Si conclude con un drammatico epilogo la vicenda dell’uomo accusato della violenta aggressione avvenuta su un autobus a Napoli. Antonio Meglio, arrestato dopo l’accoltellamento della penalista napoletana Alessia Viola, è morto dopo aver compiuto un gesto estremo mentre era ricoverato in ospedale.
L’episodio che aveva portato al suo arresto risale a giovedì scorso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe attaccato la donna con un coltello mentre si trovavano a bordo di un autobus in via Simone Martini. L’aggressione, avvenuta senza un apparente motivo, aveva provocato grande allarme.
Fermato dai carabinieri poche ore dopo, Meglio era stato accusato di lesioni gravi, sequestro di persona e deturpamento di luogo di culto. Successivamente era stato trasferito all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per essere sottoposto a cure a causa di evidenti problemi psichiatrici.
Nella mattinata precedente alla morte aveva partecipato all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, durante il quale aveva provato a spiegare la propria versione dei fatti. In quell’occasione aveva parlato apertamente del suo stato di fragilità psicologica, sostenendo di essere vittima di una presunta congiura organizzata da persone non identificate.
La sua difesa è affidata all’avvocato Gianluca Sperandeo, che ha già annunciato l’intenzione di depositare un esposto per chiarire le circostanze della morte.
Secondo quanto emerso finora, Meglio era ricoverato in un reparto psichiatrico dell’ospedale. Nonostante ciò, durante la notte sarebbe riuscito a togliersi la vita impiccandosi con le lenzuola del letto.
L’uomo aveva già manifestato comportamenti autolesionistici subito dopo l’arresto, tentando di ferirsi con un oggetto che aveva con sé.
Il decesso è stato registrato alle 21.40. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della salma per consentire ulteriori accertamenti e ricostruire con esattezza quanto accaduto.



