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Da area industriale a polo universitario: la rinascita di San Giovanni a Teduccio
Da area industriale a polo dell’innovazione. Negli ultimi dieci anni San Giovanni a Teduccio, quartiere della zona orientale di Napoli, ha vissuto una trasformazione profonda che ne ha cambiato identità e prospettive.
Laddove un tempo sorgeva lo storico stabilimento della Cirio, simbolo della produzione industriale locale e punto di riferimento per centinaia di lavoratori, oggi si sviluppa il complesso universitario della Università degli Studi di Napoli Federico II.
Dalla fabbrica all’università
Per anni, dopo la dismissione dell’area industriale, la zona ha vissuto una fase di abbandono e vuoto urbano. La riconversione è arrivata con l’insediamento universitario, che ha dato il via a un processo di riqualificazione non solo strutturale ma anche sociale.
Il complesso universitario è diventato nel tempo un punto di riferimento per studenti, ricercatori e attività legate all’innovazione, contribuendo a cambiare la percezione del quartiere, sempre meno associato alla periferia e sempre più a un luogo di formazione e sviluppo.
Il polo dell’innovazione
All’interno dell’area ha trovato spazio anche la Apple Developer Academy, realtà formativa che richiama giovani da tutta Italia e dall’estero, contribuendo a rafforzare la vocazione tecnologica del territorio.
La presenza di queste strutture ha portato nuova vitalità, creando connessioni tra università, imprese e nuove competenze.
Un nuovo volto per Napoli Est
La trasformazione del quartiere rappresenta oggi uno dei principali esempi di rigenerazione urbana nell’area orientale di Napoli.
Un cambiamento che non cancella la memoria industriale, ma la affianca a una nuova identità, fatta di università, ricerca e tecnologia.
San Giovanni a Teduccio diventa così simbolo di una Napoli che cambia, capace di reinventarsi partendo proprio da quei territori che, per anni, sono stati considerati marginali.
fonte foto: https://www.openhousenapoli.org/location/location.php?l=68
Somma Vesuviana sull’orlo del dissesto: debiti, commissariamento e una politica che non cambia
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L’inizio di tre grandi Civiltà: Sumeri, Babilonesi e Assiri
💡 L’Angolo dell’Esperto: Uno dei reperti più preziosi della civiltà Sumerica- Lo Stendardo di Ur:
L’Ur-Nammu (o più correttamente lo Stendardo di Ur) è uno dei reperti più preziosi e affascinanti della civiltà sumerica, risalente al periodo Protodinastico III (circa 2500 a.C.). Fu rinvenuto negli anni ’20 dall’archeologo britannico Sir Leonard Woolley all’interno delle Tombe Reali di Ur (nell’attuale Iraq). Lo Stendardo non è un vero “vessillo”, ma una cassetta di legno a forma di trapezio, lunga circa 47 cm e larga 20 cm. La sua funzione originale è ancora dibattuta: potrebbe essere stata la cassa di risonanza di uno strumento musicale o un contenitore per oggetti preziosi. I materiali utilizzati testimoniano l’estensione delle rotte commerciali sumere:- Lapislazzuli: Pietra blu proveniente dall’Afghanistan per lo sfondo.
- Conchiglie: Originarie del Golfo Persico per le figure bianche.
- Calcare rosso: Proveniente dall’India per i dettagli.
- Bitume: Usato come collante per fissare i tasselli al legno.
- Il Lato della Guerra
- Registro inferiore: Mostra quattro carri da guerra trainati da onagri (asini selvatici). Notiamo una sequenza “cinematografica”: i carri partono al passo e finiscono al galoppo, travolgendo i nemici.
- Registro mediano: Una falange di soldati sumeri in uniforme (con mantelli di cuoio e lance) scorta i prigionieri di guerra nudi e feriti verso il re.
- Registro superiore: Al centro troneggia il re (più grande degli altri per la gerarchia delle proporzioni). La sua testa rompe la cornice superiore, sottolineando la sua maestà mentre riceve i prigionieri catturati.
- Il Lato della Pace
- Registri inferiori: Raffigurano il popolo e i servitori che portano bottino di guerra e tributi: sacchi di grano, pesci, buoi e pecore.
- Registro superiore: Rappresenta un banchetto reale. Il sovrano siede a sinistra, rivolto verso i suoi nobili. Sulla destra, un musico suona un’arpa (simile a quelle ritrovate nelle stesse tombe) e un cantante allieta i commensali.
- Convenzioni Stilistiche
- Gerarchia delle proporzioni: L’importanza di un personaggio è determinata dalla sua dimensione fisica.
- Isocefalia: Le teste dei personaggi dello stesso rango sono poste alla stessa altezza.
- Visione simultanea: I corpi sono rappresentati con il volto e le gambe di profilo, ma l’occhio e il busto sono visti frontalmente, per mostrare ogni parte nel modo più chiaro possibile.
- Significato Storico e Sociale
- Testimonia la stratificazione sociale: Vediamo chiaramente la divisione tra re, nobili/sacerdoti, soldati e lavoratori/schiavi.
- Mostra l’evoluzione militare: È una delle prime rappresentazioni del carro da guerra a ruote piene e della fanteria organizzata.
- Celebra il dualismo del potere: Il re sumero è sia un guerriero implacabile (lato guerra) sia il garante dell’abbondanza e del culto (lato pace).
- Oggi l’originale è conservato al British Museum di Londra, dove rimane uno dei pezzi più visitati della collezione mesopotamica.
Corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sospeso direttore dell’Ispettorato del Lavoro
Su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, la Polizia di Stato ha eseguito nella giornata di ieri una misura interdittiva della durata di dodici mesi nei confronti del direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente per Napoli e Salerno.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda un’ipotesi di corruzione legata all’esercizio della funzione e ad atti contrari ai doveri d’ufficio. L’uomo sarebbe coinvolto in un’organizzazione criminale con estensione anche all’estero, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Le attività investigative, condotte dalla Squadra Mobile, hanno evidenziato l’esistenza di un meccanismo illecito ormai strutturato: gli indagati avrebbero ricevuto regali di valore, viaggi e altre utilità in cambio della predisposizione di pratiche utili a facilitare l’ingresso di cittadini stranieri.
L’inchiesta aveva già portato, lo scorso 9 marzo, all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 18 persone: quindici in carcere e tre agli arresti domiciliari.
Resta fermo che si tratta di una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva.
Dieta e Bioritmi: Perché non conta solo “cosa” mangiamo, ma “quando” lo facciamo
A cura della Prof. Teresa Esposito Specialista in Dietologia Clinica e Genetica Molecolare, Temple University of Philadelphia.
Nel campo della nutrizione moderna, stiamo assistendo a un cambio di paradigma: il superamento del semplice calcolo calorico a favore della cronobiologia. Non siamo macchine alimentate a benzina che bruciano lo stesso carburante allo stesso modo in ogni momento della giornata. Siamo organismi complessi regolati da orologi biologici finemente sincronizzati.
Come medico specialista in genetica molecolare e clinica e specialista in Dietologia clinica , Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, vedo quotidianamente come il disallineamento tra il nostro stile di vita e i nostri ritmi circadiani sia alla base di patologie metaboliche, obesità e disturbi del sonno.
Il cuore della Cronoalimentazione
La cronoalimentazione si basa su un principio scientifico solido: il nostro metabolismo segue un ritmo circadiano di circa 24 ore, regolato dal nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Questo “orologio centrale” coordina migliaia di “orologi periferici” situati nel fegato, nel tessuto adiposo e nel pancreas.
Il rilascio di ormoni come l’insulina, il cortisolo e la melatonina non è costante. Mangiare un carboidrato complesso alle otto del mattino ha un impatto metabolico radicalmente diverso rispetto al consumarlo alle undici di sera, quando la sensibilità all’insulina è ridotta e il corpo si prepara al digiuno notturno e alla riparazione cellulare.
La sfida dei turnisti: il “Jet Lag” sociale
Un capitolo critico riguarda chi lavora su turni. Infermieri, operai, forze dell’ordine e piloti vivono in una condizione di disincroniacircadiana. Quando lavoriamo di notte e mangiamo in orari in cui il corpo dovrebbe riposare, creiamo un conflitto biochimico.
Il rischio di sviluppare sindrome metabolica e diabete di tipo 2 aumenta drasticamente perché il sistema digestivo è “spento”, mentre il cervello richiede energia. In questi soggetti, la strategia non è solo ipocalorica, ma deve essere “cronoprotettiva“: modulare l’apporto proteico e lipidico per sostenere la vigilanza notturna senza sovraccaricare il metabolismo basale.
La rivoluzione della Nutrigenetica
Tuttavia, non esiste una ricetta universale. La ricerca in genetica molecolare ci insegna che ognuno di noi possiede varianti specifiche nei cosiddetti geni CLOCK.
Grazie ai test genetici, oggi possiamo mappare questi polimorfismi. La dieta diventa così un abito sartoriale: basata sul DNA del paziente, possiamo stabilire con precisione chirurgica quali siano le ore d’oro per l’assunzione di nutrienti, ottimizzando la perdita di grasso e il recupero energetico.
Conclusioni: verso una Medicina di Precisione
Nutrirsi non è solo un atto biochimico, è un atto di sincronizzazione. Rispettare i propri bioritmi, compatibilmente con le proprie necessità genetiche e lavorative, è la vera frontiera della prevenzione. La salute non si costruisce solo a tavola, ma anche rispettando il tempo che il nostro codice genetico ha scritto per noi.
Breve nota sull’autore
La Prof. Teresa Esposito è specialista in Dietologia Clinica e in Genetica Molecolare. Adjunct Professor della TempleUniversity,Philadelphia . Si occupa di ricerca e clinica applicata alla nutrizione di precisione e alla genomica.

