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Di Maio in visita all’Avio di Pomigliano: raggiunta un’intesa con i licenziati Fiat

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Seguito a vista dalla sua fidanzata, Virginia Saba, e dal capo della sua segreteria a palazzo Chigi, Dario De Falco, il vicepremier Luigi Di Maio alle 17 di ieri ha fatto ingresso nella fabbrica di componenti aeronautici “Avio” di Pomigliano. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico è stato accolto dai dirigenti dello stabilimento di proprietà del colosso americano General Electric. Con Di Maio c’erano i suoi fedelissimi pomiglianesi della prima ora. Insieme con il già citato De Falco (che è anche consigliere comunale a Pomigliano) si potevano scorgere la consigliera regionale Valeria Ciarambino, i consiglieri comunali Salvatore Cioffi e Salvatore Esposito e il consigliere comunale pentastellato della vicina Casalnuovo, Christian Cerbone. < Sono venuto qui a vedere la più grande turbina per jet commerciali del mondo, la Gen-X: queste sono le eccellenze industriali del Sud che il governo dovrà sostenere >, ha dichiarato a caldo il vicepremier. Nell’Avio di Pomigliano si produce il 12 % dei componenti del Gen-X, il moderno motore turbogetto montato sui Boeing 747 e 787. Ma qui si producono anche combustori e altri componenti. Alla fine della visita nello stabilimento Di Maio ha tenuto nell’impianto un lungo colloquio con gli operai licenziati della FCA di Pomigliano, che nel frattempo avevano manifestato all’esterno dell’Avio contro la loro esclusione dal reddito di cittadinanza. < Abbiamo riferito al ministro – ha fatto sapere Mimmo Mignano, uno dei licenziati – che le nostre proposte sulla riforma del reddito di cittadinanza, che così com’è crea solo ingiustizie, usciranno dall’assemblea generale che terremo a Pomigliano il prossimo 18 maggio >. < Discuteremo insieme al ministero del Lavoro – la replica immediata del vicepremier – la piattaforma che uscirà dalla vostra assemblea >.