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A volte le immagini parlano molto più delle parole. E’ il caso del reportage fotografico pubblicato ieri dagli ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella in testa, che venerdi sono stati per quasi tutta la giornata nei luoghi dell’ennesimo stupro all’ambiente, quei campi coltivati di località Calabricito e Lenza Schiavone dove alcuni camion sono stati sorpresi dai droni degli ecologisti mentre scaricavano tonnellate di finto compost, un falso fertilizzante in realtà zeppo di rifiuti. Un veleno proveniente da un impianto di Giugliano. Mercoledi il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, è intervenuto inviando sul posto i carabinieri forestali, che hanno sequestrato una piccola parte dei terreni interessati dallo scarico killer. Poi venerdi, in tutto il resto della zona ormai disastrata, Cannavacciuolo ha accompagnato un esponente della commissione parlamentare antimafia, il deputato Antonio Del Monaco, i carabinieri forestali e i tecnici dell’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente. Sono stati fatti dei campionamenti. Intanto le immagini scattate durante il sopralluogo la dicono lunga. Nel finto compost si possono distinguere una miriade di frammenti di vetro, plastiche e metalli. Sono stati trovati persino pezzi di pellame delle concerie. “Non è finita: abbiamo trovato anche bastoncini di cotton fioc e persino siringhe usate”, racconta Cannavacciuolo. Ora gli ambientalisti sperano che finalmente la magistratura si muova. In questo territorio, quello a oriente di Napoli, si attende una più incisiva azione di controllo da parte della Procura di Nola, azione radicale che però manca da molto tempo. Nel frattempo, nell’area compresa tra Acerra, Casalnuovo, Pomigliano e Nola, la criminalità dei colletti bianchi sta agendo praticamente indisturbata, da anni. “E stanno facendo soldi a palate – concludono gli ambientalisti – alla faccia della gente onesta e del territorio”.