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L’origine del culto, la “fontana” con la cisterna d’acqua e la fertilità della contrada “Paradiso”. Perché “Piediterra” si chiama così. Dalle colombe, simbolo della purezza della Madonna, alle “palomme”, strumenti dell’arte pirotecnica, che segnano la storia della festa ottajanese.  Il significato dei grappoli d’uva dipinti nell’edicola votiva.

 

Quest’anno la festa in onore della Madonna della Salute è stata celebrata solo con i riti religiosi (vedi foto in appendice) e con la processione; la parte “laica”- musica, piatti, fuochi- non si è svolta: si spera che sia solo l’interruzione momentanea di una lunga e importante tradizione. Il centro del culto è Piediterra: il nome nacque dal fatto che il quartiere e la piazza stavano “ai piedi” della “Terra vecchia”, della parte antica di Ottajano ed erano attraversati dalla strada che i signori della città e i “galantuomini” dovevano percorrere per raggiungere le masserie, i vigneti e le cave di pietra di Terzigno. Lungo questa strada le famiglie importanti della città, quelle legate ai Medici – i Bifulco, i Mazza, i Guastaferro – costruirono le loro “case palaziate” e i bassi e le cisterne per gli “operai e i faticatori”.Nel1615 il vescovo di Nola, Lancellotti, durante la sua visita pastorale, venne accompagnato da G.B. Mazza, primicerio della Chiesa di San Michele, e da Giovanni D’Ambrosio, rettore della Chiesa dell’Annunziata, a benedire la chiesetta di “Santa Maria della Salute”, nel quartiere “che si chiama “ai piedi della Terra””, e le vicine cisterne dell’acqua. Queste cisterne spiegano tutto. Esse costituirono, almeno fino alla prima guerra mondiale, la “fontana” pubblica da cui attingevano acqua gli “umili” dei quartieri vicini: solo i ricchi poteva permettersi di costruire pozzi nei cortili delle case.. La “cisterna”- ancora oggi la zona è attraversata da via “Fontana”- era alimentata da una ricca sorgente sotterranea, che rendeva fertile la campagna all’intorno, tanto che la masseria che i Medici possedevano in quel territorio prese il nome di “Paradiso”, e ancora oggi il luogo si chiama così. Quando imperversava la siccità, la “fontana” veniva alimentata con l’acqua che carri attrezzati per il difficile compito andavano a prendere nei canali del fiume Sarno.

Di solito, accanto alle cisterne dell’acqua, c’era un’edicola dedicata alla Madonna della Salute, poiché tutti sapevano, da sempre, che l’inquinamento delle acque era la causa prima di epidemie e di morbi. Gli Ottajanesi non si accontentarono dell’edicola, ma costruirono una chiesa, che dagli anni ’30 del sec.XIX ospitò la “Congrega della SS. Concezione e Monte dei morti”, erede di un’associazione che si era costituita nella seconda metà del ‘700. Le colombe, sacre alla Madonna come simbolo della purezza e della castità, divennero una presenza ancora più significativa, per naturale associazione di immagini e di simboli, nel culto della Madonna della Salute. A Ostuni, per esempio, in questo culto le colombe vere vengono sostituite da dolci che hanno la forma di colomba. A Ottajano, per la festa in onore della Madonna della Salute, i fuochisti locali, ritenuti già nella seconda metà dell’Ottocento tra i più esperti del territorio, chiamarono “palomma” un congegno pirotecnico che, acceso, sfreccia ,lasciando scie luminose e crepitanti, lungo i fili metallici tesi da un capo all’altro della piazza. La “palomma” è la variante ottavianese della “colombina”, un razzo a forma di colomba, che l’arte pirotecnica usa da secoli per innescare l’esplosione controllata di una sequenza di fuochi artificiali. Questa “colombina” veniva usata a Firenze per il famoso “scoppio” del carro che “segna” il giorno di Pasqua: narrano gli storici che il primo “scoppio del carro” i fiorentini lo innescarono, con la “colombina”, sotto il pontificato di Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici, tra il 1516 e il 1519.

.E così nella “palomma” ottavianese trovano una sintesi il sacro e il profano, e cioè l’immagine della colomba simbolo della purezza della Madre di Cristo, e la memoria del congegno inventato dall’arte pirotecnica. Apre l’articolo la fotografia dell’edicola con la Madonna della Salute che si trova a Piediterra: l’immagine è composta da 12 mattonelle e misura cm.90 x 60. L’immagine e le notizie  le fornisce un libro prezioso, “Le Edicole Votive nel territorio di Ottaviano”, curato dal compianto Francesco D’Ascoli junior con intensa passione e con splendida cura dei dettagli. L’edicola la fece costruire, nel 1951, Pasquale Angelotti,  che possedeva un orto e un vigneto in contrada “Paradiso”. I grappoli d’uva che ornano il piedistallo della Vergine sono un riferimento ai vigneti del territorio, ma ci ricordano, prima di tutto, che Maria e il Figlio sono la vite, e che noi siamo i tralci, nutriti dal loro amore.