimento anche a livello nazionale e internazionale.

Lavoro e divario di genere: in Italia 7,7 milioni di donne fuori dal mercato

All’indomani della Giornata internazionale delle donne, i dati sul lavoro femminile in Italia mostrano una realtà ancora segnata da profonde disuguaglianze. Tra inattività, precarietà e difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, il divario con gli uomini resta ampio.     Secondo il Rapporto annuale sul mercato del lavoro e sulle politiche di genere, elaborato dall’INAPP e rilanciato dalla pagina Instagram Will Italia, in Italia 7,7 milioni di donne in età lavorativa risultano inattive, cioè non occupate e nemmeno alla ricerca di un impiego. Il dato si traduce in un tasso di inattività femminile pari al 41,7%, molto più alto rispetto a quello maschile che si ferma al 23,9%. Un tema che resta centrale anche dopo l’8 marzo, quando la riflessione sulla parità di genere torna a confrontarsi con la realtà dei numeri.  

Il peso della cura familiare

Le differenze tra uomini e donne emergono anche nelle motivazioni che portano a restare fuori dal mercato del lavoro.

Tra gli uomini, quasi la metà dei casi di inattività (48,2%) è legata allo studio. Per le donne, invece, la situazione è molto diversa: il 34,2% resta inattivo per dedicarsi alla cura di figli o familiari, mentre tra gli uomini questa percentuale si ferma appena al 2,5%.

Un dato che evidenzia come il lavoro di cura continui a ricadere in gran parte sulle donne, riflettendo un sistema di welfare che spesso delega alla famiglia e in particolare alla componente femminile la gestione dell’assistenza domestica.

Il lavoro invisibile

Va inoltre considerato che i dati sull’inattività non includono chi lavora in modo irregolare.

Molte persone, soprattutto nel settore domestico, svolgono attività senza contratto e quindi non risultano occupate nelle statistiche ufficiali. In questo ambito il tasso di irregolarità è molto elevato e raggiunge circa il 47%.

Il momento più critico: la nascita di un figlio

Il divario tra uomini e donne diventa ancora più evidente con l’arrivo dei figli.

Quando in famiglia c’è un bambino sotto i cinque anni, il tasso di occupazione delle madri scende al 58,3%, mentre quello dei padri sale fino al 92%.

Il fenomeno emerge anche dai dati sulle dimissioni volontarie. Nel 2024 il 69,5% dei genitori che hanno lasciato il lavoro con figli sotto i tre anni erano madri, per un totale di oltre 42mila dimissioni.

Le ragioni sono diverse: mentre gli uomini spesso cambiano lavoro per migliorare la propria carriera, quasi la metà delle madri si dimette a causa della difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, spesso per la mancanza di servizi adeguati.

Contratti part-time e salari più bassi

Anche quando riescono a entrare nel mercato del lavoro, le donne si trovano più frequentemente in condizioni di precarietà.

Secondo i dati sulle nuove assunzioni del 2025, quasi il 48,7% dei contratti femminili è part-time, spesso non per scelta ma per mancanza di alternative.

Questa situazione contribuisce ad alimentare il fenomeno del cosiddetto “low pay”, cioè il lavoro a bassa retribuzione. In Italia il 17,6% delle lavoratrici dipendenti percepisce un salario orario inferiore ai due terzi della mediana nazionale.

Un divario ancora aperto

Per molte donne questa non è una fase temporanea della carriera, ma una condizione che può incidere a lungo sulla stabilità economica e sull’autonomia personale.

I numeri mostrano come la disparità nel lavoro non dipenda soltanto da scelte individuali, ma da fattori strutturali legati ai servizi, all’organizzazione del lavoro e alle politiche familiari.

Secondo molti osservatori, colmare questo divario richiede interventi concreti: servizi per l’infanzia più accessibili, congedi parentali più equilibrati tra madri e padri e politiche strutturali di sostegno all’occupazione femminile.

Somma Vesuviana, Tommaso Sodano : “La sinistra torni a parlare al cuore di Somma”

Di seguito una riflessione di Tommaso Sodano sulla situazione politica sommese in vista delle prossime amministrative.   Somma Vesuviana merita una svolta e la sinistra ha il dovere di guidarla con un metodo completamente nuovo. La gente comune è stanca delle trattative estenuanti, delle alchimie politiche tra pochi intimi che allontanano sempre di più i cittadini dalla partecipazione attiva. La vera politica si fa nelle piazze, tra le masserie, al Casamale, non nelle stanze chiuse. Somma ha un potenziale straordinario, unico per certi versi nel panorama vesuviano, che non è mai stato posto davvero al centro di un serio progetto di trasformazione della città. È mancato il coraggio dell’innovazione e soprattutto una visione capace di guardare oltre l’orizzonte di una consiliatura o della durata del mandato di un sindaco. Da troppo tempo gli stessi personaggi occupano la scena politica senza riuscire a garantire pari opportunità alla comunità sommese. Sono passati diversi treni sui quali Somma è salita per poi scendere subito dopo, senza trasformare quelle opportunità in una reale occasione di costruzione di un modello economico, sociale e culturale capace di valorizzare le straordinarie intelligenze, competenze, sensibilità e umanità presenti sul territorio. Nel mio impegno nelle istituzioni, in tutti questi anni, ho sempre avuto un’attenzione particolare per la città di Somma, che ho sempre considerato come possibile traino anche per i comuni vicini. Voglio ricordare, ad esempio, il Patto per l’Agricoltura, il Parco Letterario del Vesuvio e le manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero nelle quali ho portato le tradizioni culturali sommesi, come la Festa delle Lucerne, insieme alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Negli anni si sono susseguite coalizioni nate con il solo scopo di vincere e conquistare il potere, senza una reale comunanza di idee, di valori e soprattutto senza un progetto di città degno di questo nome. Per questo ritengo che oggi sia necessario avere il coraggio di un cambio radicale. Bisogna rompere con il passato anche nelle modalità con cui si costruiscono le coalizioni. La sinistra metta subito sul tavolo una proposta programmatica di alto livello, capace di far sognare i giovani e di parlare anche a quanti non vanno più a votare. Serve un progetto di città moderna, inclusiva e solidale, che sappia curare e valorizzare le proprie bellezze storiche — Villa Augustea, il Casamale, la Collegiata, il Castello d’Alagno — e le produzioni di eccellenza agricole ed enogastronomiche. Somma potrebbe ospitare esperienze di grande richiamo, come il Salone del Gusto, valorizzando allo stesso tempo il proprio patrimonio culturale. A partire dalla Festa delle Lucerne, conosciuta ormai in tutto il mondo, si può costruire un’economia positiva capace di generare sviluppo attorno a questi attrattori culturali. Immagino, ad esempio, anche la nascita di un Museo della Tammorra, dedicato al ricordo del grande Giovanni Coffarelli. Sono solo alcune idee che richiedono aria nuova, volti nuovi e competenze vere: una squadra di donne e uomini con un metodo originale, nel quale il cittadino sia protagonista e non semplice spettatore passivo. Con questo spirito bisogna presentarsi alla città, con l’obiettivo dichiarato di aprire una fase nuova nella quale ogni cittadino sia al centro del progetto. Somma può cambiare. E i giovani potranno finalmente restare nella loro città, che saprà accoglierli e offrire loro un futuro. Il coraggio di sognare è nelle nostre mani. Oggi le forze di sinistra e progressiste devono fare uno sforzo per mettere in campo una proposta forte e credibile. Ma bisogna farlo subito, tenendo fuori quei personaggi che negli anni hanno contribuito a danneggiare l’immagine della città.   Tommaso Sodano Assessore alla Provincia di Napoli (1995–2001) Senatore per due legislature e Presidente della Commissione Ambiente del Senato Vicesindaco di Napoli (2011–2015)

PERstradaPERcaso, L’alice che sfidò il destino…

Una mattina davanti al mercato ittico di Napoli diventa una piccola parabola di vita, tra ironia napoletana e saggezza popolare
Crudele destino
Che storia è questa? Forse una storia banale, nata #percaso, da un dettaglio colto fugacemente #perstrada.
Uno spunto di riflessione che mi ha colpito e che racconta la nostra innata capacità di sdrammatizzare un disagio e trasformarlo, attraverso proverbi e detti popolari, in ironiche riflessioni morali cariche di estro.
Era una normale mattinata di lavoro, un venerdì, in quell’ora in cui si sente il bisogno di un caffè rigenerante per schiarirsi le idee prima di un programmato, successivo appuntamento di lavoro.
Come d’abitudine, il mio collega Raffaele mi ha invitato al bar, non prima però di aver fatto tappa dal tabaccaio all’angolo per le sigarette del “dopo caffè”.
Per arrivarci, però, bisognava attraversare il degrado che circondava il mercato del pesce di piazza Duca degli Abruzzi.
In quei mesi, però, a causa di una protesta dei lavoratori, la vendita si svolgeva all’esterno del Mercato Ittico Generale di Napoli, poco distante dal mare, proprio a ridosso della storica Caserma Bianchini, sede dei nostri uffici dell’Agenzia delle Entrate.
A differenza di quanto accadrebbe in Paesi più rispettosi delle regole — o forse proprio per accentuare il disagio — l’attività si protraeva quotidianamente ben oltre le nove del mattino, orario di accesso dei contribuenti agli uffici finanziari.
Così, verso le undici, i residui invenduti, i cattivi odori e gli scarti facevano tristemente da cornice al nostro ufficio.
Nel percorrere quel breve tratto di strada, un riflesso argentato nei pressi di un tombino ha attirato la mia attenzione.
Quello che credevo fosse il riverbero di una moneta persa era invece un’alice.
Sì, proprio un’alice.
Scartata o forse caduta da una cesta, giaceva lì a terra, morta, a pochi passi dal suo mare.
Quella visione ha alimentato il mio immaginario e ispirato una malinconica riflessione dalla morale amara ma fantasiosamente napoletana… per l’occasione declamata dal mio amico e supporter Carmine Scognamiglio.
Comm’è ‘nfame stu destino!
Parlann’ cu’ Rafele, for’ all’ufficio,
guardann’ ‘nterra avimmo vist’, morta, n’alice.
Longa stesa accanto a nu’ tombino…
che malincunia pensann’ a comm’è ‘nfame stu destino.
N’alice nata libera miezo ’o mare scunfinato,
fernuta, pe’ destino, dint’ a nu mercato…
pe’ murì fritta, ’nturtiera
o, ’o massimo, arrecanata.
Che sapore! Che frischezza!
Che bella fine…
ed ecco: s’è compiuto ’o destino.
E invece no!
Pe’ nun murì, l’alice s’è ribbellata
e, attraverso a nu tombino,
’a via d’’o mare ha tentata.
Ma pe’ mancanza ’e aria
nun ce l’ha fatta, ’a puverella…
E invece ’e murì apprezzata
e fritta dint’ a na tiella,
vicino ’o mare è morta,
anonima e scunsulata,
’nterra, for’ all’Agenzia d’’e Entrate,
dint’ a na saittella.
(tombino)
Breve morale
«Il nostro destino è segnato, Raffae’…
non tentiamo di cambiarlo: potrebbe toccarcene uno assai peggiore!»
«Rafe’… però so’ bbone ’e alici fritte, è ’o vero?!»
Breve nota storica
(*) Antica Caserma di Cavalleria Borbonica del XVIII secolo, ridenominata nel 1897 Caserma Bianchini, in onore di Edoardo Bianchini, medaglia d’oro al valore militare
© Ciro Notaro
.Per il progetto #Legatialfilo2026 a favore dell’Ospedale Santobono Ciro NOTARO autore solidale #PerStradaPerCaso Il Mediano.itDello stesso autore: ✓ Angeli in corsia ✓ Le vie del cuore ✓ Saluti da Pino ✓ Io so`RAP ✓ Emiliano CONTRADA e le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 ✓ San Genna`… piensace tu!

Marigliano, lotta all’abusivismo al mercato del lunedì: sequestri e sanzioni da 5mila euro

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Proseguono le operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale nell’area del mercato settimanale del lunedì a Marigliano. Nella mattinata di oggi la Polizia Locale è intervenuta con un nuovo servizio mirato per porre fine a una situazione di illegalità che, secondo quanto spiegato dal comando, si trascinava da anni.

L’operazione rientra in un piano più ampio avviato dall’amministrazione e dagli uffici comunali per ripristinare il rispetto delle regole nell’area mercatale, dove alcuni commercianti continuavano a svolgere attività nonostante la revoca dei posteggi disposta negli anni scorsi.

Nel corso dei controlli effettuati questa mattina dagli agenti della Polizia Locale è stato sanzionato un commerciante che risultava privo di autorizzazione valida. L’uomo, infatti, aveva il posteggio revocato già dal 2024 ma, nonostante il provvedimento amministrativo, continuava a occupare lo spazio e a vendere merce all’interno del mercato.

Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro della merce in vendita, circa 8 chilogrammi di prodotti, e alla contestazione di sanzioni amministrative per un totale di circa 5.000 euro.

Dal comando della Polizia Locale spiegano che l’operazione rappresenta solo uno dei primi passi di un’attività di controllo destinata a proseguire anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di riportare piena legalità nell’area mercatale.

“Venditori regolari e cittadini chiedono il rispetto delle regole – fanno sapere dal comando – e gli uffici stanno lavorando con determinazione proprio in questa direzione”.

L’intervento di oggi si inserisce infatti in un percorso che punta a cancellare una situazione irregolare che, secondo gli uffici comunali, si trascinava da decenni.

L’operazione è stata significativamente ribattezzata “La legalità non è un optional”, un messaggio chiaro con cui l’amministrazione intende ribadire che il mercato deve tornare a essere uno spazio regolato, dove tutti gli operatori lavorano nel rispetto delle norme e delle autorizzazioni previste.