Pescivendoli in piazza a Napoli: “Meno disinformazione sull’epatite A, ci stanno rovinando”

0

L’epidemia di epatite A si sta espandendo sempre più: ad oggi si contano circa 180 casi, con 53 persone ricoverate al Cotugno di Napoli nel reparto di malattie infettive.

 

Oltre alle preoccupazioni legate alla salute dei contagiati, numerosi commercianti lamentano un calo delle vendite di circa l’80% a seguito del divieto di consumo di frutti di mare crudi.

L’episodio ricorda l’estate del ’73, quando, dopo un’epidemia di colera, le cozze furono le principali accusate della trasmissione. In quella circostanza decine di pescherie furono costrette a chiudere.

Per questo motivo, centinaia di pescivendoli provenienti da diverse aree di Napoli, a seguito di una domenica “da dimenticare” sotto il profilo delle vendite, sono scesi in piazza Municipio, chiedendo al sindaco Manfredi maggiori spiegazioni e soluzioni al calo delle vendite, che rischia di impoverire i commercianti del settore ittico.

A riguardo si è espressa Teresa Armato, assessore comunale, che, dopo aver ascoltato le istanze, ha ribadito che le misure di sicurezza sono state adottate per tutelare la salute dei cittadini. Ha inoltre ricordato che l’ASL ha sottolineato come non siano solo i prodotti ittici a poter causare il contagio, ma anche le verdure e gli alimenti consumati crudi, che devono essere manipolati e lavati con attenzione.

Quello che chiedono i manifestanti è di “porre fine a una campagna denigratoria della stampa che rischia di mandare per strada molte famiglie”, dichiarando di osservare con attenzione le regole e i controlli nonostante alcune volte siano “asfissianti” in attesa di riscontri e miglioramenti.

Immagine realizzata con IA

Risultati referendum, Auriemma (M5S): “È il segno di un territorio vivo e attento”

Riceviamo e pubblichiamo Il risultato del referendum sulla giustizia consegna un messaggio politico chiaro e inequivocabile: i cittadini hanno respinto una riforma che non li convince e che, evidentemente, non risponde ai bisogni reali del Paese. Per il Governo si tratta di un vero e proprio segnale di sfiducia. Dopo quattro anni, non è stata prodotta una riforma capace di migliorare concretamente il sistema giustizia, e il voto di oggi rappresenta un richiamo forte alla responsabilità politica. Non si può far finta di nulla: è necessario prendere atto di questo esito. Particolarmente significativo è il dato che arriva dalla Campania e dalla provincia di Napoli, dove il No si afferma con percentuali tra le più alte in Italia. Un risultato che testimonia la maturità civica e la consapevolezza di una comunità che ha saputo leggere nel merito i contenuti della riforma e scegliere di difendere i principi fondamentali della nostra Costituzione. È il segno di un territorio vivo, attento, che non si lascia trascinare da slogan ma partecipa con coscienza alle scelte democratiche. La forte affermazione del No in Campania è anche il frutto di un lavoro politico e di una mobilitazione diffusa che ha coinvolto cittadini, attivisti e realtà locali. Questo voto rappresenta dunque un punto di partenza. Come Movimento 5 Stelle continueremo a lavorare, dentro e fuori le istituzioni, per costruire riforme serie, condivise e realmente utili ai cittadini, e per rafforzare la partecipazione democratica, perché la democrazia vive solo se viene esercitata”. Lo dichiara l’onorevole Carmela Auriemma, vicecapogruppo vicaria del M5S alla Camera dei Deputati

Scuola, aumenti per Docenti e ATA: +143€ per i docenti, +104€ al personale ATA

Dopo l’apertura ufficiale del tavolo presso l’ARAN lo scorso 11 marzo, cresce l’attesa per gli ulteriori round negoziali. L’obiettivo della delegazione trattante è chiaro: accelerare sulla parte economica del CCNL 2025-2027 per dare ossigeno agli stipendi di oltre 1,3 milioni di dipendenti pubblici, tra personale scolastico, universitario e della ricerca.     Sul piatto ci sono risorse per 3,3 miliardi di euro, stanziamenti che dovrebbero garantire un incremento retributivo medio del 5,4%. Ma cosa significa concretamente per il portafoglio dei lavoratori della scuola? Secondo le proiezioni attuali, l’adeguamento si tradurrà in un amento medio per i docenti di circa 143 € lordi mensili e per  il Personale ATA un incremento di circa 104 € lordi mensili. A queste cifre si aggiungerà l’erogazione degli arretrati per il biennio 2025-2026. Si stima che ogni dipendente possa ricevere, una tantum, una cifra media vicina ai 1.600 € lordi, un conguaglio fondamentale per recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi mesi. L’imminente scatto stipendiale non è solo una buona notizia per la liquidità mensile, ma agisce come un moltiplicatore di opportunità finanziarie. Aumentando lo stipendio netto, infatti, cresce proporzionalmente anche la quota cedibile (il cosiddetto “quinto”). Proprio in questa fase di transizione, i dipendenti pubblici che desiderano realizzare un progetto — dall’acquisto dell’auto alla ristrutturazione casa, fino al consolidamento dei debiti — possono accedere a strumenti finanziari agevolati grazie alle Convenzioni NoiPA. Esistono due strade principali per ottenere liquidità a tassi protetti, anche in presenza di segnalazioni creditizie o protesti:
  1. Cessione del Quinto NoiPA: È il finanziamento standard, con una rata che non può superare il 20% dello stipendio netto.
  2. Prestito in Convenzione (Delega di Pagamento): È la soluzione ideale per chi ha già una cessione in corso o necessita di importi più elevati. In questo caso, la rata complessiva può arrivare fino ai due quinti (40%) dello stipendio, permettendo di ottenere finanziamenti fino a 75.000 euro con piani di rimborso estensibili fino a 10 anni.
Grazie agli accordi diretti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), i tassi applicati sono sensibilmente più bassi rispetto alla media di mercato, garantendo un risparmio concreto sul costo totale del credito. Attendiamo con forte interesse gli sviluppi negazioli.

Stipendi più trasparenti: cosa cambia per lavoratori e aziende

L’Unione Europea introduce nuove regole per rendere più chiaro il mercato del lavoro e ridurre le disuguaglianze retributive. Anche l’Italia dovrà adeguarsi entro il 7 giugno 2026.  

Con la nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale, cambieranno in modo concreto le regole del gioco per aziende, recruiter e lavoratori.

La misura, contenuta nella Direttiva (UE) 2023/970, punta a rendere il mercato del lavoro più equo e a contrastare le disparità, in particolare quelle legate al genere.

Più chiarezza già dagli annunci

Una delle principali novità riguarda il momento della candidatura.

Le aziende saranno tenute a indicare la retribuzione o almeno una fascia salariale negli annunci di lavoro, oppure a comunicarla prima del colloquio.

Allo stesso tempo, non sarà più consentito chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti nei lavori precedenti, una pratica finora molto diffusa.

Il diritto a conoscere gli stipendi

La direttiva introduce anche un nuovo diritto per i lavoratori: quello di poter accedere a informazioni sui livelli retributivi.

In concreto, sarà possibile conoscere gli stipendi medi per ruoli equivalenti all’interno dell’azienda, con dati suddivisi per genere.

Uno strumento pensato per far emergere eventuali differenze e rendere più trasparenti le dinamiche interne.

Controlli più stringenti per le aziende

Per le imprese di dimensioni più grandi scatteranno obblighi più rigidi.

Sarà necessario monitorare e rendere pubblici i divari retributivi tra uomini e donne e, nel caso in cui emergano differenze significative, adottare misure correttive.

Un sistema di controllo che punta a rendere strutturale la lotta alle discriminazioni salariali.

L’obiettivo: trattative più eque

Secondo la Commissione europea, l’introduzione di queste norme servirà a rendere le trattative più trasparenti e consapevoli, riducendo il rischio di disparità difficili da individuare.

Oggi, infatti, molti squilibri nascono già nella fase iniziale della negoziazione, spesso influenzata da informazioni incomplete o asimmetriche.

Cosa succede in Italia

La direttiva è stata approvata nel 2023, ma gli Stati membri hanno tempo fino al 7 giugno 2026 per recepirla nei rispettivi ordinamenti.

Anche l’Italia dovrà quindi adeguare la normativa nazionale, introducendo progressivamente queste misure.

Una volta entrate in vigore, le nuove regole potrebbero cambiare radicalmente il modo in cui si cerca lavoro e si negozia uno stipendio.

Un cambio culturale

Oltre agli aspetti normativi, la novità segna anche un passaggio culturale: lo stipendio, spesso considerato un tema “privato”, diventa parte di una discussione più ampia sulla trasparenza e sull’equità.

Un cambiamento che potrebbe avere effetti concreti soprattutto per le categorie più esposte a disparità, contribuendo a rendere il mercato del lavoro più accessibile e meno opaco.

Dal 2026, dunque, la trasparenza salariale non sarà più un’opzione, ma una regola.

   

Somma, studenti del Torricelli in visita allo stabilimento Coca-Cola di Marcianise

Somma Vesuviana. Visita PCTO allo stabilimento Coca-Cola di Marcianise: studenti del Torricelli a confronto con le applicazioni STEM. 

Gli studenti del liceo Torricelli di Somma Vesuviana hanno partecipato a una visita guidata presso lo stabilimento Coca-Cola di Marcianise nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Junior Achievement Italia, organizzazione impegnata nella formazione imprenditoriale e nello sviluppo delle competenze dei giovani.

La visita ha previsto un tour dei reparti produttivi, caratterizzati da linee automatizzate per l’imbottigliamento e il confezionamento. Durante il percorso, i partecipanti hanno osservato l’utilizzo di tecnologie legate all’industria 4.0, tra cui sistemi di automazione, sensori e strumenti di monitoraggio della qualità e dei consumi energetici.

L’attività si è articolata anche in momenti laboratoriali, nei quali gli studenti hanno svolto semplici analisi chimiche, come la misurazione del pH e della densità delle bevande, e partecipato a sessioni introduttive sull’analisi dei dati applicata ai processi industriali.

Secondo quanto riportato dagli organizzatori, l’esperienza è stata progettata per integrare contenuti teorici e applicazioni pratiche delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), oltre a favorire lo sviluppo di competenze trasversali come il lavoro di squadra e il problem solving.

L’iniziativa rientra nel programma di ampliamento dell’offerta formativa del liceo Torricelli, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e alle opportunità offerte dai settori tecnologici e scientifici.

Screenshot
Screenshot
Screenshot
Screenshot

Centrodestra annichilito, a Napoli il No è da record: sfondato il 75%

  Napoli si conferma la città con la più alta percentuale di voti contrari alla riforma della Giustizia. Nel capoluogo partenopeo, infatti, il “No” ha raggiunto il 75,49%, il dato più elevato a livello nazionale, mentre il “Sì” si è fermato al 24,2%. Un orientamento netto che trova riscontro anche nel resto della regione: la Campania guida infatti la classifica del dissenso con oltre il 65% di voti contrari, superando di gran lunga la media italiana che si attesta intorno al 54%. Per quanto riguarda la partecipazione al voto, in città l’affluenza definitiva è stata del 49,51%, un dato inferiore di circa nove punti rispetto alla media nazionale (58,8%), ma comunque in crescita rispetto alle ultime elezioni regionali, quando si era fermata al 39,60%. Su scala regionale, invece, l’affluenza si è attestata intorno al 50,37%, considerando che mancavano ancora i risultati di poche sezioni su un totale di oltre cinquemila. Il voto ha avuto anche un forte risvolto politico e istituzionale. A Napoli, infatti, diverse figure di primo piano si sono espresse apertamente contro la riforma. Tra queste il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico, entrambi schierati per il “No”. A sostenere la posizione contraria anche esponenti del mondo giudiziario e politico, come il procuratore Nicola Gratteri e il deputato del Partito Democratico Aldo Policastro. Le loro critiche alla riforma si sono spesso incrociate con quelle del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dando vita a un confronto acceso che ha accompagnato tutta la campagna referendaria. Il risultato emerso dalle urne fotografa quindi una Campania compatta nel respingere la proposta di riforma, con Napoli in prima linea nel manifestare il proprio dissenso. Un segnale politico chiaro che apre ora a nuove riflessioni sul rapporto tra cittadini, istituzioni e sistema giudiziario.

Marigliano, blitz contro due ambulanti: sequestrati ortaggi di ogni genere

0
Lotta contro il fenomeno della vendita ambulante abusiva di prodotti ortofrutticoli a ridosso dell’area mercatale di Marigliano, è l’operazione che il Nucleo di Polizia Amministrativa del Comando di Polizia Locale, coordinata dal Comandante Emiliano Nacar, sta mettendo in campo da diverse settimane al fine di contrastare il dilagare del fenomeno dell’abusivismo commerciale svolto su area pubblica. Nella fattispecie – infatti- gli Agenti, nella giornata odierna, hanno provveduto a contestare a due venditori abusivi, risultati completamente privi delle autorizzazioni necessarie per esercitare la vendita su suolo pubblico, sanzioni amministrative complessive di diecimila euro con conseguente sequestro dei prodotti esposti alla vendita. Nel dettaglio, tra i prodotti sequestrati vi erano carciofi, cavolfiori, bieta, broccoli, spinaci, tutti privi di documentazione che ne attestasse la provenienza. L’azione della Polizia Locale sottolinea l’importanza del rispetto delle norme, sia per garantire la sicurezza dei consumatori sia per tutelare la corretta concorrenza tra gli operatori del settore. Gli agenti operanti, allontanando i venditori abusivi, liberavano le aree occupate da cassette e tavoli. mettendo fine – in tal modo – alle vendite irregolari. Il Comandante Nacar dichiara – “continueremo con impegno e sistematica quotidianità ed intransigenza nel reprimere ogni norma ignorata fino al ripristino della legalità” – continua – “in questo momento di forte emergenza sanitaria, acquistare prodotti da venditori ambulanti abusivi non garantisce le più elementari norme igienico-sanitarie, in quanto la merce venduta è di qualità e provenienza non accertata”. –

In bilico sul burrone per farla finita, salvataggio eroico dei carabinieri

0
CASTELLAMMARE DI STABIA: Sospeso nel burrone, a centinaia di metri dalla strada. 48enne salvato “dall’abbraccio” dei Carabinieri. In un video la sequenza del salvataggio 6.18 del mattino, Pozzano. Una località che fa da spalla tra Castellammare e la penisola sorrentina. Qualcuno grida, chiede aiuto disperatamente. La strada è ancora semideserta ma alcuni intrepidi della domenica stanno approfittando per una corsetta all’alba. Sentono la voce di un uomo ma non riescono a capire da dove provenga. Sulle loro teste uno strapiombo roccioso. Compongono il 112. Qualche minuto più tardi una pattuglia: a bordo il Comandante della Compagnia di Sorrento e il suo autista. E pochi istanti dopo è sul posto anche una gazzella del nucleo radiomobile stabiese I militari seguono quella voce straziante e vedono un uomo, in bilico su uno spuntone di roccia. È lontano, in alto, a centinaia di metri. Si tratta di un 48enne di Vico Equense, scomparso da circa 3 giorni. Minaccia di lanciarsi nel vuoto. Non c’è tempo. I carabinieri si avvicinano con enorme difficoltà, percorrendo tratturi improvvisati, senza alcuna protezione. Tra sassi che si staccano dalla parete, rotolando a valle. Il percorso è complicatissimo, da vertigini.

Blitz dei carabinieri in casa: trovate dosi di cocaina e 3.500 euro

0

Operazione antidroga dei carabinieri a Pollena Trocchia, dove nella giornata di ieri un 34enne del posto è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è stato eseguito dai militari della tenenza di Cercola nell’ambito di un servizio mirato al contrasto del traffico di droga sul territorio.

I carabinieri, impegnati in controlli specifici, hanno deciso di procedere con una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine. L’attività di verifica ha portato alla scoperta di diversi elementi ritenuti riconducibili a un’attività di spaccio.

All’interno della camera da letto del 34enne sono state rinvenute undici dosi di cocaina già confezionate, pronte per essere immesse sul mercato. Oltre alla sostanza stupefacente, i militari hanno trovato anche materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi, ulteriore indizio di un’attività organizzata.

Durante la perquisizione è stato inoltre recuperato denaro contante per un totale di 3.500 euro, ritenuto provento dell’attività illecita. La somma era nascosta nella stanza e secondo gli investigatori rappresenterebbe il guadagno derivante dalla vendita della droga.

Al termine delle operazioni, per il 34enne sono scattate le manette. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio finalizzato a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione alle piazze locali e alle attività domestiche utilizzate come base per la distribuzione della droga.

PERstradaPERcaso, “L’uosemo” napoletano: quello che fa la differenza

«Ogni storia che nasce #PerStradaPerCaso porta con sé un risvolto che riflette quella napoletanità che amo raccontare. ‘O fatt è chist, stateme a sentì…»   Mentre gustavo un doveroso caffè in un bar di via Tribunali, nel centro di Napoli, mi è capitato di assistere a una scena tra un padre e suo figlio che ha ispirato questo racconto. In breve: un papà scuoteva energicamente le spalle del figlio adolescente mentre lo rimproverava dicendogli: «Te l’aggio ritt cient’ vote, a papà: primm l’uosemo e po’ ‘a raggione», riferendosi a una valutazione sbagliata che aveva penalizzato il ragazzo in una sua scelta. In quelle parole ho colto un chiaro riferimento al termine uosemo, inteso come la capacità istintiva di fidarsi delle proprie sensazioni in determinate decisioni, soprattutto quando la razionalità da sola non basta.   Questo termine, curioso per chi non è napoletano ma assolutamente familiare per noi, ha risvegliato in me un ricordo lontano, risalente a quando, da ragazzino, facevo il boy scout. Fu proprio grazie all’uosemo che riuscimmo a orientarci e a imboccare la strada giusta quando, insieme a una piccola squadra di coetanei, ci perdemmo in un bosco. Per coerenza con il racconto, aggiungo una breve postilla: a Napoli questa sensibilità, definita appunto uosemo, richiama un fiuto primordiale, una capacità naturale — propria del popolo partenopeo — che ci guida verso ciò che è utile alla nostra sopravvivenza e, allo stesso tempo, ci mette in guardia dai pericoli. Il rischio di perderci nel bosco fu esattamente ciò che riuscimmo a evitare quella sera, mentre calava la notte tra le montagne di Montevergine.   Erano trascorsi tre giorni di avventura e attività scoutistiche. Ci attardammo nei preparativi per la partenza, senza considerare che un errore di valutazione avrebbe generato ansia e preoccupazione nei nostri genitori, in attesa alla stazione dei pullman a Napoli (in un’epoca in cui i cellulari non esistevano). Eravamo in quindici, tra i 12 e i 14 anni, accompagnati da due responsabili maggiorenni. Smontato il campo e preparati gli zaini, ci incamminammo all’imbrunire verso la fermata degli autobus, distante circa sei chilometri, da percorrere lungo sentieri interni e boschivi. Con il calare della luce, il sentiero — che di giorno appariva chiaro e battuto — iniziò a confondersi nella vegetazione fitta. Ben presto ci rendemmo conto di aver smarrito la traccia principale. L’oscurità avanzava rapidamente e, con essa, un senso di smarrimento cominciò a serpeggiare tra i più piccoli.   Eravamo nel cuore del bosco e il silenzio della montagna era rotto solo dai nostri passi incerti e dal fruscio delle foglie. A causa della scarsa visibilità imboccammo un sentiero sbagliato, che ci condusse in una zona sconosciuta. «Andiamo avanti con la luce della luna piena» propose uno dei responsabili, «forse riusciremo a ricollegarci al nostro percorso.» Ma non fu così. L’ansia per i genitori in attesa e il senso di responsabilità verso i più piccoli ci spinsero a proseguire a passo sostenuto per oltre dieci chilometri, nella speranza di scorgere una luce in lontananza.   Avremmo potuto fermarci e accamparci per la notte — eravamo attrezzati — ma il pensiero delle famiglie in “isterica attesa” e degli impegni scolastici del lunedì ci indusse a continuare. L’adrenalina non mancava, e così andammo avanti ancora per qualche chilometro. A un certo punto, giunti a un bivio, incrociammo un cane randagio, smarrito quanto noi. Annusò il terreno e poi ripartì deciso. Fu allora che accadde: prima il suo uosemo, poi il nostro. Decidemmo istintivamente di seguirlo. Quel cane ci condusse lungo un sentiero punteggiato da segni di presenza umana — per la precisione, escrementi di asino — e, poco più avanti, superata una curva, scorgemmo in lontananza le luci di un cimitero. Urrà! Ce l’avevamo fatta.   Con il cuore leggero e senza più avvertire la stanchezza, raggiungemmo la piazza di Baiano, riuscendo perfino a prendere l’ultima corriera diretta a Napoli. Quella intuizione, che oggi associo al termine uosemo, non fu un semplice impulso irrazionale, ma — come mi piace definirla — una forma di intelligenza emotiva. Riconoscerne il valore significò, per noi, integrare l’esperienza con una sensibilità percettiva capace di distinguere un’opportunità da un potenziale pericolo. E quindi concludo: non sottovalutiamo il nostro uosemo, perché in certi momenti può davvero fare la differenza. P.S. Però, guagliù… che fetente ‘e paura! 🤭 Per il progetto #Legatialfilo2026 a favore dell’Ospedale Santobono Ciro Notaro Autore solidale #PerStradaPerCaso Il Mediano.it Dello stesso autore: ✓ Angeli in corsia ✓ Le vie del cuore ✓ Saluti da Pino ✓ Io so`RAP ✓ Emiliano CONTRADA e Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 ✓ San Genna`… piensace tu! ✓ Crudele destino