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Dramma Almaviva: la Cgil porta a Roma i lavoratori di Napoli. Lunedi la trasferta

L’azienda: “Sindacati irresponsabili”  

 

“Centinaia di Lavoratori della sede di Napoli di Almaviva la mattina di lunedì 19 dicembre andranno a Roma con la Slc Cgil. Questa è la decisione presa dalla Slc Cgil  di Napoli sulle fortissime sollecitazioni pervenute dai Lavoratori in queste ore”. Lo ha comunicato oggi la segreteria napoletana e campana del sindacato di categoria in vista del confronto decisivo al ministero dello Sviluppo Economico sui 2511 licenziamenti che l’azienda di call center Almaviva vuole attuare nelle sedi di Roma (1666 ) e Napoli (845 ) a partire da giovedi prossimo. In base alla legge l’azienda ha 120 giorni di tempo a partire dalla chiusura della procedura di mobilità ( 21 dicembre) per dare il via alla spedizione delle lettere individuali di estromissione forzata dal posto di lavoro. Se ciò accadrà si tratterà della più grande mazzata occupazionale degli ultimi decenni nell’ambito di un’unica vertenza in Italia. Un dramma autentico. “Siamo convinti –  aggiunge la Slc Cgil Napoli – che il supporto dei lavoratori, in questa fase, sia fondamentale per sollecitare il Governo nel trovare una soluzione alla gravissima crisi di Almaviva che tra tre giorni, senza accordo, potrebbe provocare la chiusura del sito di Napoli ed il licenziamenti di tutti gli 845 addetti”. E Francesco De Rienzo,  rsu della Slc Cgil di Almaviva Napoli, conclude spiegando che  “la giornata del 19 dicembre viene vista da tutti i Lavoratori del sito di via Brin con grande preoccupazione per il loro futuro lavorativo e per questo – continua De Rienzo – hanno chiesto di andare a Roma a presidiare con i colleghi romani la trattativa che si terrà al Mise”. Tutti i sindacati coinvolti nel confronto con l’azienda hanno diramato ieri un comunicato congiunto attraverso cui, nell’annunciare lo sciopero in tutto il gruppo Almaviva Contact per lunedi, considerano scellerata la posizione di Almaviva che vuole dare il via al taglio strutturale dei salari nonostante la stessa sollecitazione del governo a utilizzare la cassa integrazione. Ma le posizioni restano molto distanti. Sempre ieri Almaviva ha diramato a sua volta un messaggio durissimo nei riguardi dei sindacati, definiti “sordi” all’appello del governo che richiama alla responsabilità delle parti. “Ricorrono ancora una volta – scrive Almaviva – ad una desolante attività di mistificazione della realtà, alterando le altrui e le proprie posizioni”. Il riferimento è appunto al comunicato con cui i sindacati hanno annunciato lo sciopero .  Situazione troppo tesa. “Dopo la prolungata, sostanziale noncuranza di fronte all’aggravarsi della crisi –  scrive ancora Almaviva – dopo il rifiuto di rispettare accordi formalmente sottoscritti, registrato durante gli stessi incontri in sede ministeriale, dopo mesi di sottrazione da ogni confronto di merito, in presenza di un sistematico lavorio di deformazione della realtà, ci si chiede se la presunta ricerca di intese da parte del sindacato abbia una qualche credibilità.  Se tutelare lavoro e lavoratori seguita a rimanere un insensato espediente retorico, accompagnato dalla miope rivendicazione di una gestione assistenziale della crisi – questa sì una posizione scellerata – è davvero difficile rintracciare la parte di responsabilità ed il contributo di idee che, in questa difficile situazione, dovrebbe legittimare il ruolo sindacale”. Resta il fatto che era stato stipulato un accordo il 31 maggio, peraltro molto contestato dai lavoratori, proprio a seguito di una prima procedura di mobilità. A ottobre però, e cioè prima che si concludesse la fase prevista dall’accordo, è spuntata quest’altra procedura, che punta su un accordo in deroga al contratto nazionale di lavoro, peraltro in fase di rinnovo, e che ha reso difficilissimi i rapporti tra azienda e sindacato.

 

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