Si è svolta il 26 febbraio la competizione del Certamen di Greco a Molfetta “Cia Vangi Drago – Apò Skenés”. Le vincitrici sono Giusy Terracciano e Linda Carbone, due studentesse di Pomigliano d’Arco, in particolare della 5ª A Classico del Liceo Vittorio Imbriani, diretto dalla preside Iervolino e seguite dalla docente Luisa Campana, che ha raccontato a caldo le emozioni legate a questo importante risultato.
Che cosa rappresenta per il liceo Vittorio Imbriani questo traguardo?
Il primo e il secondo posto in un Certamen nazionale di greco antico rappresentano un traguardo luminoso. Luce candidiorenota, scriverebbe Catullo, ossia “Segna questo giorno col segno più luminoso”. La vittoria di Giusy e di Linda, le mie alunne di VAc, è il successo di due studentesse motivate e studiose, ma è anche la conferma della ‘mission’ educativa dell’Imbriani, una scuola che crede nella cultura come condicio sine qua non nella costruzione del futuro dei suoi ragazzi. Un riconoscimento particolare va alla Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Iervolino, che è il motore di queste iniziative e che, soprattutto, crede nell’impatto della formazione classica della generazione 2.0.
Come si sono preparati gli studenti per affrontare questa prova?
Il tema prescelto dalla Commissione per la seconda edizione del Certamen Apò Skenés è stato la Medea, l’immortale tragedia di Euripide, composta nel 431 a.C., mentre le fosche nubi della guerra del Peloponneso si addensavano su Atene. Per concorrere al Certamen abbiamo cercato prima di ‘vertere’ il testo dal greco, verso dopo verso, per coglierne le sfumature, per ascoltare quello che Euripide continua a dirci, a chiederci. Questa è la magia dei classici: fanno domande scomode e profonde, come gli amici veri. Per questo da secoli continuiamo ad amarli.
Come si è svolta la competizione? Quanti erano i partecipanti totali? Provenivano da tutta Italia?
La competizione si è svolta nella splendida cornice di Molfetta, dove si tiene il Certamen in onore di un’insigne professoressa di Latino e Greco, Cia Vangi Drago. Hanno gareggiato studentesse e studenti dei licei italiani, provenienti da tutta la penisola. Tutti si sono cimentati con la traduzione e il commento di un passo tratto dall’ultimo episodio della tragedia. A presiedere la commissione di grecisti il prof. Franco Montanari, autore del vocabolario GI.
Avete in programma altre iniziative o competizioni a cui intendete partecipare?
In questo momento l’Imbriani è una fucina di studenti che si preparano per nuove sfide. Tra qualche giorno parteciperemo al Certamen Senecanum e poi al Sallustianum a L’Aquila. Spesso sono gli alunni stessi a chiedermi di partecipare e tutti si impegnano con passione, superando difficoltà e puntando a nuovi orizzonti di consapevolezza, all’insegna del sapere aude, dell’avere il coraggio di sapere. In questi ultimi anni abbiamo realizzato molti successi, riportando spesso il primo posto nelle competizioni nazionali ed internazionali, con cui i nostri studenti sono entrati nell’albo delle eccellenze nazionali: il CertamenHoratianum, il Nolanum, le Olimpiadi classiche, il prestigioso Certamen Ciceronianum. Competizioni e certamina ci avvicinano ai classici e a quelle pagine che, quanto più sono lontane nel tempo, tanto più vibrano della nostra stessa modernità. Come Medea, un’outsider, un’extracomunitaria, una donna sola, un’esule prima ancora che una donna tradita e terribilmente vendicativa. Fin qui il mio lavoro. Penso che un bravo docente sia come Dedalo: si limita a forgiare le ali dei suoi alunni e ad assisterli nel volo.
Alla luce di questo risultato, cosa risponderebbe a chi sostiene che il liceo classico sia un indirizzo ormai superato, viste le statistiche che dimostrano il calo delle iscrizioni?
Rispondo che il liceo classico è non solo vivo, ma pronto ad accogliere le sfide più disparate della modernità. Perché da sempre al liceo classico applichiamo il metodo del problem solving: decodificare un testo greco o latino, scegliere con pazienza il significato migliore, fare ipotesi, ricodificare in italiano significa abituarsi a risolvere problemi, a intus legere, a leggere dentro le cose, prima ancora dell’AI.
A questo proposito si è espressa la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Maria Iervolino, presente alla Cerimonia di premiazione a Molfetta, che ha sottolineato come iniziative di pregio quale il Certamen Apò Skenés – Premio Cia Vangi Drago contribuiscano a dare risalto alla modernità delle lingue classiche, capaci di sviluppare anche il pensiero logico, come confermato dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo. Inoltre, sostiene che le tragedie greche sono “lievito per la contemporaneità”: la Medea in particolare ci porta a riflettere su temi di scottante attualità.
Il successo di Giusy Terracciano e Linda Carbone rappresenta quindi non solo un importante riconoscimento personale, ma anche una testimonianza della vitalità e dell’attualità della formazione classica. In un contesto in cui spesso si discute del futuro del liceo classico, risultati come questo dimostrano come lo studio dei testi antichi continui a formare menti critiche, capaci di interpretare il presente con profondità e consapevolezza. Infatti, qualche giorno fa hanno incontrato il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo che ha consegnato loro un riconoscimento sostenendo: “Studio serio e appassionato continua a produrre eccellenza e talento”



