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Somma, presentazione del romanzo “La linea sottile tra di noi” di Mariarita Geografo
Somma Vesuviana. Si terrà domenica 22 marzo alle ore 10:30, presso Garden Carotenuto, la presentazione del romanzo “La linea sottile tra noi”, opera d’esordio di Mariarita Geografo.
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Giovani in Campo”, che invita la cittadinanza a partecipare all’evento, dedicato alla scoperta di una nuova voce della narrativa contemporanea.
Il romanzo racconta la storia di Sofia, una giovane di 19 anni che lascia Milano per trasferirsi a Roma, dove intraprende il suo percorso universitario e ritrova la sua migliore amica, Giulia. L’equilibrio della sua vita viene però messo in discussione dall’incontro con Gianmarco, un ragazzo fuori dagli schemi. Tra relazioni complesse, verità non dette e scelte difficili, la protagonista si troverà ad affrontare un percorso di crescita personale segnato da emozioni intense e consapevolezze profonde.
L’autrice, nata a Napoli nel 2002, è attualmente studentessa di Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Prossima alla laurea, aspira a una carriera nel giornalismo e nella scrittura. “La linea sottile tra di noi” rappresenta il suo esordio letterario e nasce dal desiderio di esplorare tematiche attuali legate ai rapporti umani e alla crescita individuale.
L’evento sarà aperto al pubblico e rappresenterà un’occasione di incontro tra l’autrice e i lettori, oltre che un momento di promozione culturale sul territorio.
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Leadership gentile: come comunicare autorevolezza senza rigidità
- Dare indicazioni chiare senza imporre – Una delle sfide più comuni per chi guida persone è trovare il giusto equilibrio tra chiarezza e partecipazione. Un leader rigido tende a comunicare in modo direttivo:
- Gestire un errore senza creare difesa – Gli errori fanno parte di ogni processo lavorativo. Il modo in cui vengono gestiti dice molto dello stile di leadership. Un approccio rigido può generare tensione:
- Stabilire confini con rispetto – Molti professionisti temono che essere gentili significhi essere troppo disponibili. In realtà accade il contrario: la leadership gentile richiede confini chiari. Un esempio tipico riguarda la gestione delle richieste: Modalità passiva:
- Fare feedback che motivano – Il feedback è uno degli strumenti più importanti della leadership. Un feedback percepito come giudizio può demotivare:
- Creare fiducia nel quotidiano – La leadership gentile non si esprime solo nei momenti di tensione o di decisione. Si costruisce soprattutto nella quotidianità. Piccoli comportamenti fanno una grande differenza: riconoscere il lavoro fatto bene chiedere opinioni prima di decidere ascoltare senza interrompere dare indicazioni chiare sugli obiettivi.Nel tempo questi gesti costruiscono fiducia, e la fiducia è il vero fondamento dell’autorevolezza.
Brutale aggressione in casa a Casoria, Borrelli: “Porterò il caso in Parlamento”
Ci sono nuove informazioni sul caso della rapina avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 marzo a Casoria, dove una famiglia è stata brutalmente aggredita
Dalla ricostruzione della dinamica 5 o 6 malviventi si sarebbero introdotti nell’abitazione in Via Pimentel Fonseca a Casoria, intorno alle 2:30, aggredendo la famiglia nel sonno. Tutte le persone presenti in casa sono state legate con lenzuola e colpite brutalmente.
La gravità della situazione si evince dai referti medici. Il padre, 62 anni, ha riportato una frattura composta dell’ala iliaca destra, con prognosi di 25 giorni. Gli altri familiari hanno invece subito traumi cranici e contusioni multiple, con prognosi tra i 5 e i 6 giorni. Fortunatamente gli esami medici hanno escluso lesioni cerebrali.
I malviventi, una volta entrati in casa, sono andati a colpo sicuro verso il denaro e questo farebbe pensare a una possibile attività di osservazione preventiva per studiare il colpo.
Questa mattina le vittime hanno rilasciato un’intervista video per il giornale “Il Mattino” dove spiegano nei dettagli l’aggressione subita. Il figlio spiega come i malviventi siano entrati in casa, scassinando la serratura, con il volto coperto, con del materiale sotto alle scarpe per evitare di far sentire i propri passi e con i guanti, in pratica un piano ad hoc per non farsi scoprire.
Il padre ha poi spiegato che i ladri avevano una richiesta ben precisa: 500.000€. Questa somma di denaro fa ben pensare ad uno scambio di persona, dato che in casa hanno trovato una somma diversa, poco meno di 1000€. La violenza è durata circa un’ora prima che i malviventi abbandonassero l’abitazione.
Infine, la madre ha aggiunto che sono stati rubati degli orecchini d’oro e che hanno perquisito tutta la casa in cerca del denaro.
Le vittime si sono rivolte al deputato Francesco Emilio Borrelli chiedendo aiuto e visibilità per ricevere giustizia dopo la violenta aggressione.
Sulla questione, Borrelli e il rappresentante territoriale di Europa Verde Salvatore Iavarone hanno dichiarato: “Quello che è accaduto a Casoria è inaccettabile. Non siamo di fronte a una semplice rapina, ma a una vera e propria aggressione brutale. Una famiglia è stata legata e massacrata in casa propria. È un fatto gravissimo”.
Il deputato ha poi affermato che farà accesso agli atti e porterà il caso in Parlamento: “Per questo farò immediatamente accesso agli atti e porterò il caso all’attenzione del Parlamento, chiedendo un rafforzamento urgente dei controlli sul territorio e risposte concrete sulla sicurezza nell’area nord di Napoli”.
“Se episodi del genere accadono davvero – concludono -, significa che nessuno può più sentirsi al sicuro nella propria casa. Serve una risposta immediata dello Stato: più controlli, più presenza delle forze dell’ordine e tolleranza zero verso queste bande violente”.
Intanto la comunità è sconvolta e spaventata, temendo che episodi del genere possano arrivare ad essere all’ordine del giorno, non trovando pace e sicurezza nemmeno nel luogo più intimo, la propria abitazione.
Le forze dell’ordine hanno avviato delle indagini per risalire ai responsabili e chiarire la dinamica.
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Pomigliano: le parole del proprietario del “Ritual” dopo la chiusura del locale
Con un secondo video pubblicato sui social, Vittorio Candurro, proprietario del Ritual di Pomigliano d’Arco, si è espresso con grande professionalità in merito al provvedimento della Questura di Napoli.
È stata disposta la chiusura momentanea di cinque locali, alcuni per 15 giorni mentre altri, tra cui il suo, per 30, al fine di ristabilire la sicurezza pubblica.
«Sono sempre dalla parte delle forze dell’ordine e non ho intenzione di presentare alcun ricorso, in quanto comprendo l’ampia risonanza mediatica del caso, ma ribadisco che le responsabilità non sono nostre», ha dichiarato, sottolineando inoltre che lo Stato non offrirà alcun sostegno per le perdite subite a seguito della chiusura dell’attività per 30 giorni.
«In questo modo non si è risolto il problema, ma lo si è semplicemente spostato altrove», ha aggiunto, precisando tuttavia che, per quanto possibile ,dato che la legge non consente perquisizioni invasive da parte dei buttafuori, saranno adottate misure di sicurezza molto più stringenti, con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza all’interno del locale.


